L'evento
Festival Puccini 2026, Aspettando Turandot: grande successo per il concerto inaugurale con Placido Domingo e Vittorio Grigolo
Applausi ed entusiasmo all'Auditorium Caruso di Torre del Lago per l'apertura della nuova rassegna musicale primaverile verso il Festival 2026

Cena degli agrumi, la degustazione in serra ideata da Luca Piattelli del Club Gusto Toscano
Una serata magnifica, in una location straordinariamente affascinante e accattivante, inedita, soprattutto. Ideata da quel genio artistico che risponde al nome di Luca Piattelli, titolare dell'atelier pour dames…

A La Versiliana un’estate di stelle tra musica, teatro, comicità e grandi eventi di respiro internazionale
Ermal Meta, Arisa, Noemi, Patty Pravo, Mario Biondi, Cristiano De André, Levante e Raf tra i big della musica ospiti del festival. Grande spazio al giornalismo d’inchiesta con le narrazioni di Sigfrido Ranucci, Stefano Nazzi e Pablo Trincia

Il racconto di Lampedusa el terzo e ultimo incontro di primavera umanistica, rassegna organizzata dall'IIS Galileo-Artiglio
Tutti parlano di Lampedusa. Lampedusa, però, non parla mai. O almeno, non lo fa con le parole, ma attraverso luoghi, gesti, oggetti. Con queste parole ha esordito Caterina…

Festival Puccini 2026, Aspettando Turandot: Plácido Domingo dirige Vittorio Grigolo e l'Orchestra del Festival nel concerto inaugurale del 2 aprile
Ultimi biglietti all'Auditorium Caruso di Torre del Lago per questo primo appuntamento della rassegna primaverile

Moni Ovadia e Giulio Corso in scena con Moby Dick al Teatro Comunale di Pietrasanta
Prosegue con un nuovo appuntamento da tutto esaurito, la stagione invernale di spettacoli proposta al Teatro Comunale di Pietrasanta dalla Fondazione Versiliana insieme a Fondazione Toscana Spettacolo sotto l’egida del Comune di Pietrasanta.

È tutto pronto per la 72^ edizione del Festival Puccini che si svolgerà dal 17 luglio al 5 settembre
Un programma che conferma la vocazione internazionale della manifestazione e il suo posizionamento tra le tappe musicali estive imperdibili per tutti gli appassionati

Lucca Classica, Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi in San Francesco
Tra aneddoti storici e ballate diventate classici della musica d'autore, lo spettacolo coinvolgerà il pubblico in una riflessione profonda sulla forza del messaggio francescano per il presente

Torna dal 28 al 31 marzo il concorso corale internazionale Vox Lucensis
Dal 28 al 31 marzo Lucca ospiterà nuovamente un appuntamento di rilievo per il panorama della musica corale internazionale: la quinta edizione del Concorso Corale Internazionale VOX LUCENSIS

L’auditorium del conservatorio di musica Luigi Boccherini ha inaugurato “Il settecento musicale a Lucca”
L’auditorium del conservatorio di musica Luigi Boccherini ha inaugurato, ieri sera, “Il settecento musicale a Lucca”. L’occasione è stata la presentazione del cartellone della stagione 2026, promossa dal…

