Negli ultimi quattro anni il senso di insicurezza degli italiani è peggiorato sempre più. Ma se in Italia e a Lucca le cittadine e i cittadini si sentono sempre più insicuri la responsabilità è solo e unicamente della destra, che governa ovunque producendo zero risultati. Eppure, non si sprecano gli articoli contro fatti di cronaca violenta e degrado, lanciati proprio da politici di destra, senza mai fare autocritica. Ma in questi anni di costante peggioramento, a gestire le istituzioni c’erano sempre loro, quindi sono gli unici responsabili politicamente. Questo vale a livello nazionale come anche a Lucca, dove la delega comunale alla sicurezza è alla Lega, partito campione di propaganda su questi temi. Ma ai discorsi non sono seguiti i fatti. Ci sarebbe poi da ridere se non fosse tragico, di fronte l’ultimo indignato post di alcuni giorni fa sul canale social di Difendere Lucca, lista civica estrema destra: condividendo un video su alcuni vandali nel morianese, ha rilanciato l’ennesimo slogan vuoto, “remigrazione”.
Il carovita, l’economia che non cresce e non dà opportunità ai giovani, la sanità costantemente tagliata, e l’impossibilità per le coppie di avere i mezzi economici di crescere figli. Tutti problemi su cui la destra non fa niente, perché preferisce la scorciatoia: trovare nuovi temi con cui distrarre gli italiani, come la remigrazione. Una parola nuova per coprire gli errori dagli ultimi quattro anni, che non porterà a niente. Hanno dato un nome nuovo ai cosiddetti rimpatri, provvedimento contro singoli individui stranieri che commettono reati e vengono rimandati al Paese d’origine. La “remigrazione di massa” questa destra non la farà mai (per fortuna), anche perché il governo Meloni, ha approvato un decreto flussi che in tre anni regolarizzerà mezzo milione di ingressi di persone straniere. Quindi serviva una nuova parolina nel disperato tentativo di coprire il fallimento totale dei centri di espulsione in Albania voluti dai Fratelli d’Italia, altra costruzione propagandistica, pagata dagli italiani.
Dei partiti al governo purtroppo non si salva nessuno, non c’è differenza ideologica né esistono “moderati”. Ne sono esempio le posizioni di Forza Italia, che sposa tutte le battaglie più radicali. E addirittura ha cominciato a perdere pezzi verso il partito Futuro Nazionale di Vannacci (come l’adesione di Giovanni Minniti a Lucca), la scissione a “da destra” che, probabilmente, alza i toni in vista di un accordo per le prossime elezioni.



