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Scritto da Redazione
capannori
30 Dicembre 2022

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Sarà più di 16mila euro l’esborso che il comune di Capannori dovrà versare per venire incontro alla causa persa contro un ex dipendente dell’ente. Tra il mancato pagamento delle ferie, le spese processuali e gli interessi maturati, la “sconfitta” costerà alle casse capannoresi una somma considerevole, che molti già considerano “buttata” rispetto a un possibile uso virtuoso nei confronti della comunità.

Uno dei primi ad aver dato il proprio parere è l’immancabile consigliere comunale del gruppo misto Bruno Zappia, che attraverso una breve nota, ha criticato pesantemente l’amministrazione per essersi abbarbicata su una causa persa in partenza, e aver perso denaro pubblico che avrebbe potuto essere utilizzato per la manutenzione ordinaria del comune.

 

“Con questa uscita sui giornali, intendo informare i cittadini che il comune, ancora una volta, nel 2019 ha deciso di intraprendere una causa contro una sua dirigente pur sapendo di perdere. L'oggetto della causa è relativo al mancato pagamento di settanta giorni di ferie che l'ex dipendente richiedeva e che il comune non voleva restituire. La giudice – afferma Zappia – ha pienamente accolto le motivazioni della ricorrente, e ora il comune ha approvato il finanziamento della somma (con la delibera consiliare numero 95 del 14 dicembre 2022) pari a 16mila 380 euro, comprensiva di spese legali e interesse maturati. Il comune si trova a risarcire la sua ex dipendente con i soldi dei cittadini di Capannori. Si poteva evitare tutto questo? Sì, l'amministrazione avrebbe in primis potuto evitare l'accumulo di tante ferie, ma soprattutto poteva evitare di intraprendere la strada della causa, considerando le spese aggiuntive che tutto ciò ha comportato non solo in termini economici ma anche in termini di immagini dell'ente, che ha malamente perso senza possibilità di appello. Gli uffici dovevano conoscere compiti e rischi, e anche lo stesso legale di cui si è avvalso l'ente non poteva non sapere come stavano giuridicamente le cose per il suo cliente. I soldi che il comune deve risarcire alla dottoressa ex dirigente del comune derivano dalle tasche dei cittadini, i quali, oltre a rimetterci economicamente, ci rimettono anche in termini di benessere, perché quei soldi potevano essere destinati al rifacimento dei marciapiedi, al taglio dell'erba e a tutti quei problemi che evidenzio nei miei articoli contro l'amministrazione”.

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