Sabato scorso 17 ottobre al FolkStudio Festival 2026 grande successo serale del concerto di Alberto Bertoli e Igor Santini ed interessante e partecipato è stato anche il convegno Chi decide il futuro della musica? che si è tenuto nel pomeriggio, mentre questa rassegna musicale continua con sabato 24 ottobre con lo spazio a tre cantautori lucchesi.
Al Teatro Artè di Capannori per il Folk Studio Live infatti, in questo fine settimana, saranno di scena: Beata La Noia (Alessandro Gatti), Alessandro Marchini (in arte Eil) e Andrea Brunini di Borgo a Mozzano appena rientrato da un tour di successo in Giappone. Tre percorsi musicali che si incontrano in uno spettacolo tra canzone d'autore, ironia e teatro in un viaggio nella società di oggi. Al centro della serata c'è Beata Eil viaggio di Bruce, uno spettacolo musicale, comico e teatrale che unisce le canzoni dei tre cantautori a racconti e situazioni in cui è facile riconoscersi. Bruce è un ragazzo alle prese con la società contemporanea e con le contraddizioni degli ultimi trent'anni: dalle pandemie alle crisi economiche, dai problemi ambientali e sociali alla vita digitale, passando per le difficoltà delle relazioni umane e la ricerca dell'amore. Chitarre, percussioni, sintetizzatori e voci accompagnano un racconto che attraversa ironia, disavventure e canzoni, senza rinunciare a uno sguardo critico sul presente. Il finale rimane aperto, con una domanda sul domani e un messaggio di speranza e libertà. Una serata che rispecchia lo spirito del FolkStudio: dare spazio alla musica d'autore, alle nuove forme di racconto e agli artisti che scelgono di mettersi in gioco, fuori dai percorsi più consueti. Ingresso gratuito con prenotazione: www.folkstudiofestival.it.
Tornando al doppio incontro di sabato 17 ottobre la sera con il concerto-intervista di Alberto Bertoli e Igor Santini che ha registrato il secondo sold out del Festival, dopo quello dell'apertura con Eugenio Bennato. Un appuntamento speciale, costruito attorno alle canzoni e alle storie di Alberto Bertoli, accompagnato e intervistato da Igor Santini. Il format, ideato e prodotto dal FolkStudio, ha alternato momenti musicali, racconti personali, emozioni e divertimento, portando il pubblico dentro il percorso artistico e umano del cantautore. Per Igor Santini, artista del territorio che aveva debuttato al FolkStudio Live nell'edizione 2025, è stato anche un ritorno significativo: questa volta al fianco di Bertoli, in un dialogo tra musica e parole che ha trovato nel pubblico una risposta calorosa. Tra i momenti più apprezzati, il duetto sulle note di Spunta la luna dal monte. Anche i commenti raccolti sulla pagina Facebook del Festival restituiscono il clima della serata: c'è chi parla di una giornata meravigliosa, dal dibattito del pomeriggio al concerto, e chi sottolinea la possibilità di conoscere da vicino Alberto Bertoli. Segnali di un'esperienza che va oltre il semplice ascolto e che conferma la volontà del FolkStudio di creare occasioni d'incontro tra artisti e pubblico.
Nel pomeriggio il convegno Chi decide il futuro della musica?, sul palco Alberto Bertoli figlio d'arte (suo padre il cantautore Pierangelo che con le sue canzoni ha emozionato folle di appassionati del panorama cantautoriale italiano) che ha seguito le orme del papà continuando sul piano della musica d'autore; Marco Bachi bassista e contrabbassista italiano, membro del gruppo folk rock toscano Bandabardò; il cantautore, critico teatrale e redattore culturale Igor Vazzaz, mentre come moderatore Igor Santini dottorando in Storia delle Arti e dello Spettacolo presso l'Università degli Studi di Firenze nel campo della canzone contemporanea e d'autore italiana. Inoltre sono intervenuti l'assessore alla cultura del Comune di Capannori Claudia Berti e il direttore artistico del Folk Studio Festival Simone Martini, presente anche il presidente dell'associazione Per Lammari promotrice di questo evento musicale Roberto Franchi e fondamentale è stata la partecipazione del pubblico che ha interagito con gli ospiti.
"Siamo partiti dal nostro appello, condiviso con le istituzioni e letto in apertura – commenta Simone Martini - poi il dialogo, le idee, anche le provocazioni. Con Igor Santini, che ha guidato il confronto, Igor Vazzaz, Alberto Bertoli e Marco Bachi, abbiamo attraversato esperienze e punti di vista diversi. Ma la cosa più importante è stata la partecipazione di chi era in sala: domande, interventi, voglia di esserci. Non cercavamo risposte facili. Volevamo mettere in circolo idee e provare a capire cosa possiamo fare, concretamente, per dare più spazio alla canzone d'autore e a chi la porta avanti. Da questa giornata nasce un documento: una base di lavoro, non un punto d'arrivo. Perché il Festival non vuole soltanto portare musica su un palco. Vuole contribuire a costruire un percorso, una rete, un luogo in cui artisti, pubblico e territorio possano riconoscersi. È questo il FolkStudio che stiamo cercando di far crescere. Un passo alla volta, con le idee e con le persone".