Economia e lavoro
Croce Verde Lucca lancia il corso di inglese 'A Ticket to English': tre incontri pratici con ex docente di lingua per chi desidera viaggiare in autonomia
L’inglese è la lingua globale per eccellenza, lo sanno tutti. Tuttavia, non tutti lo parlano; e questo, viaggiando oltre confine, potrebbe causare qualche problema. Proprio per questo motivo,…

Scuole Lucca: apertura in due fasi del nuovo padiglione del Liceo scientifico 'Vallisneri'. Ad inizio novembre gli uffici amministrativi e dal 7 gennaio gli studenti
Una scuola superiore avveniristica, moderna, funzionale, antisismica, con numerose applicazioni tecnico-ingegneristiche di ultima generazione la cui costruzione non ha costretto la Provincia a soluzioni provvisorie come i moduli abitativi prefabbricati o sedi alternative

Confessioni di una guida turistica a Lucca
Un intervento che tocca, nel vivo, venti anni di turismo lucchese, che rispolvera memorie e riaccende sentimenti, suggerisce soluzioni e rievoca i più o meno bei tempi andati. Forse eccessivo nell'adorare il passato, ma senza dubbio meritevole di essere letto

Il nostro Fabrizio Perotti direttore di Lucca Live
Nei sedici anni in cui abbiamo diretto i quotidiani on line della provincia di Lucca molti sono stati i nostri collaboratori e altrettanti coloro che hanno acquisito il…

Immobili dinamici: al via il corso di formazione sulle prospettive del terzo settore
In Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca tre giorni di confronti e relazioni con rappresentanti di enti di tutta la Toscana

Svelati i nomi dei lucchesi che si sono distinti all'estero per l'anno 2026
La Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e l'associazione Lucchesi nel Mondo consegneranno i riconoscimenti domenica 13 settembre 2026 ore 16:30 nell'auditorium del Palazzo delle Esposizioni - FBML

Dal ministero dell'istruzione soliti grandi annunci per l'inizio dell'anno scolastico, ma silenzio sul grave problema del precariato. Il doppio canale di reclutamento degli insegnanti dell'on. Pittoni all'esame della Commissione europea
La crisi del reclutamento docenti Per i precari anche il nuovo anno scolastico si apre nel segno dell'incertezza. La scuola italiana, da sempre pilastro fondamentale dell'educazione civica…

Desertificazione commerciali: i numeri della provincia e del capoluogo
“I numeri sono la testimonianza più clamorosa di cosa si intende per desertificazione commerciale. La chiusura dei negozi tradizionali non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni…

Il distretto tecnologico per la Nautica e Portualità Toscana: Michela Fucile succede ad Andrea Giannecchini alla presidenza
Passaggio di testimone condiviso tra CNA e Confartigianato. Dopo la fase di impostazione strategica, il Distretto entra nella fase di attuazione dei progetti

Al via lunedì la consegna del nuovo kit Ersu. Due gli infopoint per ritirare i sacchi del porta a porta
Al via lunedì (7 settembre) - e sino al 3 ottobre - la consegna dei kit annuali per la raccolta porta a porta delle utenze domestiche

