Sull'onda del grande successo riscosso nel mese di dicembre dalla fiction "L'Altro Ispettore", girata a Lucca e andata in onda su Rai 1 con ottimi risultati di pubblico e critica, la città torna protagonista del piccolo schermo con una nuova importante produzione RAI.
Da martedì 10 marzo 2026, in prima serata su Rai 1, debutta infatti "Le libere donne", serie evento in sei episodi distribuiti in tre prime serate, coprodotta da Rai Fiction ed Endemol Shine Italy e diretta da Michele Soavi.
La fiction è liberamente tratta dal romanzo "Le libere donne di Magliano" dello psichiatra e scrittore lucchese Mario Tobino, pubblicato da Mondadori nel 1953. Il libro, costruito come un diario a partire dalle cartelle cliniche e dall'esperienza diretta dell'autore nel manicomio femminile di Maggiano, dove Tobino lavorò per quarant'anni, rappresenta una delle testimonianze più intense della storia della psichiatria italiana.
Le riprese si sono svolte tra Lucca, altre zone della Toscana e Roma. In particolare, in città sono stati realizzati alcuni esterni di grande fascino e impatto emotivo, mentre gli interni del manicomio sono stati ricostruiti con grande cura scenografica: camerate, vasche dell'idroterapia, ambulatori e corridoi di marmo freddo restituiscono l'atmosfera opprimente e al tempo stesso profondamente umana di un'istituzione totale negli anni Quaranta.
L'attore protagonista è Lino Guanciale, nel ruolo di Mario Tobino: non un eroe idealizzato, ma un medico profondamente umano, capace di lavorare dall'interno di un sistema repressivo cercando di aprire spiragli di dignità con gesti minimi, uno sguardo diverso, una parola più giusta. Per prepararsi al ruolo, l'attore ha incontrato a lungo Isabella Tobino, nipote dello psichiatra e presidente della Fondazione a lui dedicata a Lucca.
La svolta narrativa arriva con l'internamento contro la sua volontà di Margherita Lenzi, giovane ereditiera che il marito vuole far passare per pericolosa, interpretata da Grace Kicaj. Nel cast anche Fabrizio Biggio, in un inedito ruolo drammatico, nei panni del dottor Anselmi, e Gaia Messerklinger nel ruolo di Paola Levi.
La serie non è solo un racconto storico. Quando il romanzo di Tobino uscì nel 1953, mancavano ancora venticinque anni alla legge Basaglia che avrebbe chiuso i manicomi in Italia. Una riflessione sul passato che parla con forza anche al presente, toccando temi di grande attualità come la dignità della persona, il rispetto e i diritti.
Il Comune di Lucca, in particolare attraverso l'ufficio Turismo – Sportello Cinema, ha coordinato e supportato la logistica e l'organizzazione delle riprese sul territorio, confermando l'impegno dell'amministrazione nel promuovere la città come set cinematografico e televisivo di eccellenza.
«A poche settimane dal grande successo de "L'Altro Ispettore" – dichiara l'assessore al turismo Remo Santini – Lucca torna protagonista su Rai 1 con una produzione di altissimo livello culturale e artistico. "Le libere donne" non è solo una fiction, ma un'opera che racconta una pagina importante della nostra storia e valorizza una figura centrale come Mario Tobino, profondamente legata al nostro territorio. Come amministrazione abbiamo creduto fin da subito nel progetto, supportando la produzione sotto il profilo organizzativo e logistico. Sappiamo ormai bene come la promozione della città attraverso il cinema e la televisione rappresenti una leva strategica per il turismo e per l'identità culturale di Lucca».
Fondamentale per la realizzazione della fiction il supporto della Fondazione Mario Tobino, punto di riferimento culturale e scientifico per la valorizzazione dell'opera e del pensiero dello scrittore, che ha affiancato la produzione nel percorso di ricostruzione storica e narrativa.
«La trasposizione cinematografica de "Le libere donne di Magliano" ha una storia molto lunga – racconta Isabella Tobino, presidente della Fondazione Mario Tobino - Dopo poco dalla sua uscita nel 1953, Federico Fellini rimane affascinato da questo testo innovativo e fa visita a Tobino a Maggiano, trascorrendo con lui alcuni giorni e accompagnandolo nella quotidiana visita al reparto. Molti anni dopo il regista e scenografo Peter Exacoustos contattò Mondadori con la scenografia pronta per chiedere la concessione dei diritti per la sua trasposizione scenica, ma ancora tutto si arenò finché con la produzione Endemol Shine tutto ha preso forma. Da lì tutto ha iniziato a correre: visite a Maggiano, consultazioni con i sei nipoti eredi di Tobino, il nome del regista Michele Soavi e l'interprete principale, Lino Guanciale. Tanto la produzione che la regia sono sempre stati molto rispettosi dello spirito con cui è stato scritto il libro e sono sicura che lo sceneggiato contribuirà a sensibilizzare gli spettatori sull'importanza della salute mentale e sul rispetto della dignità dell'universo femminile».
In attesa del debutto televisivo, lunedì 9 marzo 2026 alle ore 21 si terrà a Lucca l'anteprima ufficiale della serie presso l'Auditorium del Palazzo delle Esposizioni, in piazza San Martino 7.
Nel corso della serata sono previsti i video messaggi di saluto di Lino Guanciale e del regista Michele Soavi. Saranno presenti, tra gli altri, l'assessore al turismo Remo Santini, Isabella Tobino (presidente della Fondazione Mario Tobino), l'attrice Grace Kicaj, l'attore Paolo Giovannucci e lo sceneggiatore Peter Exacoustos. Conduce Marco Vanelli.
L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria online fino a esaurimento posti sul sito della Fondazione Mario Tobino.



