La polizia ha arrestato un uomo, cittadino straniero classe 1997, ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata ai danni di un'anziana donna lucchese.
L'intervento è scaturito da una segnalazione giunta alla Sala Operativa relativa ad un soggetto che, con atteggiamento agitato e frettoloso, si stava dirigendo verso la stazione ferroviaria cittadina per lasciare rapidamente Lucca. La dettagliata descrizione fornita del giovane ha immediatamente insospettito gli operatori, anche in considerazione delle modalità tipiche delle cosiddette "truffe del finto appartenente alle forze dell'ordine" perpetrate ai danni di persone anziane.
I poliziotti della Questura di Lucca, compresa la situazione e la necessità di un intervento tempestivo, si sono precipitati presso la stazione ferroviaria prima della partenza del convoglio diretto a Firenze.
Individuata la persona segnalata all'interno della stazione ferroviaria, gli operatori procedevano immediatamente al controllo del soggetto. Nel corso delle verifiche, l'uomo tentava di disfarsi di un sacchetto in cellophane, recuperato dai poliziotti, al cui interno venivano rinvenuti numerosi monili in oro e orologi, risultati poco dopo provento di una truffa consumata nel quartiere San Vito ai danni di un'anziana donna.
La refurtiva, composta da gioielli e preziosi del valore complessivo di circa 12.500 euro, è stata integralmente recuperata e restituita alla legittima proprietaria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima era stata contattata telefonicamente da un sedicente appartenente alle forze dell'ordine che, riferendole falsamente che la figlia era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale, la induceva a credere che, per evitare conseguenze giudiziarie, fosse necessario consegnare denaro o preziosi. La donna, profondamente scossa e indotta in errore anche mediante riferimenti a circostanze familiari reali, consegnava quindi i propri gioielli ad un uomo presentatosi presso la sua abitazione qualificandosi falsamente come operatore di polizia.
L'intervento della Polizia di Stato ha consentito di bloccare il presunto autore del reato e di recuperare integralmente la refurtiva.
Si rappresenta che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell'indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con sentenza irrevocabile di condanna. Fino a quel momento, nei confronti dello stesso, trova applicazione il principio di presunzione di non colpevolezza.



