Mimmo D'Alessandro è incazzato nero. Succede, cosi, ogni anno. Quando - alcuni - commercianti, quando i politici, quasi sempre di sinistra, quando i personaggi folcloristici che albergano a queste latitudini, quando, ancora, i gattini da tastiera, la vita del promoter più famoso d'Italia diventa un inferno. Pare che glielo facciano apposta. Anche quest'anno, 2026, non fa eccezione e quando mancano pochissimi giorni all'ultimo concerto dei Pooh, i commercianti che circondano piazza Napoleone unitamente ad alcuni consiglieri comunali di centro sinistra che devono, in qualche modo, provare a raccattare voti utili a minimizzare la sconfitta elettorale del 2027, hanno alzato striscioni e bandiere contestando la rassegna musicale più importante d'Italia e non solo. Quando D'Alessandro lo ha letto sui media o anche ascoltando i pareri di chi gli riportava interventi e comunicati, si è fatto venire il sangue al cervello. Ma come?, un'altra volta? Già l'ennesima. Inutile nascondersi, la prima reazione, d'impatto, sarebbe stata quella di convocare una conferenza stampa e sparare, ma non a salve, su chi cerca di fare di tutto per fargli passare la voglia di continuare. Poi, la maturità, l'intelligenza, anche la scaltrezza, lo hanno riportato a più miti consigli: Preferisco non rispondere a quello che è stato scritto e detto in questi giorni da alcuni commercianti e da altrettanti politici di sinistra. Non meritano tanta considerazione. Per quanto mi riguarda, tuttavia, voglio essere chiaro. A settembre sarò disponibile per un tavolo di confronto intorno al quale potranno sedersi le parti interessate alle quali aggiungerei anche i giornalisti, così, tanto per il rispetto della trasparenza.
Ad agosto tutti in ferie, poi, a settembre, che si salga, finalmente, sul ring e che ognuno, a partire dai commercianti, ci metta il muso, pardon la faccia e dica quel che vuol dire. E', comunque, evidente, che Mimmo D'Alessandro deve avere un fegato grosso così e una pazienza che anche Giobbe gli farebbe una pippa. Al suo posto e conoscendoci, noi saremmo già esplosi da un pezzo, ma lui fa l'imprenditore non il giornalista.



