Nella giornata di giovedì 12 febbraio, personale della Questura di Lucca ha accompagnato presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Milano un cittadino marocchino di 46 anni, destinatario di provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Lucca per accertata pericolosità sociale, con contestuale ordine di trattenimento presso il Centro per i Rimpatri di Milano disposto dal Questore.
L'uomo, già regolarmente soggiornante in Italia da alcuni anni, si è visto rigettare la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno alla luce delle gravi e reiterate condotte poste in essere. Lo stesso era stato condannato nel 2023 per maltrattamenti in famiglia ed indagato per numerosi furti aggravati e per porto di oggetti atti ad offendere. Recentemente era stato tratto in arresto in Versilia per rapina aggravata e lesioni ai danni del vigilante di un supermercato.
Il soggetto risultava da tempo noto alle Forze dell'Ordine ed era già stato destinatario di misure di prevenzione adottate dal Questore di Lucca, tra cui un Avviso Orale e tre fogli di via obbligatori con divieto di ritorno in altrettanti Comuni della Versilia.
Si evidenzia inoltre che, nell'agosto 2025, lo stesso era stato individuato e fermato dalla Polizia di Stato del Commissariato di Viareggio mentre si trovava a bordo di un autobus di linea in possesso di una motosega, circostanza che aveva generato forte allarme tra i passeggeri e richiesto un immediato intervento degli operatori, a tutela dell'incolumità pubblica.
Alla luce del complessivo quadro dei precedenti e delle condotte accertate, la Questura ha quindi proceduto al rigetto del titolo di soggiorno e alla conseguente attivazione delle procedure di allontanamento dal territorio nazionale. Dopo la convalida dell'allontanamento da parte del Giudice di Pace competente, il cittadino straniero sarà rimpatriato nel Paese d'origine.
L'operazione si inserisce nell'ambito dell'intensificata attività di prevenzione e controllo del territorio posta in essere dalla Polizia di Stato nella provincia di Lucca, anche grazie al costante lavoro dell'Ufficio Immigrazione, finalizzata a contrastare situazioni di pericolosità sociale e a garantire la sicurezza dei cittadini.
Si precisa che i procedimenti penali pendenti sono nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell'indagato sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.



