C'era anche lui, uno di noi, uno di quelli cresciuti con la Gazzetta e che non sopporta giornalisti e intellettuali invertebrati. Giuliano Nelli, paracadutista, questa mattina era al cimitero di Staglieno per celebrare il 22° anniversario della morte di Fabrizio Quattrocchi, l'italiano massacrato dai terroristi islamici ai quali non ha venduto la proptria dignità tenendo ben alto il viso e dicendo al suo carnefice: "Adesso vi faccio vedere come muore un italiano". Con lui la sorella di Fabrizio, Graziella Quattrocchi, che incontrammo un mese circa dopo la scomparsa del congiunto. Una donna di straordinaria umanità, con cui avremmo voluto scrivere la biografia del fratello, ma che, all'epoca, non se la sentì essendo troppo fresca la tragedia. 22 anni dalla morte di uno degli eroi più fulgidi del nostro Paese, indimenticato e indimenticabile per noi, dimenticato, invece, da quei vermi verniciati di rosso per i quali l'eroismo è solo quello dik aggredire poliziotti e carabinieri nelle strade. Per noi Fabrizio Quatrocchi resterà sempre un esempio.



