Anno XI 
Sabato 10 Ottobre 2026

Scritto da loreno bertolacci
Garfagnana
07 Ottobre 2026

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Dall’Eremo di Calomini alla secolare processione di San Francesco a Borgo a Mozzano, il Lions Club Garfagnana rinnova la propria presenza nel territorio. Il labaro attraversa luoghi di fede e di storia, testimoniando un’appartenenza che, nel rispetto della natura laica e apolitica del Lions, trova nel servizio alla comunità, nella fraternità e nella vicinanza alle persone alcuni dei suoi valori più profondi. Ci sono occasioni nelle quali la presenza di un’associazione non si misura nel numero delle persone, ma nel significato dell’esserci.

Per il Lions Club Garfagnana, le recenti partecipazioni alla festa dell’Eremo di Calomini e alla grande processione di San Francesco a Borgo a Mozzano rappresentano due momenti distinti, eppure profondamente collegati. Due luoghi simbolo del nostro territorio, due manifestazioni radicate nella storia e nella fede delle nostre comunità, unite da un medesimo filo: quello dell’identità, della fraternità e del servizio. Il primo appuntamento è stato all’Eremo di Calomini, scelto quest’anno dal Lions Club Garfagnana per la propria Apertura Spirituale dell’Annata Lionistica, significativamente accompagnata dal tema “Insieme nella Fede, per un Servizio che unisce”.

Non poteva esserci scenario più evocativo. L’Eremo, incastonato nella roccia e da secoli luogo di raccoglimento e devozione, racconta già attraverso la propria presenza il legame tra l'uomo, il creato e una spiritualità profondamente intrecciata alla storia della Garfagnana. La Santa Messa delle ore 11 ha rappresentato il momento centrale della mattinata, seguito dalla conviviale e dagli altri appuntamenti previsti per la festa dell'Eremo. Durante l'incontro, il Presidente del Lions Club Garfagnana Loreno Bertolacci, oltre alla tradizionale lettura della Preghiera Lionistica, ha voluto rivolgere un pensiero particolarmente affettuoso al socio rimasto vittima di un grave incidente motociclistico, formulando l'augurio di una pronta guarigione e la speranza di poterlo riabbracciare presto. Una preghiera che ha dato alla giornata un significato ancora più concreto: la spiritualità non come qualcosa di astratto, ma come vicinanza a una persona, a un amico, a un socio che attraversa un momento difficile.

In fondo, anche questo significa “We Serve”: essere presenti. Dopo Calomini, a distanza di pochi giorni, il Lions Club Garfagnana è presente con il suo labaro in un altro luogo e un'altra comunità, quella di Borgo a Mozzano. Il 4 ottobre, difatti, Borgo a Mozzano ha celebrato solennemente San Francesco nell'anno dell'ottavo centenario del Transito del Santo, con una partecipazione straordinaria di fedeli, confraternite, Misericordie, istituzioni e associazioni. La processione, partita dal convento francescano, ha attraversato il paese accompagnando la statua del Santo fino al Ponte della Maddalena, universalmente conosciuto come Ponte del Diavolo, per poi fare ritorno.

Anche qui erano presenti per il Club Garfagnana, con il proprio labaro, il Presidente e due soci. Una presenza discreta, senza necessità di protagonismo, ma proprio per questo significativa. Il Lions è infatti un'organizzazione laica e apolitica. La partecipazione a manifestazioni religiose non modifica questa sua natura né vuole trasformarla in qualcosa di diverso. Significa, piuttosto, riconoscere che la storia e l'identità delle nostre comunità sono state profondamente plasmate anche dalla tradizione cristiana, dalle parrocchie, dagli eremi, dalle confraternite, dalle Misericordie e da quei luoghi nei quali, per generazioni, le persone si sono incontrate, hanno pregato, si sono aiutate e hanno costruito comunità.

