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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
10 Febbraio 2021

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“Se i numeri dei contagi non potranno scongiurare il ritorno nella zona arancione, almeno salviamo quel poco che resta di salvabile spostando a lunedì il cambio di colore”. Questo l’appello dei ristoratori lucchesi alla vigilia del probabile passaggio dopo cinque settimane nella zona arancione della Toscana, passaggio che vuol dire per loro il ritorno esclusivo alla modalità di asporto.

“I numeri dell’ultima settimana non sono incoraggianti – il responsabile area lucchese di Confesercenti Toscana Nord Daniele Benvenuti – e quindi non ci attendiamo niente di buono per la prossima settimana. C’è però da provare a salvare il fine settimana, considerando che domenica sarà San Valentino. Abbiamo già prenotazioni per il pranzo ovviamente e soprattutto gli ordine della merce. Sapere venerdì che non potremo aprire sarebbe una tragedia in un periodo già drammatico”.

Confesercenti Toscana Nord che in queste ore ha un filo diretto con la Regione. Ancora Benvenuti. “Non possiamo prolungare questo stato di incertezza. I ristoranti non sono attività che possono sapere anche un’ora prima se chiudere o aprire. Abbiamo fatto presente alla Regione la necessità, nel caso non si possa evitare il passaggio in arancione, che il provvedimento scatti almeno da lunedì. Tra l’altro per questa settimana il cambio di colore di alcune regioni è stato sancito dal ministro Speranza proprio a partire da lunedì 8. L’appello che rivolgiamo al presidente Giani è di farsi promotore nei confronti del governo per salvare almeno la prossima domenica”.

Rimane comunque la questione di superare il divieto di aprire a cena nella zone gialle e di aprire al pubblico in quelle arancioni. Conclude il responsabile area lucchese di Confesercenti Toscana Nord: “I nostri rappresentanti nazionali hanno presentato al Comitato tecnico scientifico nuovi protocolli per allentare le restrizioni: obiettivo aprire la sera nelle zona gialle ed a pranzo in quelle arancioni. I margini scientifici ci sono, attendiamo la decisione politica del nuovo governo. Nuovo governo che dovrà affrontare anche il tema dei ristori, scomparsi dai radar, che chiediamo siano parametrati sull’intera perdita di fatturato delle attività”.

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