Oggi abbiamo compiuto i nostri primi 65 anni. Ne avremmo voluto fare a meno, ma, a quanto pare, è impossibile. Se anche ci avessimo provato, sarebbero stati sufficienti i messaggi, numerosissimi, sui social, a ricordarcelo e che, onestamente, ci hanno fatto piacere. Analizzando i nomi di coloro che hanno voluto augurarci una vita ancora più lunga, abbiamo notato che ci sono persone che, ormai, lo fanno da anni e ai quali non possiamo non dire grazie. Diciamo, anzi, siete meravigliosi perché vi sembrerà strano, ma ogni messaggio inviato e letto, ci regala un pizzico di fiducia in noi stessi e anche negli altri. Ma c'è anche qualcuno che, improvvisamente, ha smesso di farceli, gli auguri e, francamente, non comprendiamo il motivo. Non certo perché ne abbiamo così tanto bisogno, ci mancherebbe, bensì per il fatto che viene da domandarci se abbiamo commesso qualcosa nei loro confronti. 65 anni professionalmente vissuti quasi pericolosamente, con querele, processi, condanne, assoluzioni, esposti e sospensioni. Non ci siamo fatti mancare niente e adesso che La Gazzetta di Lucca è stata sacrificata sull'altare dei debiti verso chi ci ha sconfitto in tribunale - pochi invero grazie all'avvocato Cristiana Francesconi - ecco nascere inluccaveritas.it che ci piacerebbe portare ai fasti della Gazzetta. Dove e con chi trascorrere questa giornata così importante che fino ad un anno fa eravamo soliti condividere con la stessa persona che è venuta metaforicamente a mancare pochi mesi fa? Avremmo potuto organizzare una bella cena tra amici oppure accettare l'invito dei nostri parenti labronici o meglio ancora scegliere un locale, il migliore e più costoso anche, e accogliere la proposta che ci è stata fatta da una persona residente in un lontano comune. In tanti hanno dimostrato in questi mesi di volerci bene segno che, in fondo, qualcosa di buono abbiamo seminato. Certo, qualcuno potrebbe aggiungere che abbiamo perso un po' di smalto rispetto ai tempi andati, ma la realtà è che stiamo cercando di farne una grossa provvista, di smalto, per i tempi a venire. Ce ne sarà, infatti, molto bisogno ed è necessario farci trovare pronti. Alla fine abbiamo voluto raggiungere Marina di Pisa e sederci al tavolo di fronte al porto di un locale appena aperto e dove avevano prenotato per due. Avevamo lasciato il nostro Leone a casa bello satollo, così da poter avere più tempo a disposizione. Il vento, progressivamente, ha accarezzato il volto e le arrabbiature, così come i dispiaceri, se ne sono andati a farsi benedire. A fine cena, una lunga passeggiata fino alla fine del viale a mare, giusto il tempo di pensare che anche una bastardata può rappresentare una opportunità per risalire la china e riprendere a credere che la vita, in fondo, se da un lato ti toglie, dall'altro, spesso, ti restituisce: si tratta soltanto di capirlo, ma, soprattutto di accettarlo e farsi trovare pronti. A tutti coloro che hanno voluto dedicare anche pochi secondi per augurarci tutto il bene possibile, una promessa:. Ci saremo ancora, per chissà quanto tempo ancora e sempre come siamo sempre stati: sopra le righe e senza quadretti.



