Nell'anno del suo quarantesimo il Parco delle Alpi Apuane ripercorre i primi quarant’anni di vita, racconta il presente e delinea il futuro. Lo fa attraverso il progetto-video “Quaranta storie per quarant’anni”, che raccoglie storie di mestieri e di passioni di chi vive o lavora nel cuore delle Apuane. L'obiettivo è fare percepire il Parco come un ecosistema sociale oltre che naturale, in cui l’ambiente è parte integrante della vita quotidiana di agricoltori, pastori, guide, ristoratori, insegnanti, esercenti, storici, imprenditori o semplici amanti della cultura e dell’ambiente. E presentare una comunità fatta da donne e uomini che custodiscono saperi antichi, coltivano la terra, allevano animali, producono eccellenze locali o danno ristoro ai turisti, in un costante equilibrio tra uomo e natura. Tutte persone che hanno scommesso sulla propria terra e che, con orgoglio e convinzione, ne diventa testimonial. I protagonisti del video sono 40 persone selezionate negli ambiti geografici del Parco, tra le Apuane interne della Garfagnana e quelle del versante marittimo dei territori di Massa-Carrara e Versilia. Sono loro i rappresentanti dell'intera popolazione del Parco delle Alpi Apuane: in tutto 16.150 residenti complessivi (circa 742 abitanti nel territorio del Parco e 15.408 abitanti nell’area contigua). Ognuno di loro narra la propria esperienza che diventa una storia collettiva del Parco da omaggiare e promuovere: Quaranta storie per quarant'anni, infatti, non è un semplice video, ma un progetto di valorizzazione territoriale, che raccoglie la sfida di riscoperta di modi alternativi di vivere, da sostenere e incentivare.
“Quando ci siamo domandati come onorare quarant'anni di vita del Parco, l'idea è stata subito quella di raccontare la gente che lo vive davvero. E dar voce all'intera comunità di donne e uomini che attraverso il lavoro, la passione, la maestria e il sapere e il coraggio, qui sono rimasti o sono tornati, ci hanno investito e ci abitano - spiega il Presidente del Parco delle Alpi Apuane Andrea Tagliasacchi – Il Parco sono prima di tutto loro. Quaranta storie per quarant’anni” non è una celebrazione, ma una testimonianza e un omaggio a questa comunità delle loro condizioni di vita che – conclude Tagliasacchi – le istituzioni hanno il compito di difendere, migliorare e portare ad esempio”.
Il progetto è sostenuto anche dalla della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara: “La Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara – dichiara il Presidente Enrico Isoppi - condivide gli obiettivi del Parco Regionale delle Alpi Apuane in termini di ambiente, cultura e socialità, aver festeggiato i quarant’anni dell’Istituzione è un piacere e un dovere. Aver supportato in particolare il progetto “Quarant’anni di Parco in quaranta storie” è un omaggio all’Ente Parco, ma soprattutto alle donne e agli uomini che ne hanno fatto la storia.”
L'intero video verrà presentato per la prima volta, con la presenza di tutti i protagonisti, sabato 14 febbraio dalle ore 10,30 presso la Sala della Resistenza di Palazzo Ducale. Poi sarà oggetto di promozione attraverso vari canali di comunicazione. Ogni storia diventerà una “pillola” che farà luce sul patrimonio presente nel parco.
Cosa racconta “Quaranta storie per quarant’anni
- Le attività agricole nel parco
Da un’indagine è emersa la presenza di oltre 230 aziende agricole attive sul territorio Apuano, in massima parte piccole o piccolissime aziende spesso a conduzione familiare se non condotte da una sola persona, con prevalente impiego del tempo libero rimanente da altre attività principali.
Nel video, queste attività sono raccontate da più voci: dai giovani pastori Carolina Leonardi di Terrinca che tiene viva l’antica pratica della transumanza e produce prodotti a km zero e Filippo Mannini che ad Antona, a Massa, alleva animali, ma anche dal veterano Renzo Ricci di Giuncano a Fosdinovo, che alla soglia dei novant’anni non si è ancora fermato e ha trasmesso ai figli la passione per l’allevamento e i prodotti di qualità. Poi ci sono gli apicoltori Andrea Del Becaro che si divide tra Massa e Careggine, Elio Bechelli di Silicagnana (San Romano in Garfagnana), Francesco Compagno che al lavoro a Milano ha preferito allevare api e produrre miele con la moglie a Stazzema e la giovane Irene Serbandini con la sua scommessa di coltivazione di lavanda sul monte Belevedere di Massa.
