Una performance straordinaria, messa in scena da un ragazzo che ha compiuto quasi settantuno primavere e non le dimostra assolutamente, in un tripudio di grande musica, passione ed emozioni che ha infuocato gli animi degli oltre 20.001 spettatori accorsi a Lucca per ascoltare la sua musica e lasciarsi rapire dalla sua voce, unica, suggestiva ed inconfondibile, capace di arrivarti fino al cuore.
E lui, Zucchero, al secolo Adelmo Fornaciari, assieme alla sua storica, affiatata e “mostruosa” superband, composta da grandi musicisti internazionali, giovedì 16 luglio sul palco del Lucca Summer Festival sotto le mura storiche, ha dato vita ad uno show unico ed in inimitabile, una sorta di viaggio appassionato ed appassionante, che ha emanato energia allo stato puro, esaltato dall’esecuzione esclusivamente live, e caratterizzato dagli inconfondibili arrangiamenti blues e dalle contaminazioni pop, miscela che, da sempre, contraddistingue la produzione dell’artista emiliano. Il pubblico del Lucca Summer Festival 2026 ha così potuto vivere una serata di musica elettrizzante che è stata “soltanto” una delle tappe del Tour 2026 di Zucchero “Sugar” Fornaciari, ossia “Overdose D’Amore Gold”, progetto legato ai 25 anni del brano “Baila (Sexy Thing), pezzo simbolo della sua carriera. In oltre due ore e mezzo di musica, il cantautore di Roncocesi ha proposto i suoi brani più famosi, alternati ad altri meno noti ed alcune cover letteralmente straripanti, tutti caratterizzati dal suo stile che si ispira al blues statunitense, rivisitato e contaminato dalla musica leggera e da quella d'autore. Il risultato? Un blues melodico e dolce che lascia spazio a ritmi incalzanti e potenti, tipici delle canzoni per cui è famoso, ma anche a ballate struggenti fino al pop, alla musica latina e persino alla lirica. “Oh, Doctor Jesus” è il brano che ha aperto il concerto seguito da «Spirito nel buio», inno alla luce interiore che guida nei momenti bui, alla speranza ed all'amore verso il prossimo. Il ritmo è cresciuto con l’intramontabile “Il mare impetuoso al tramonto….” e si è consolidato con le ritmatissime “Partigiano reggiano” e “Solo una sana e consapevole libidine”, che hanno scaldato una platea che era solo in attesa di alzarsi dalle sedie per dare il via alle danze. La prima parte del concerto si è poi conclusa in un crescendo di movimento e blues grazie all’iconica “Wonderful World”, canzone che ha unito le sorti di ragazzi solo apparentemente sfortunati (T. & F.) ma destinati al raggiungimento della felicità, “Vedo Nero” e la vulcanica “Baila” che ha messo a repentaglio la stabilità delle nostre storiche mura. Poi Adelmo si è concesso al suo pubblico ed ha raggiunto il fronte del palco ed ha imbracciato l’adorata chitarra acustica e, dopo aver ringraziato il patron Mimmo D’Alessandro, ha arrangiato brani meno noti ma comunque conosciutissimi, meno ritmati ma avvolgenti ed emozionanti come “Un soffio caldo”, “Un piccolo aiuto”, “Occhi”, “Come il sole all’improvviso” e, soprattutto, “Donne”. L’omaggio a Luciano Pavarotti con la potentissima ed emozionante interpretazione di “Miserere”, interpretata in un duetto virtuale col grande maestro proiettato sui maxi schermi, ha lasciato spazio al momento musicale della band di “Sugar” che, alla fin fine, è stato come un concerto nel concerto. In tal senso, chi fosse interessato ad ascoltare artisti venuti dallo spazio, può segnarsi questi nomi: Polo Jones, Kat Dyson, Peter Vettese, Mario Schilirò, Adriano Molinari, Nicola Peruch, Monica Carter, James Thompson, Lazaro Amauri Oviedo Dilout, Carlos Minoso ed Oma Jali, ed ognuno di loro vale il prezzo del biglietto. Il gran finale però, in una sorta di sali scendi melodico pop rock, è stato sulle note della struggente “Diamante” prima, cui sono seguite “Per colpa di chi?” e “Diavolo in me” che hanno definitivamente defibrillato tutto il pubblico presente, oltre a tutti quelli che hanno ascoltato il concerto oltre le transenne che hanno delimitato l’accesso all’area dell’ex campo Balilla. “Abbiamo bisogno di divertirci – ha detto con forza Zucchero rivolgendosi al pubblico nel congedarsi – ed è per questo che dobbiamo credere nel blues, che non morirà mai”. Alla fine, per concludere, non ci poteva essere niente di meglio e di più emozionante, anche per chi scrive, dell’interpretazione di “Hey man”, che ha calato il sipario su un concerto straordinario, “pieno di Zucchero”, con tutta la sua poetica, le sue emozioni e quella carica che lo ha reso uno tra gli artisti italiani più famosi a livello mondiale.
Foto Fiorenzo Sernacchioli