Ed è proprio qui che fede e servizio possono incontrarsi senza confondersi. Il Lions accoglie persone indipendentemente dalle loro convinzioni religiose e politiche, ma porta con sé una cultura del servizio alla collettività, della solidarietà, dell'attenzione verso chi è più fragile e della costruzione di relazioni fra le persone. Valori che, nella processione francescana di Borgo a Mozzano, hanno trovato una suggestiva corrispondenza nel richiamo di San Francesco alla pace, alla fraternità e alla cura dei più fragili. C'è poi un'immagine che più di ogni altra sembra racchiudere il significato di questa partecipazione. Durante la processione, il labaro del Lions Club Garfagnana ha attraversato due ponti. Il primo, nel percorso di andata, è stato il monumentale Ponte della Maddalena, il Ponte del Diavolo: il ponte antico, carico di secoli, leggende e memoria, divenuto uno dei simboli più riconoscibili di Borgo a Mozzano e dell'intera Valle del Serchio.

Il secondo è stato il più recente Ponte Pari. Due ponti appartenenti a epoche lontanissime. Uno antico e uno moderno. Due modi diversi di attraversare lo stesso fiume e, idealmente, di mettere in comunicazione le persone. In questa narrazione dedicata alla processione possiamo cogliere proprio questa dimensione: attraversare insieme il Ponte del Diavolo e il Ponte Pari può diventare, in un tempo segnato da divisioni e conflitti, un'immagine di dialogo, fraternità e pace. E quel giorno, insieme agli stendardi delle confraternite e ai gonfaloni delle istituzioni, anche il labaro Lions ha attraversato quei ponti. È forse questa l'immagine che meglio racconta il senso della presenza del Club: attraversare ponti che uniscono e non dividono. Ponti fra generazioni, fra paesi, fra tradizione e contemporaneità. Ponti fra chi crede e chi vive diversamente la propria dimensione spirituale. Ponti fra associazionismo e istituzioni. Soprattutto, ponti tra le persone.

Calomini e Borgo a Mozzano raccontano dunque due volti della stessa appartenenza, di una presenza che appartiene al territorio. All'Eremo, il Lions Club Garfagnana ha iniziato simbolicamente la propria annata affidando a un momento di raccoglimento e condivisione anche il pensiero per un socio in difficoltà. A Borgo a Mozzano ha camminato insieme a una comunità numerosissima, in una delle sue manifestazioni religiose e popolari più profondamente radicate. Alla processione, gli stendardi delle confraternite, i gonfaloni delle istituzioni, le Misericordie, i Carabinieri in alta uniforme e le bande musicali hanno accompagnato una comunità raccolta intorno alla statua di San Francesco. In mezzo a quelle presenze, anche il labaro del Lions Club Garfagnana ha raccontato, silenziosamente, una storia di appartenenza. Essere laici e apolitici, infatti, non significa essere privi di radici. Significa poter riconoscere e rispettare quelle radici senza trasformarle in motivo di esclusione. Significa custodire la memoria religiosa, civile e sociale del territorio sapendo che essa appartiene alla storia collettiva. Significa essere presenti laddove una comunità si incontra, celebra, ricorda, soffre o ha bisogno di aiuto.

La stessa grande partecipazione alla processione francescana ha mostrato quanto questa dimensione sia ancora viva: una comunità capace di ritrovarsi nella fede e di percorrere insieme le strade che appartengono alla propria quotidianità. Per il Lions Club Garfagnana tutto questo può essere riassunto nelle due parole che da sempre accompagnano il lionismo: We Serve. Servire significa aiutare concretamente, ma anche esserci. Condividere. Ascoltare. Custodire una storia. Restare vicini a chi soffre. Partecipare alla vita delle comunità nelle quali si opera. E così, dall'antico Eremo di Calomini alla chiesa francescana di Borgo a Mozzano, dalla preghiera rivolta a un amico ferito fino al cammino dietro alla statua di San Francesco, emerge un'identità che non ha bisogno di contrapposizioni. Fede, storia, territorio e servizio alla collettività possono camminare insieme.

Come quei due ponti attraversati dal labaro del Lions Club Garfagnana: uno antico e uno moderno, diversi nella forma e nella storia, ma costruiti entrambi per la stessa ragione. Unire due sponde. Ed è forse proprio questa una delle immagini più belle del servizio lionistico: essere un ponte tra le persone, mai un muro che le divide. 

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