- Scritto da Redazione
- Economia e lavoro
- Visite: 721
Stato di agitazione addetti alle pulizie dell’ospedale di Lucca: nota dell'Azienda USL Toscana nord ovest nella quale si specifica che la fornitura dei dispotivi di sicurezza è a carico del concessionario del servio ossia la Gesat:
In merito alla notizia dello stato di agitazione proclamato da Uil trasporti Toscana area Lucca per gli addetti alle pulizie dell'ospedale San Luca, l’Azienda USL Toscana nord ovest fa presente che all’ospedale San Luca è attivo un contratto di concessione e gestione nel quale tutti i servizi sono affidati al concessionario Gesat, che si avvale di ditte specializzate per le varie prestazioni. Il concessionario è espressamente chiamato dalla normativa e dal contratto ad assicurare la fornitura, con oneri e proprio carico, di qualsiasi genere di dispositivo di protezione richiesto per lo svolgimento delle prestazioni, nonché la relativa formazione e addestramento all’uso del personale che deve utilizzarli.
Nella difficile situazione di emergenza che stiamo affrontando, nella giornata del 17 marzo, senza alcuna comunicazione preventiva, il concessionario ha dichiarato che il personale delle pulizie era in stato di agitazione e non stava svolgendo il servizio, nonostante lo stesso abbia tutte le caratteristiche di essenzialità e di pubblico interesse. Ciò ha provocato gravi rischi e disagi a tutti gli operatori sanitari, pazienti e utenti. Non sono noti episodi similari negli altri ospedali gestiti dal concessionario (anche nei presidi dove è stato affidato il servizio allo stesso provider), che pure sono interessati dallo stesso tipo di problematica sanitaria.
Questo nonostante il fatto che la Direzione sanitaria si sia attivata dalle primissime fasi dell'emergenza nazionale per fornire a Gesat tutte le informazioni, gli strumenti e il supporto di competenza per garantire la corretta protezione e informazione dei lavoratori, in particolare quelli dei settori più vicini alle attività sanitarie. Fin dai primi giorni successivi alla notizia dei casi italiani, quindi ben prima che il San Luca fosse impegnato nella gestione dei pazienti positivi, sono state formalmente condivise le informazioni sul rischio, le evidenze scientifiche e i protocolli del Ministero della Salute disponibili per la protezione dei lavoratori. Su richiesta dell'Asl è stato svolto un incontro formativo con il personale di Colser, condividendo la tipologia dei DPI da utilizzare e fornendo, tramite personale esperto dell’Azienda, indicazioni chiare e dimostrazioni pratiche sul loro corretto utilizzo.
Nel proseguire dell'emergenza la Direzione sanitaria del San Luca ha comunicato puntualmente e in maniera preventiva i successivi passaggi della riorganizzazione, indicando le aree dedicate alla gestione dell'emergenza, le loro caratteristiche e le richieste di attività aggiuntive necessarie, anche in questo caso seguendo scrupolosamente le indicazioni cogenti delle normative ministeriali e delle ordinanze regionali (che richiedono, ad esempio, un incremento della pulizia delle aree comuni e delle degenze).
Tutti gli interventi aggiuntivi sono oggetto di confronto per definire tutti i giusti oneri da riconoscere, secondo i parametri contrattualmente definiti per le attività straordinarie.
Riguardo alla distribuzione dei dispositivi di protezione, va ricordato che la Direzione riceve una fornitura costante, rigorosamente contingentata a livello nazionale, dei soli quantitativi indispensabili per gestire le attività sanitarie e per consentire l'assistenza in sicurezza dei pazienti sintomatici o sospetti (tramite il triage di pronto soccorso e i check point): il materiale disponibile non può essere per nessuna ragione utilizzato per attività diverse dalla protezione dei sanitari, che svolgono le attività a maggior rischio e che devono garantire la gestione dell'emergenza e assicurare le indispensabili cure ai pazienti.
Il personale dei servizi, allo stesso modo, è tutelato nello svolgimento delle proprie attività dal ruolo del concessionario, responsabile della corretta esecuzione (in termini di conformità e sicurezza) delle attività in concessione, che ha il compito di attivare a sua volta le misure per la prevenzione del rischio in collaborazione con i medici competenti e i responsabili della sicurezza delle ditte di cui si avvale.
Il personale sanitario della Direzione mette a disposizione le proprie competenze condividendo anche con i responsabili del servizio di pulizie le modifiche organizzative proposte per ridurre l'utilizzo non necessario di DPI, in modo da ottimizzarne la gestione e garantire la piena sicurezza dei lavoratori: anche di recente sono state formalizzate le nuove indicazioni dell'OMS, dell'Istituto Superiore di Sanità e della Regione Toscana in merito ai dispositivi necessari per proteggere i lavoratori in ogni fase del percorso assistenziale.
Riguardo ai controlli, gli stessi si svolgono come di consueto, secondo le disposizioni contrattuali e normative e nel pieno rispetto dei ruoli definiti dal contratto di concessione.
La verifica della qualità e continuità della sanificazione degli ambienti interessati dall'attività sanitaria è sempre, e in particolare in questa fase di emergenza, la prima garanzia per la sicurezza dei cittadini, siano essi pazienti, visitatori o lavoratori che utilizzano gli spazi dell'ospedale.
Come sempre la Direzione, insieme al personale sanitario, è disponibile ad ogni confronto, nel rispetto dei ruoli e delle competenze specifiche, e ribadisce l'intento di contribuire al sereno e collaborativo svolgimento delle attività assistenziali, nel primario interesse dei pazienti e dei cittadini.
- Scritto da Redazione
- Economia e lavoro
- Visite: 497
