Saremo sinceri e anche spietati. L'ingresso di Roberto Vannacci nella Lega non ci era mai piaciuto, soprattutto, perché la Lega in sé così come gli altri partiti sono incapaci di schierarsi per l'interesse di questo Paese. Abbiamo accompagnato il generale sin dal suo apparire e lo abbiamo sempre sostenuto così come facciamo anche adesso, ma a nostro avviso le sue posizioni sono, appunto, quelle di un incursore che ama l'Italia, non quelle di un partito che si muove senza sapere nemmeno dove andare e che, in questi anni, è passato da un governo all'altro senza alcuna coerenza. Per Vannacci valgono certi valori che non sono quelli dei partiti, sporchi, brutti e anche cattivi. Abbiamo visto come a Bruxelles Vannacci abbia strapazzato più volte la Ursula dimostrando come il buonsenso abbia inevitabilmente precedenza sulle logiche di appartenenza e sul predominio degli organismi sovranazionali. Salvini, furbo, scaltro, politicante oltreché politico, lo ha nominato vicesegretario del partito e non siamo riusciti a comprendere la ragione per cui Vannacci abbia prima accettato per, poi, trovarsi spesso in minoranza. L'affidamento, poi, della gestione delle elezioni in Toscana è stato un errore clamoroso almeno che non si voglia considerare un colpaccio e un successo l'aver blindato il braccio destro Massimiliano Simoni. Per quest'ultimo, sicuramente, sì. Il suo Mondo al contrario non è affatto soddisfatto di queste scelte, anche perché è un mondo che ha amato Vannacci per la sua onestà, la sua indipendenza e la sua autonomia dai partiti. Sicuramente un mondo composto da molti amici ed ex commilitoni, ma anche da gente stanca dell'ipocrisia della politica. La vicenda della votazione per l'Ucraina ha messo ancora in difficoltà e in minoranza Vannacci, con Salvini che lo ha abbandonato alle sue idee così come la maggioranza del partito. Forse Vannacci ha dimenticato che la politica è sporca, ma così sporca che solo i giornalisti leccaculo e invertebrati riescono a farla sembrare pulita. Noi uno come Vannacci, a Pontida, non celo vedevamo prima e non ce lo vediamo adesso. Pontida non è Italia e Vannacci non è Lega. Si rischiava di diventare all'inizio una specie di esercito di ex paracadutisti e non solo, ora si rischia di diventare un partito come tanti e come tutti, attento agli equilibri di potere e agli interessi. Noi al posto di Vannacci verremmo via e chissenefrega se siamo stati eletti europarlamentari della Lega. Se non lo ha capito, glielo facciamo capire noi: per forza non si fa nemmeno l'aceto e nella Lega, quella Toscana in primis, sono in pochi quelli che lo amano e non certo per colpa sua.



