Anno XI 
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Scritto da Redazione
Cultura
13 Gennaio 2025

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Grandioso e monumentale, drammaticamente sospeso tra amore e morte nella cruda cornice della Rivoluzione francese, l’Andrea Chénier di Umberto Giordano è il secondo titolo della Stagione lirica 2024-2025 del Teatro del Giglio Giacomo Puccini, in scena venerdì 17 gennaio alle 20.30 e domenica 19 gennaio alle ore 16. 

Dramma a tinte fosche, lo Chénier è ambientato a Parigi tra la Rivoluzione francese e il Terrore, e narra la tragedia amorosa di Maddalena, contessina di Coigny, e del poeta Andrea Chénier. I due si conoscono nel 1789 a un ballo nella casa della donna, quando avviene che il cameriere Gérard irrompe alla testa di una folla di diseredati, gridando la propria ribellione. Anni dopo, mentre infuria il Terrore, amareggiato e deluso dagli eccessi della Rivoluzione, Chénier apprende di essere ricercato. Maddalena frattanto, rimasta orfana e in povertà, lo cerca chiedendo la sua protezione. Di lei è innamorato anche Gérard che, divenuto luogotenente di Robespierre, vorrà dapprima togliere di mezzo Chénier ma successivamente cederà alle preghiere di Maddalena provando a salvargli la vita. È oramai troppo tardi, lo spirito del Terrore infuria e i giacobini hanno mostrato il loro vero volto: Chénier sarà ghigliottinato e con lui Maddalena che, sostituitasi a una condannata, vorrà andare sul patibolo per morire assieme al suo amato. 

Lo spettacolo è firmato per la regia da Andrea Cigni, che muove la sua interpretazione dell’opera tra ricostruzione storica, verismo e dramma intimo. «Nel lavoro di regia su Andrea Chénier – afferma Cigni - ho cercato di far dialogare la dimensione sociale con quella intima, dando vita ai personaggi con profondità e realismo. Il contrasto tra le classi sociali, sconvolte dalla Rivoluzione Francese, è centrale, ma viene vissuto attraverso le emozioni e i conflitti personali dei protagonisti. La scenografia assume un ruolo chiave nel raccontare questa evoluzione: inizialmente, si presenta con un’immagine quasi oleografica e idealizzata del mondo aristocratico, dove il lusso e l’eleganza suggeriscono un’illusione di stabilità e ordine, dove i vizi della nobiltà e l’insipienza dei nobili vengono caricati quasi all’eccesso. Tuttavia, sotto la superficie, si avverte il fermento del cambiamento. Con l’ingresso del popolo e l’avanzare della rivoluzione, l’estetica si fa via via più cruda e realistica, riflettendo la violenza e il caos del collasso del vecchio regime. Questo progressivo disfacimento visivo accompagna l’intensificarsi della storia d’amore tra Chénier e Maddalena, che si sviluppa in parallelo al crollo delle vecchie strutture sociali.»

A Francesco Pasqualetti, Maestro con all’attivo esperienze in teatri italiani e internazionali, è affidata la direzione musicale dello spettacolo; con lui in buca l’Orchestra Filarmonia Veneta. «Quando Umberto Giordano scrive Andrea Chénier – afferma Pasqualetti - è un giovane compositore di 29 anni in cerca della definitiva affermazione. Ha composto già tre opere che hanno avuto un successo altalenante e sa che l’opportunità di scrivere Andrea Chénier per il Teatro alla Scala di Milano è probabilmente la carta più importante che gli offre il destino per sancire la sua consacrazione o meno come compositore. Ciò che impressiona ancora oggi è come il giovane compositore sia padrone del linguaggio musicale a lui contemporaneo. Giordano con lo Chénier sembra volersi giocare il tutto per tutto e con il linguaggio meraviglioso e simbolico della musica ci comunica una grande verità: per Chénier e Maddalena amore e morte coincidono. Così ha stabilito il destino per loro.»

Con Cigni e Pasqualetti, firmano lo spettacolo – una nuova produzione del Teatro Verdi di Pisa -, altri nomi assai noti del panorama teatrale: Dario Gessati (scene), Chicca Ruocco (costumi), Fiammetta Baldiserri e Oscar Frosio (luci), Isa Traversi (coreografie). Il Coro Arché è diretto da Marco Bargagna.

Nel cast, Samuele Simoncini nel ruolo del titolo, Maria Teresa Leva (il 17/1) e Federica Vitali (il 19/1) nei panni di Maddalena, Angelo Veccia (il 17/1) e Kim Gangsoon (il 19/1) in quelli di Gérard. Negli altri ruoli: Shay Bloch (Bersi), Alessandra Palomba (La contessa di Coigny e Madelon), Alessandro Abis (Roucher), Fernando Cisneros (Mathieu e Fléville), Marco Miglietta (Un incredibile e l’Abate), Gianluca Lentini (Schmidt e Fouquier), Giorgio Marcello (Il Maestro di Casa e Dumas).

Incontro con il pubblico – Sabato 18 gennaio alle ore 18.00, nel ridotto del teatro, si terrà l’incontro con il pubblico dal titolo “Segreti e aneddoti di Andrea Chénier, che vede protagonista il direttore d’orchestra e scrittore Francesco Pasqualetti – direttore dello Chénier al Giglio - in talk con Ermini Polacci: un’occasione preziosa per conoscere e approfondire tematiche musicali e curiosità su questo meravigliosa opera lirica. La partecipazione all’incontro, primo dei tre appuntamenti del progetto “Raccontare l’opera”, è libera e gratuita; al termine sarà servito un aperitivo con vini offerti dalla Tenuta del Buonamico di Montecarlo.

I biglietti per le recite di venerdì 17 e domenica 19 gennaio sono in vendita alla Biglietteria del Teatro e online su www.ticketone.it e www.teatrodelgiglio.it.

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