Roberto Favilla, direttore di Confartigianato Imprese Lucca, interviene in merito al Decreto "Cura Italia" uscito stanotte in Gazzetta Ufficiale.
"Tutti noi - esordisce - aspettavamo con ansia l'emanazione del Decreto “Cura Italia” che è uscito in Gazzetta Ufficiale proprio stanotte – dice . Il D. L. n. 18 del 17/03/2020 è molto corposo, è costituito infatti da ben 127 articoli distribuiti in 64 pagine".
"Come ci potevamo aspettare - afferma -, non ci soddisfa affatto come Confartigianato perché le misure in esso contenute sono solo una piccolissima parte di quello di cui hanno bisogno ora, e avranno bisogno nei prossimi mesi, le nostre aziende. L'aver rinviato, almeno per molte aziende, le scadenze di marzo al 31 maggio, con la possibilità di rateizzarle in 5 rate, è semplicemente differire un problema di due mesi, perché molte tra le nostre imprese non lavorano, o perché obbligate dalla legge (parrucchieri, estetiste, tatuatori, pizzerie ed altre) o perché non hanno commesse o addirittura non trovano le materie prime".
"Non crediamo - continua - che l'attività lavorativa riprenda dopo il 25 marzo anzi, in quei giorni l'emergenza sanitaria Coronavirus sarà nella sua fase più acuta e non sappiamo – ahimé - quando finirà. Quindi saranno ancora molti che non potranno lavorare e se non lavorano non guadagnano e come fanno a pagare i contributi arretrati, gli stipendi ai dipendenti, l'IVA, i vari mutui e finanziamenti in essere? Un aspetto, a prima vista positivo, è che il Decreto vale per tutto il territorio nazionale, ma le varie risorse stabilite per le misure adottate, Cassa integrazione ordinaria, in deroga ecc., valgono per tutte le imprese con il criterio che chi prima presenta la domanda ha più probabilità di essere accolta anche perché nel Decreto si dice che le richieste saranno accolte “fino ad esaurimento delle risorse stanziate”.
"È ovvio - prosegue - che le prime a fare domanda saranno le aziende del nord che hanno affrontato questa emergenza covid-19 per prime, e giustamente! Noi – prosegue Favilla - non siamo per la “guerra tra i poveri”ma vogliamo che tutte le aziende artigiane, che hanno anche un fondo proprio, l'FSBA, siano tutelate. Una cosa grida vergogna in questo Decreto: la somma prevista “una tantum” per il mese di marzo agli imprenditori, è di 600 euro,; sì, avete capito bene, questo è il valore che lo Stato, i nostri governanti, ma anche tutti i politici, non mi risulta che qualcuno si sia ribellato, danno agli artigiani, agricoltori, ecc. Eppure quando al ministro Gualtieri il nostro Presidente nazionale, Merletti, ha chiesto di abolire, almeno per quest'anno, gli ISA (indicatori di affidabilità) utilizzati per la compilazione del Mod. Unico, gli è stato risposto di no perché lui, Gualtieri, aveva bisogno di certezze per le entrate".
"Di fronte a siffatti comportamenti - incalza - come si fa ad avere fiducia nei nostri governanti, come si fa a fidarci che ad aprile verrà fatta una nuova manovra per affrontare le criticità che nel frattempo saranno emerse? Vorrei che tutti i nostri artigiani fossero al corrente di questi fatti, perché potremmo rispondere questo al governo: “se noi valiamo 600 euro al mese sappiamo bene come comportarci nella prossima dichiarazione dei redditi”. Noi siamo d'accordo che ora la priorità sia diminuire i contagi per far sì che tutti possano avere cure adeguate in modo da limitare il numero dei decessi, ma senza fare nessun allarmismo, questa non è la semplice influenza di cui ci hanno parlato all'inizio, e siccome noi tutti siamo adulti e responsabili delle nostre azioni, vogliamo sapere la verità, come stanno effettivamente le cose. L'aver minimizzato l'impatto di questo virus, ha fatto sì che troppe persone sottovalutassero la situazione; fino a qualche giorno fa qualcuno scherzava dicendo: “è un'influenza starò a casa qualche giorno così mi riposo!”. Ecco, forse, perché ancora tante persone circolano e non stanno nelle loro abitazioni".
"Ma consentitemi di tornare sull'argomento - termina -. Dopo l'emergenza, quando riapriranno le aziende, poniamoci alcune domande: a) avranno liquidità per pagare le spese correnti? b) troveranno le materie prime per svolgere la loro attività? c) come faranno fronte agli investimenti già fatti? Avranno ancora commesse sufficienti a garantire il posto di lavoro ai dipendenti o dovranno fare licenziamenti? Ricordiamoci anche che molti, in questi ultimi giorni, hanno dato fondo agli ultimi risparmi che avevano per comprare da mangiare e se hanno consumato le ferie ancora riscuotono lo stipendio, ma fra qualche tempo non ci saranno più soldi per cui si rinuncerà a comprare il superfluo con un ulteriore colpo alla già malconcia economia del nostro Paese. Non voglio essere foriero di brutte sensazioni ma se già prima l'incertezza dissuadeva molti da fare acquisti incauti, lo farà ancora di più da ora in avanti. Noi ci stiamo muovendo sul credito anche con il nostro Consorzio fidi regionale per trovare strumenti efficaci e snelli per garantire liquidità alle imprese. Nei prossimi giorni partirà una richiesta alla Regione Toscana per erogare alle imprese, in maniera semplificata, finanziamenti fino a centomila euro. Poi stiamo lavorando perché i mutui siano ulteriormente differiti nel tempo e le rate non pagate vengano “messe in coda” alle restanti senza aggravio di costi o interessi. Con un altro strumento pensiamo di ottenere finanziamenti con un preammortamento di 6 mesi e fare un nuovo finanziamento in sostituzione di uno o più deteriorati. Nel ribadire che ora servirà veramente una manovra shock, e non solo 25 miliardi di euro, invitiamo le aziende con dipendenti messi a casa per coronavirus e che sono iscritte e pagano l'FSBA, a presentare domanda per utilizzare questo ammortizzatore sociale".


