Con Luciano Luciani ci conosciamo da una vita anzi, da più di una vita: esattamente da quando, al teatro del Giglio, presentò a inizio anni Novanta il libro Autoritratto di una generazione che raccoglieva le testimonianze di quella gioventù cresciuta durante il fascismo che aveva maturato sofferenze nella guerra e aveva cambiato idea. Luciani era già allora un insegnante di italiano e storia, preparato, umanamente valido e, soprattutto, di sinistra il che non gli impediva e non gli ha mai impedito di ragionare con la propria testa e di non essere vittima dell'ideologia. Luciani è sempre stato un innamorato della Storia, qualunque essa sia, curioso e appassionato, avido di scoprire nuovi orizzonti senza avere griglie o anche vincoli di qualsivoglia natura. Una bella persona punto e basta anche se, col tempo, lui è rimasto com'era mentre chi scrive è passato nella sfera conservatrice. Fatta questa breve, ma necessaria premessa, va aggiunto che da sempre Luciano Luciani - professore anche al liceo classico - è uno studioso e una collezionista di tutto ciò che riguarda il Risorgimento italiano. Anni fa ci accompagnò nella visita del museo del Risorgimento da lui stesso curato e seguito in Cortile degli Svizzeri, spiegandoci vita, morte e anche miracoli di un periodo storico che i giovani nemmeno sanno da che parte stia e in questo erano molto, ma molto più preparati gli studenti cresciuti durante il Ventennio. Luciani ha un amore incondizionato per questo museo che è stato curato molto bene e anche dal punto di vista degli arredi e degli oggetti è più che decente. Ora, però, è venuta fuori la notizia che la Provincia - ma non è colpa sua - lo vorrebbe chiudere salvo chiedere al comune una collaborazione per trovare una soluzione alternativa. Ma alternativa a cosa? Dove sta adesso sta benissimo, ma, c'è sempre un ma e cioè Palazzo Ducale non ha i soldi per gestirlo e tenerlo aperto per cui non c'è trippa per gatti. Con tutti i quattrini che questo sfasciato stivale getta nel cesso, possibile che non ci sia qualcosa per poter garantire agli studenti lucchesi qualcosa di utile? Siamo convinti che se si fosse trattato di trovare un luogo di culto per l'Islam, non ci sarebbero stati problemi perché l'Islam, di questi tempi, alle generazioni dementi verniciate di rosso piace e interessa più che il passato del nostro Paese, ormai, senza più identità e tutto votato o quasi verso Palestina e Iran quando va bene. Dispiace, quindi, per Luciano Luciani, così per tutti coloro che hanno ancora un profondo senso di gratitudine verso chi morì per la patria, ma la sinistra ha distrutto e devastato la memoria dell'Italia. Peccato che Luciani non l'abbia ancora compreso.