- Le altre attività produttive
Agriturismo, b&b, attività culturali, sociali ed estrattive fanno vivere il Parco e producono ricchezza e ricadute economiche legate alle tradizioni e non solo. Moreno Gherardi a Pomezzana, Matteo Marchetti dell’Azienda Paradiso a Giustagnana (Seravezza) con la sua azienda biologica e biodinamica, nota per ortaggi stagionali e colture certificate ICEA, Riccardo Renzi che con il suo b&b a Gronda offre ospitalità ai viandanti e camminatori della via Vandelli, Silvia Bertolini che a Castelnuovo di Garfagnana gestisce un agriturismo. E poi Daniele Poli presidente della Cooperativa Condomini di Levigliani che coltiva le cave del monte Corchia. Dalla Garfagnana alla Lunigiana con Matteo Tollini presidente della Cooperativa Alter Eco, che racconta invece come si possano creare occasioni economiche e di lavoro attraverso la valorizzazione sostenibile del patrimonio naturalistico, storico, etnologico e culturale tra Casola in Lunigiana e Fivizzano.
- Le strutture, i rifugi, i bivacchi
Gestiti dal CAI o da privati, nelle Apuane si contano in tutto 15 rifugi, 4 baite e 3 bivacchi. Sono dei punti di riferimento per gli escursionisti, ma anche presidi di accoglienza, sicurezza e conservazione. A loro è dedicato un volume uscito proprio in occasione del quarantesimo del Parco affinché sempre più persone possano avvicinarsi alle Apuane con uno sguardo attento e responsabile e trovarle come un patrimonio da conoscere e custodire. Queste strutture vivono grazie alla passione di chi li gestisce come nel video ci raccontano Stefania Avanzinelli del rifugio Orto di Donna in Val Serenaia a Minucciano, Andrea Ribolini presidente dell’Associazione Aquilegia che da oltre dieci anni gestisce l’Orto Botanico Ansaldi a Pian della Fioba e gestore del rifugio Puliti ad Arni e Andrea Scagliola gestore del rifugio Carrara Campocecina.
- Sentieri e sicurezza
Nell’area protetta si snoda una rete di sentieri che raggiunge i 611 km di sviluppo totale. È gestita dalle sezioni del C.A.I. a cui ogni anno il Parco destina contributi per interventi sulla segnaletica orizzontale e verticale, sulla manutenzione ordinaria e sui recuperi. Ce ne parla Marco Lapi, coordinatore della rete operativa sezione Apuane C.A.I, mentre Emanuele Stefanelli del SAST della sezione Carrara-Lunigiana mette in guardia sulla sicurezza in montagna e sulle buone pratiche per limitare i rischi. Nadia Ricci, presidente della Federazione Speleologica Toscana, racconta invece di quello splendido patrimonio di cavità carsiche di cui sono ricche le Apuane. Federico Babboni del Corckia Park, non solo ci guida nell’Antro del Corchia a Levigliani ma ci parla anche delle attività della Cooperativa Sviluppo e Futuro nata per la valorizzazione turistica e storico-culturale del territorio dei Beni Comuni di Levigliani.
- Le guide del Parco
Silvia Malquori e Matteo Zamboni ed Eveline de Graaf sono le guide del Parco che parlano nel video ma fanno questo mestiere insieme a molti altri, iscritti in uno speciale elenco curato dall’Ente e sottoposto a verifica ed aggiornamento annuale. Il loro compito è quello di accompagnare persone singole o gruppi alla scoperta dell’Area Protetta, illustrandone le caratteristiche, gli aspetti storici, sociali e culturali e i comportamenti da tenere. L’attività di “Guida del Parco” può essere acquisita dai soggetti in possesso dell’abilitazione alla professione di “Guida ambientale” dopo l’espletamento di un corso di specializzazione e del superamento del relativo esame. In tutto, abilitate, sono 42 e sono comprese nell’Albo delle Guide del Parco mentre quelle iscritte nell’elenco 2026 sono 16. Ognuna ha una o più specializzazioni, dalla lingua (tedesco, inglese, francese) all’area per la quale propone le proprie attività: spaziano dal trekking all’escursionismo, dalla mountain bike alla canoa-torrentismo-rafting. E ancora, ciaspole, speleologia, nordic walking-trail walking ed escursioni con joëlette.
- La joëlette per Apuane accessibili
La joëlette è una speciale carrozzina da montagna progettata per permettere a persone con difficoltà motorie di partecipare a escursioni su sentieri altrimenti inaccessibili. Questo mezzo richiede una specifica preparazione tecnica per la sua conduzione, garantendo così la massima sicurezza per l'utente trasportato. L’Ente Parco è stato tra i primi ad avere delle joëlette sul territorio, negli ultimi anni anche CAI e altre Associazioni le hanno acquistate e tutte sono messe a disposizione di terzi su richiesta.
