La scelta di abbandonare la Lega di Matteo Salvini non è stato un azzardo politico, è stata una svolta anzi, la svolta. Fondare un proprio partito un anno prima sarebbe stato un gettarsi nel vuoto, averlo fatto un anno dopo ha significato maturare una robusta esperienza di come funzionano le cose all'interno dei carrozzoni italiani. Roberto Vannacci ha scelto di percorrere la sua strada per Roma come gli avevamo preannunciato tanto tempo fa, quando gli dicemmo che prima o poi a Roma ci sarebbe andato eccome. La macchina di Futuro Nazionale è in movimento anche a Lucca così come nel resto del Paese e come ha più volte ribadito il generale - che Repubblica si ostina a definire ex, senza sapere o sapendo e scrivendolo apposta che un generale resta sempre tale salvo casi eccezionali - chi sceglie di salirci sopra dovrà lavorare, lavorare e ancora lavorare. Vannacci ha ribadito in tutte le sedi che sarà il merito a stabilire le gerarchie e i ruoli, che non ci saranno favoritismi né compromessi di sorta: chi vola vale, chi vale vola, chi non vola è un vile, uno dei motti di epoca dannunziana ripreso dal fumetto di Alan Ford. L'europarlamentare di origini spezzine, ma, ormai, trapiantato a Viareggio, non è uno sprovveduto, sa quel che vuole e sa anche come ottenerlo. Gli stanno vomitando, addosso, di tutto da quando ha pubblicato, da sé, il suo libro Il mondo al contrario. Un'opera stampata attraverso Amazon che ha avuto un successo clamoroso diventando il caso letterario degli ultimi decenni. Un testo che non contiene assolutamente le cose che gli sono state attribuite, che non è razzista, che non è fascista, che non è omofobo, ma che è, invece, il sunto di quello che pensano quasi tutti gli italiani che hanno ancora mantenuto un po' di testa sulle spalle e, soprattutto, di buonsenso. Ecco, Roberto Vannacci ha tradotto in politica quel buonsenso che nessuno salvo rare eccezioni, è stato capace di portare avanti. Da allora ha dovuto sopportare e sobbarcarsi di tutto, lui e la sua famiglia e i bastardi del pensiero unico dominante, gli invertebrati del mestiere di scrivere se la sono presa anche con la moglie attribuendole incarichi e missioni politiche misteriose mai esercitate. Noi che conosciamo entrambi, possiamo tranquillamente dire che mai una sola volta abbiamo avuto la sensazione che dietro le parole dell'uno o anche, in privato, dell'altra, potesse nascondersi qualcosa. Roberto e Camelia sono due persone ammirevoli con un profondo senso del dovere e della dignità. Nella gogna e nella fogna di una partitocrazia piena di ipocrisia e bottino, nei mezzi di (dis)informazione che imperano in questo sfasciato stivale, non passa giorno senza che qualche imbecille attacchi senza motivo il presidente di Futuro Nazionale per Vannacci. Quest'ultimo si difende bene, ma la merda è tanta e i lanciatori aumentano così come crescono i sostenitori di questo generale che si è rimesso in gioco. Quale che sia la strada da percorrere, la destinazione è sempre la medesima: Roma, ed è soltanto una questione di tempo.