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Per il terzo anno consecutivo è risultato l'agente con più contratti depositati nel settore noleggio auto a lungo termine di tutto lo stivale, vincendo così il suo personale scudetto.
C'è un lucchese che nel proprio settore si sta distinguendo a livello nazionale: Giovanni Scatena, conosciutissimo a Lucca come Jo, è il venditore di auto a noleggio lungo termine con più contratti depositati nel 2019: i festeggiamenti non sono mancati, come del resto nei due anni precedenti, per condividere con amici e colleghi questo importante quanto simpatico record.
Ecco quindi che durante la cena di rito, al Mai Mai, è apparsa una speciale torta con tanto di scudetto. Jo, che in ogni sua attività non manca di rimarcare via social l'amore per Lucca e per i suoi (scomparsi) genitori, ha avuto modo nei giorni scorsi di fare appunto queste dediche speciali.
Jo anche quest'anno sul tetto d'Italia...
E' stata dura: la svolta c'è stata nel mese di ottobre, quando in concomitanza dal MIAC sono riuscito a depositare ben 21 contratti, un record per il singolo mese. Poi un dicembre altrettanto importante e quindi la vittoria.
Quali sono gli elementi di questo successo?
Determinazione, passione per il proprio lavoro e tanta professionalità. E naturalmente come dico sempre, l'affetto per la mia amata Lucca, che nel mio lavoro sto riscontrando essere contraccambiato.
A chi vorresti dedicare questo terzo successo?
A Lucca naturalmente, e a mio padre e mia madre, che non ci sono più ma che accompagnano ogni momento della mia giornata.
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Negli ultimi mesi il dibattito sul destino e sul futuro delle Apuane sembra essersi infiammato. Ciò grazie anche al notevole successo di pubblico riscosso dal racconto per immagini, parole, suoni e rumori “Cave Cavem” del documentarista massese Alberto Grossi.
Il tema dello sfruttamento del bacino marmifero apuano sembra non esser più solo una questione di contrapposizione tra ambientalisti e concessionari di cave, ma un problema che interessa, interroga e coinvolge tutti i cittadini di questo territorio e non solo. Prova di ciò è che recentemente anche la rete culturale televisiva franco-tedesca ARTE ha realizzato e trasmesso un reportage dal titolo emblematico: “Il marmo di Carrara: una maledizione ? Le Alpi Apuane in pericolo”.
Argomentato, educativo, inclemente, poetico, scevro da tentazioni provocatorie, “Cave Cavem” restituisce lo scenario di un ecocidio annunciato fatto di devastazioni attuali e future che minacciano i monti ed il litorale apuo-versiliese, l’economia, il lavoro, le relazioni sociali e, soprattutto, la disponibilità di acqua quale ricchezza di questo territorio, fonte imprescindibile per la sopravvivenza di tutti e “diritto umano universale e fondamentale” così come sancito dalla risoluzione ONU del 2010.
Nel suo “Cave Cavem” Grossi, oltre a rendere visibile lo sfregio, non inventa dati ma li riporta fedelmente citandone la genesi e la fonte. Mentre alcuni addetti ed interessati ai lavori danno i numeri del Bilancio di Sostenibilità di Settore, Grossi nel suo filmato si concentra su quegli aspetti di natura qualitativa e quantitativa che sono alla base di una visione dello “sviluppo sostenibile” inteso come capacità di generare benessere umano ora senza danneggiare quello delle generazioni future. Il problema è di equità intergenerazionale e intragenerazionale. Il marmo non è una risorsa rinnovabile.Il suo attuale sfruttamento non può più rappresentare un modello di sviluppo sostenibile. Quando poi tale esasperato sfruttamento rischia di compromettere irrimediabilmente la futura disponibilità e l’accesso ad un bene primario comune qualeè l’oro blu, ovvero l’acqua, allora nessun meccanismo di compensazione delle generazioni future appare legittimo, giustificato ed accettabile.
Alcune funzioni degli ecosistemi sono imprescindibili per la sopravvivenza umana (ciclo dell’acqua, ecc.), in quanto servizi di sostegno alla vita non rimpiazzabili. Altri beni ecologici, pur non essendo indispensabili per la sopravvivenza, sono altrettanto essenziali per il benessere umano: il paesaggio, lo spazio, una certa pace e tranquillità, ecc. Questi beni costituiscono un capitale naturale critico e, non essendo sostituibili, devono essere assolutamente tutelati.
Per salvaguardare il futuro della nostra specie, e di tutte le altre, è necessario ed urgente abbandonare una visione tecnocratica ed antropocentrica dei territori. Non bastano nuovi piani di intervento che, rispolverando i vecchi restituiscono a questi ultimi una rinnovata giustificazione, vitalità ed intraprendenza. Non basta un bilancio di sostenibilità, diciamo indipendente, per certificare nei numeri e nelle argomentazioni che l’occupazione e le effettive ricadute economiche dello sfruttamento marmifero sono miracolose. Non basta asserire che le tasse locali sul lapideo procurano entrate per qualche milione di euro quando a pagare annualmente tutte le esternalità negative è la collettività tutta: depurazione dalla marmettola delle acque ad uso umano, rifacimento di strade distrutte dal passaggio dei camion che trasportano marmo, costruzione di tunnel dedicati, salute, incidenti, ecc. Non bastano i richiami strumentali e di facciata all’arte del David di Michelangelo.
Insomma, il messaggio di Grossi non lascia spazio ad interpretazioni: è tempo di riprendere in mano il destino di questo territorio. Non si tratta di ottusa ed astratta difesa dell’ambiente contrapposta a lavoro e sviluppo socioeconomico, bensì invito alla partecipazione per ricercare insieme future alternative di sviluppo realmente sostenibile.
Dopo Massa, Napoli nel quadro dell’XI Edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani, Carrara e Seravezza, “Cave Cavem” di Alberto Grossi è in programmazione anche sugli schermi di Lucca.
La proiezione, con ingresso libero, è prevista per giovedì 6 febbraio 2020 alle ore 21:15 presso l’Auditorium San Micheletto. Alla proiezione sarà presente Alberto Grossi autore del cortometraggio. Sono previsti interventi di Elia Pegollo, Nicola Cavazzuti, Franca Leverotti.
CAI Lucca in collaborazione con “Friday For Future” Carrara, GrIG Onlus, Assemblea Permanente Carrara, CAI TAM “Elso Biagi”, La Pietra Vivente ed Associazione “Alberto Benetti” di Massa invitano dunque la cittadinanza, le associazioni e le istituzioni a partecipare alla proiezione del cortometraggio “Cave Cavem” di Alberto Grossi ed al successivo dibattito. L’evento è patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Lucca.