- Vivere in mezzo alla natura tra animali selvatici ed endemismi
A Paola Fazzi biologa la missione di parlare di fauna selvatica e conservazione nelle Apuane, a Cesare Da Prato di Gallicano quella di raccontare le erbe spontanee di cui è grande esperto e a Giovanni Speroni il dipendente più anziano del Parco, la difficoltà di controllare e gestire un territorio così complicato.
- La Linea Gotica e la Memoria
Le Alpi Apuane furono teatro tra gli scontri tra partigiani e truppe nazi-fasciste fin dai primi mesi del 1944. Dal settembre 1944 all’aprile 1945 in questa terra si assestò la Linea Gotica: la barriera fortificata dai Tedeschi che per circa sette mesi spezzò l'Italia in due. Ce lo racconta Davide Del Giudice, storico, che conosce bene quella pagina di storia. Lungo i sentieri apuani o nelle loro immediate vicinanze si trovano diverse postazioni della Linea Gotica. In questi anni il Parco insieme al C.A.I ha contribuito al loro ripristino e alla manutenzione dei diversi sentieri che le raggiungono, lavorando per la riapertura degli itinerari più significativi. Il loro recupero, tributo alla memoria, alle popolazioni che le abitano e all’identità, permette al Parco di inserisce nel filone di turismo culturale ambientale legato alla memoria.
- La cultura, l’arte la musica, le tradizioni sulle Apuane
Le Apuane di Fosco Maraini ci vengono presentate da Feliciano Ravera che ha avuto il privilegio di conoscere e diventare amico dell’esploratore, etnologo e alpinista. Maraini per le Alpi Apuane nutrì un amore tale da sceglierle come “buen ritiro”, in località Pasquigliora a Molazzana (Garfagnana) vicino alle Pania stabilì la sua ultima casa dal 1975 e qui, nel cimitero dell'Alpe di Sant'Antonio, all'interno del comune di Molazzana, per sua espressa volontà, alla sua morte nel 2004, è stato sepolto. A Gioia Giusti, direttrice artistica del Festival Musica sulle Apuane, il compito di parlare di questa manifestazione che sulle vette porta la musica e la poesia, la prosa e il teatro. Michelangelo Ricci di Vinca direttore del Festival Vincanta, la Memoria che resiste e le voci di coloro che da anni portano avanti storie e tradizioni locali come Graziano Poli presidente del Gruppo Podistico Parco Alpi Apuane, Aniceto Guidi e Andrea Guidi dell’Associazione I Raggi di Belen, che da 26 anni organizza la manifestazione del Solstizio d’Estate nelle frazioni di Volegno, Pruno e Cardoso nel comune di Stazzema. E quella di Guido Bertuccelli dell’Associazione culturale Resceto Vive, che ogni anno organizza la rievocazione della lizzatura e Incontri con la storia, la manifestazione teatrale itinerante, che unendo storia e spettacolo lungo la via Vandelli, intende celebrare la prima strada moderna concepita nel XVIII secolo per collegare il Ducato di Modena al mare. Mentre Francesco Felici con i suoi Uomini della neve, ogni anno riporta in vita l’antica pratica degli uomini che salivano sulle Apuane per recuperare neve o ghiaccio e portarla a valle, come facevano gli abitanti di Cardoso oltre un secolo fa.
- Le scuole e il Parco
L'insegnante Federica Chiari, insieme alle colleghe da diversi anni aderisce all'Offerta didattica promossa dal Parco delle Apuane, contenitore di percorsi e concorsi al cui interno è possibile sviluppare idee progettuali concrete nel campo della didattica naturalistica e dell’educazione ambientale per far conoscere l’area protetta alle nuove generazioni e insegnare loro il rispetto dell’ambiente. Mentre la maestra Roberta Da Costa nel cuore del parco ci insegna e racconta l'emozione di far scuola alle primarie di Careggine.
- La vita in mezzo alle Apuane
E poi ci sono le testimonianze di chi ha visto crescere generazioni e generazioni di apuani come Don Hermes da 42 anni parroco della Cappella di Azzano che ne ha curato le anime e la Andreina che di cognome fa Quartieri ma tutti conoscono sono con il suo nome di battesimo, fornaia a Vinca che da 35 anni fa pane e focaccia a legna per il suo paese.
Infine, c’è lo spazio anche per il ricordo della tragica alluvione che nel 1996 colpì l’Alta Versilia abbattendosi in particolare tra Cardoso e Fornovolasco e ancora oggi è vivo nella memoria di chi ci vive. È affidato a Giuseppe Guidi, sopravvissuto all’evento che gli ha portato via la moglie e un figlio.



