Niente da dire e niente da fare. Alla pasticceria di Stefano Buralli e Joseph Dimasi si sta bene e si mangia anche meglio. Questa sera era di scena uno champagne speciale, forse uno dei più gradevoli al palato, il Ruinart, la maison di champagne più antica della storia delle bollicine più famose del mondo. Una location arredata con gusto e apparecchiata con semplicità, ma eleganza. Tutto lo staff o quasi chiamato all'opera con Stefano Buralli, la figlia e Joseph Dimasi a seguire personalmente i tavoli. Stefano Buralli è un artista dell'accoglienza, un professionista di questo mestiere e le sue serate a tema ricevono una approvazione pressoché totalizzante. Del resto quando metti in tavola il top dei prodotti non può essere altrimenti. Questa volta di scena il mare e l'entrée è stata splendida: dei calamaretti gratinati su vellutata di patate. Bis aggiudicato se non fosse che l'educazione impone il silenzio e la rinuncia, ma il piatto è davvero... arrapante. Come antipasto c'è una panzanella di polpo e melanzane, piatto leggero, ma gustosissimo. I calici di champagne si riempiono e si svuotano con facilità. Il primo è una fregola di mare. Che cos'è la fregola di mare? E' un formato di pasta tipico della Sardegna, fatta con semola di grano duro e acqua lavorate a mano con un movimento circolare per creare piccole sfere irregolari. Dopo essere state formate, le palline vengono tostate in forno. La fregola di mare è la ricetta tradizionale più famosa e la pasta viene cucinata a mo' di risotto facendola assorbire lentamente il brodo di pesce. Delizioso. Infine un tirami su da urlo che meritava non il bis, ma il ter.
Una serata di fine estate e di metà autunno c on temperature stagionali decisamente superiori alla media e ancora vicine a quelle estive. Che dire? Piacevolissimo evento che non ha peccato per nulla in esagerazione lasciando i commensali soddisfatti sotto ogni punto di vista.
Al. Gra.


