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Scritto da Redazione
Cultura
16 Ottobre 2025

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“Spesso dico che Pietrasanta è una piccola città ma sa fare cose da grande. E noi abbiamo un grande desiderio: parlare a tutti di arte contemporanea e far parlare tutti di arte contemporanea. Perché l'arte non è un lusso ma un bene comune e tutti devono poterla vivere, senza limiti né barriere”. E' stato uno dei passaggi con cui il sindaco Alberto Stefano Giovannetti ha aperto l'audizione di Pietrasanta all'Istituto Centrale per la Grafica di Roma, dove si sono presentate le quattro città finaliste per il titolo di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027.

Davanti alla commissione, presieduta Lorenza Baroncelli, la “Piccola Atene” ha iniziato la sua relazione poco dopo le 12. Nel ruolo di moderatrice (e, per quanto di competenza, relatrice) la dirigente alla cultura e all'area finanziaria del Comune, Monica Torti che ha introdotto il primo cittadino: “La filiera dell'arte contemporanea parte dai nostri maestri artigiani: in città abbiamo 82 fra laboratori del marmo, fonderie artistiche, laboratori di mosaico e ceramica e industrie del marmo. Poi ci sono gli artisti: più di 600 quelli che sono venuti da ogni Paese per lavorare e vivere a Pietrasanta. Ancora, i centri di formazione, le gallerie, i curatori, i critici e i collezionisti; i musei, gli operatori del turismo e tutti quelli dell'indotto. Perché Pietrasanta è una città-famiglia dell'arte, che accoglie e contamina il mondo”, ricordando poi come nei musei, nelle collezioni private, nei parchi e negli spazi pubblici di ogni continente si possono incontrare opere nate nei laboratori di Pietrasanta. All'intervento di Giovannetti è seguita la proiezione del video, scritto e diretto da Stefano Leone, che ha raccontato la quotidianità e gli spunti di futuro offerti dal territorio in un'atmosfera di particolare suggestione.

Quindi i contributi di Francesca Velani, vicepresidente di PromoPA ed esperta di politiche culturali; la professoressa Angela Vettese, componente del Comitato scientifico e l’architetto Frank Bohem, direttore del Museo Mitoraj e supervisor scientifico del dossier. “Non puntiamo a trasformare Pietrasanta in qualcosa che non è – così Velani – ma partiamo da ciò che è già: una comunità-laboratorio, i cui numeri ha dato prima il sindaco, che lavora e vive qui in transito o stabilmente. Questa la base per costrure una tessitura interattiva tra artisti e artigiani, gallerie e istituzioni, cittadini e paesaggio”. “Pietrasanta vive della sua arte, la maggior parte dell'economia della città nasce sul fare arte – ha proseguito Vettese – ma non fa solo arte tradizionale, perchè il linguaggio dell'arte contemporanea non è più univoco. Molti artisti di attualità lavorano a Pietrasanta. Anzi, la maggior parte degli artisti ama, conosce e frequenta Pietrasanta che è stata in grado di entrare dentro il linguaggio sperimentale dell'arte e non vuole portare in Italia solo un piccolo sistema che va di moda oggi”. “La vittoria di questo progetto – ha sottolineato Bohem – darebbe forza e velocità a un processo che è già in movimento: con il museo Mitoraj, ad esempio, sono in corso per il 2026 trattative per mostre con la Isamu Noguchi Foundation di New York e gli artisti Thomas Schütte e Camille Henrot; la programmazione del 2027 culminerà con “Tempi mutevoli”, un grande racconto sulla scultura contemporanea con voci internazionali curata da Sebastien Delot, curatore del museo Picasso di Parigi, insieme a me. E “Ai Weiwei. One for All”, dedicata a un artista che più di ogni altro incarna il dialogo fra arte e artigianato, libertà e memoria”.

Anche lo scultore Park Eun Sun ha portato la sua testimonianza davanti alla commissione: “Sono arrivato a Pietrasanta 32 anni fa dalla Corea del Sud – ha ricordato – con pochi mezzi e un grande sogno: lavorare la pietra. E Pietrasanta, negli anni, per me, è diventata casa e famiglia. Qui la gente è abituata agli artisti, c’è curiosità ma anche discrezione: si può lavorare in pace e amore. Per me, vivere e lavorare qui è un onore e sono felice di far parte del futuro di questa città”.

Conclusi i 30 minuti riservati alla presentazione, la commissione ha chiamato i relatori a riferire con maggiore dettaglio sulla governance del progetto, la formazione, il ruolo della Regione e l'intersezione con nuove tecnologie, danza e design: le risposte sono state fornite in modo puntuale ed esaustivo.

Nell'appello conclusivo è stato proiettato il video messaggio del regista Premio Oscar Alfonso Cuarón, che ha sottolinato il suo essere “orgoglioso di far parte del Comitato Scientifico di questa bella avventura perché, da qui, può nascere non solo un progetto culturale ma un messaggio: che un altro tipo di sviluppo sia possibile, uno fondato su bellezza, dialogo e umanità condivisa. Grazie per quello che state facendo, lunga vita a Pietrasanta, lunga vita all’arte”.

La “missione” della “Piccola Atene” è stata accompagnata da una nutrita delegazione composta da assessori, consiglieri comunali e personale dell'ente municipale, partiti da Pietrasanta alle 3 del mattino e che il sindaco Giovannetti ha voluto ringraziare per questa presenza. La proclamazione della città Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 è in programma domani (venerdì) nel corso della cerimonia che inizierà alle 16, presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura.

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