L’UNIDEL, Università dell’Età Libera, da oltre trenta anni, dedicato alla formazione permanente sul territorio lucchese, che collabora con l’istituto di alti studi IMT e con l’Università degli Studi di Pisa, esprime il proprio sostegno al Museo del Risorgimento che il prossimo maggio 2026 vedrà la chiusura fino a data da definire.
Il Direttivo, il Comitato scientifico, composto da filosofi, musicologi, storici dell’arte, esperti di cinema e di letteratura, insieme a tutti i suoi soci manifestano la propria solidarietà all’Istituzione culturale che si è dedicata a raccontare la storia del Risorgimento a Lucca. I cimeli dei militari che hanno partecipato alle campagne per l’Unità di Italia, i carteggi che narrano le storie personali ed umane di lucchesi, i film del Risorgimento che sono antesignani di tutto il cinema italiano e le opere d’arte rischiano di essere depositati in casse senza essere più riaperti. La chiusura, infatti, rappresenta una minaccia per quel patrimonio fino alla perdita di beni di valore inestimabile.
I musei del Risorgimento in Italia sono appena 30. In Toscana sono due: la Domus mazziniana a Pisa e il MUR di Lucca. Oggi questo Museo, aperto nel 2013 sulla scia dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità di Italia, dopo poco più di dieci anni, è prossimo alla chiusura. Nonostante i numerosi solleciti del Professor Luciano Luciani impegnato nel concept del Museo stesso e nella sua valorizzazione, già tra i membri fondatori di UNIDEL, tutto tace, perché il silenzio porta all’oblio.
In una conferenza tenuta a Bilbao nel 2001 sul Museo del terzo millennio, Umberto Eco parlava delle peculiarità di un istituto museale, dal contenitore delle collezioni alle collezioni stesse, dalla fruizione pubblica alle criticità della gestione e così via. Quando conclude il suo intervento, si auspica che il museo diventi un luogo frequentato della città, che racconti ogni volta qualcosa di diverso. “Il mio museo del terzo millennio sarebbe sempre inedito, sempre capace di offrirmi nuove sorprese” (p.14 Umberto Eco, Il museo nel terzo millennio). Quelle parole risultano ancora oggi preziose e attuali.
All’interno del museo le persone diventano cittadini consapevoli delle proprie radici e al tempo stesso si sorprendono, attraverso la bellezza e il fascino della scoperta a immaginare e a creare il loro futuro.



