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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
18 Marzo 2020

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"Condividiamo il disagio di tutti i lavoratori del settore cartario e grafico che si trovano a lavorare normalmente in questo periodo del tutto emergenziale e straordinario legato al COVID-19, di forte incertezza e insicurezza, con tempi di soluzione ancora per niente chiari. Il nostro settore, è passato nel giro di un mese, da rallentamenti produttivi per calo delle vendite a domanda improvvisa e straordinaria di prodotti per sopperire alle richieste". Così la Fistel CISL Toscana in una nota stampa. 

"Le aziende quindi, hanno deciso - prosegue la nota della sigla sindacale - di non fermare le produzioni, cercando, ognuna a suo modo, di trovare le soluzioni più adeguate a gestire l'emergenza e l'applicazione del protocollo COVID-19, sottoscritto da governo e parti sociali, per contenere la diffusione del virus in un contesto industriale del tutto impreparato a gestire questa emergenza nuova e alla ricerca di soluzioni rivelatesi non sempre adeguate e in corso d'opera, ovvero "mentre si lavora", con i lavoratori spaventati e con la scarsa consegna dei DPI perché difficile da reperire" . 

"Se da un punto di vista economico - si legge ancora - è positivo per le aziende del nostro settore, il rovescio della medaglia, è la difficoltà a trovare un equilibrio sostenibile, per dare sicurezza e tranquillità, a tutti quei lavoratori chiamati a lavorare. Come FISTel CISL Toscana, anche a seguito di alcuni casi positivi emersi in queste ultime settantadue ore nelle nostre aziende, crediamo sia il momento giusto, di condividere un percorso tra tutte le parti sociali, per definire regole comuni tra le aziende, in merito all'applicazione del protocollo ministeriale del 14 marzo. In primis, definire una reale e "non solo profittevole" necessità delle cose da produrre, stabilire linee uguali per tutti , in termini di pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro, forme di organizzazioni interne, riducendo o rimodulando orari di lavoro anche a scacchiera, gestione degli spazi comuni e l'entrata-uscita dei lavoratori. Misure necessarie e non più derogabili, visto alta concentrazione numerica dei lavoratori nelle aziende del cartario, al fine di "contrastare il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro" come recita il protocollo".

L. V.

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