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Giovedì 9 Luglio 2026

Scritto da Redazione
Politica
13 Marzo 2021

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“Mai come adesso con una pandemia che non molla ancora la sua morsa ma anche con i vaccini che finalmente fanno intravedere la luce in fondo al tunnel, Lucca ha bisogno di cambiare marcia mettendo in campo progetti concreti di sviluppo. Progetti che devono passare per la tanto attesa riqualificazione dell’ex Manifattura, ma anche per il nuovo terminal bus alla stazione”.

E’ Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile area lucchese Daniele Benvenuti ed il responsabile centro storico Massimiliano Giambastiani, a chiedere alla politica cittadina una forte accelerazione per quanto riguarda alcuni progetti “storici” che debbono passare dalla carta ai fatti. “Sull’ex Manifattura crediamo che sia il momento di mettere un punto sul lungo dibattito – spiegano ancora Benvenuti e Giambastiani - che rischia di diventare sterile allungando solo i tempi. Sul tavolo c’è il progetto Fondazione Crl – Coima, l’unico in grado di sostenere uno sforzo economico impensabile per un ente pubblico. L’alternativa è lasciare nel più completo degrado uno spicchio importante della città. In questa fase delicata siamo pronti a svolgere il nostro ruolo di associazione di categoria, chiedendo però un coinvolgimento più attivo”.

Secondo Confesercenti Toscana Nord la politica “deve vigilare sulla destinazione finale della riqualificazione mettendo precisi paletti. Non è giusto che si firma un assegno in bianco al privato, ma non è altrettanto giusto allungare all’infinito i tempi – insistono i due rappresentanti di Confesercenti Toscana Nordi -. Bisogna partire dal fatto che lo stato dell’ex Manifattura adesso non è più tollerabile. Avanti quindi con il progetto mettendo però punti fermi come la realizzazione di parcheggi funzionali all’accesso al centro storico e stop categorico all’insediamento della grande distribuzione sotto ogni sua forma come già previsto a Lucca”.

Ma secondo Benvenuti e Giambastiani l’ex Manifattura non è la sola partita che il Comune deve giocare. “C’è ad esempio la questione del terminal bus alla stazione, ormai vitale per liberare piazzale Verdi – concludono -. Uno progetto che deve andare avanti in maniera spedita dopo la richiesta di fondi al governo e per il quale il Comune deve mettere in campo il massimo impegno per non perdere nemmeno un euro. Piazzale Verdi, liberato come capolinea dei bus, che a quel punto sarebbe in grado di ospitare stalli di sosta senza però rinunciare ad essere anche fermata per il servizio pubblico”.

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