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Lunedì 13 Luglio 2026
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Scritto da irene decorte
Cronaca
02 Dicembre 2025

Visite: 241

“Un’incongruenza, peraltro discriminatoria della bigenitorialità secondo quanto sancito dalla convenzione di New York del 1989, legge n.176/1991, e dalla carta di Nizza, legge 54/2006”: è la denuncia lanciata contro la delibera della giunta municipale n.198/12.9.2024 da parte di Amedeo Matteucci, medico cardiologo da poco diventato padre di una bambina, che ha deciso di rivolgersi direttamente all’assessore alla famiglia e alla natalità Simona Testaferrata e al sindaco di Lucca Mario Pardini.
Oggetto della sua delusione è il bonus natalità attribuito dal comune alle famiglie che accolgano un nuovo nato, a suo parere gestito con criteri poco inclusivi, che lo riservano esclusivamente alle madri residenti da almeno cinque anni nel comune di Lucca: “Nella lettera pervenuta nei giorni scorsi e destinata alla madre, come si legge a chiare lettere sia sul destinatario della posta che sullo scritto ivi contenuto, si dice che la giunta comunale ha inteso partecipare con un gesto concreto, e che si tratta di un bonus natalità (e non madre), un piccolo contributo che vuole essere un segnale di vicinanza a tutte quelle famiglie (ergo padre/i, madre/i e figlio/i) che accolgono una nuova vita”.
“Questo bonus, come nella migliore politica demagogica che si rispetti, è il sunto dell’espressione ‘specchietto per le allodole’: fregiarsi del fare per la comunità, al fine di ottenere il consenso dei cittadini, stabilendo poi un criterio/variazione di accesso al bonus che tagli fuori alcune (molte?) famiglie lucchesi e risparmiare soldi di cassa, peraltro pubblici- prosegue Matteucci- Sono nato e residente a Lucca da 35 anni. Mia figlia, perché anche il padre esiste in una famiglia, è nata e risiederà a Lucca. Ci sentiamo profondamente delusi e offesi da quanto deciso da questa giunta comunale. A nostro avviso le cose, se si fanno, si fanno bene, o almeno ci si prova”.
“Altro suggerimento: se scrivete che il kit nascita sarà consegnato in tutte le farmacie comunali presentando la tessera allegata, così dev’essere; ad oggi, l’unica farmacia che lo consegna è la 24 ore vicino alla stazione, e non le altre scritte nella lettera”, è l’aspra conclusione.

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