Anno XI 
Sabato 25 Luglio 2026

Scritto da loreno bertolacci
Bruxelles
17 Settembre 2024

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A poco più di 2 mila 400 chilometri dal fronte europeo “l’ultima spiaggia”, lo scenario dipinto dal generale Roberto Vannacci, europarlamentare eletto con oltre mezzo milione di voti, esperto militare con un curriculum invidiabile. Nel suo primo discorso da europarlamentare a Bruxelles l'autore del libro Il mondo al contrario si scaglia contro le irrazionali e non ponderate decisioni degli altrettanto inesperti parlamentari europei in materia militare, dalle strategie belliche all'utilizzo delle armi moderne incluse quelle termonucleari.

Un esperto in materia, lo ribadiamo e ci smentiscano i soloni della politica, che fermamente rifiuta di proseguire in una politica che ci sta portando sull'orlo del baratro. Un’ultima spiaggia per questo mondo al contrario che ragiona alla rovescia per avere risultati contrari al comune volere delle masse. Ma se un generale di divisione dice di rivedere certe decisioni, perché non ascoltarlo? Se il tono del suo discorso risulta così concitato e forte, possibile che non si voglia capire la gravità della situazione nella quale ci stiamo cacciando? In uno dei momenti più bui della storia dal dopoguerra, dagli anni della guerra fredda si consigliano gli stati a continuare in una politica belligerante senza pensare a un tavolo di trattative con la Russia? Politica giusta, forse, in un primo momento. Invasione da condannare senza se e senza, ma che, però, a questo punto e alla luce dei risultati ottenuti, richiede una profonda riflessione.

Niente male davvero il discorso di esordio di Roberto Vannacci a Bruxelles e il cui video pubblichiamo oltre al testo trascritto: Alla fine della tragedia della seconda guerra mondiale i sei paesi fondatori di cui l’Italia faceva parte disegnarono questa Unione Europea fondandola su dei principi tesi a garantirci una pace prospera e duratura.

Continua Vannacci attaccando le decisioni di una guerra ad oltranza che non porteranno a nessun risultato, ma solo ad aggravare una situazione di stallo che va avanti da più di due anni, situazione che si potrebbe trasformare in un baratro termonucleare. Il nostro rappresentante italiano in Europa attacca senza se e senza ma le sciagurate decisioni prese fino ad ora, spiegando proprio a Dombrowski che queste decisioni debbono velocemente cambiare.

Prosegue Vannacci: In quella direzione, ad Est, a circa 2 mila 400 chilometri da questo parlamento lei ci promette una guerra ad oltranza per cercare una vittoria che non arriva. Ma visto che la vittoria non arriva fa delle pressioni continue a uno stato come l’Italia che ha deciso giustamente di cedere le proprie armi per garantire la legittima difesa di uno stato aggredito ma che non vuole che le stesse armi si trasformino in uno strumento che ci potrebbe portare al baratro di una distruzione termonucleare.

Con l’enfasi e la capacità degna di un parlamentare navigato con tanti anni di permanenza sugli scranni europei, Vannacci ha continuato attaccando un sistema sbagliato: quello dei due pesi e due misure che viene applicato in due guerre diverse, quella in corso in Ucraina e quella in Medio Oriente. In Medio Oriente vola Borrel chiedendo un immediato cessate il fuoco tra Israele e Gaza. Nell’altra guerra, quella alle porte di casa, ci promette guerra ad oltranza per una vittoria insperata quanto difficile. Prosegue Vannacci: Cosa fa l’alto rappresentante Borrell, vola in Medio Oriente chiedendo un cessate il fuoco immediato. Da una parte chiede la pace senza condizioni, dall’altro ci promette guerra con missili, granate e droni. E critica e condanna il presidente Orban, unico rappresentante Europeo che cerca una soluzione negoziale del conflitto.

Orban, tanto criticato, è l’unico rappresentante europeo che cerca una soluzione negoziale del conflitto e plaude in questi giorni, giustamente, al cancelliere tedesco Scholz che altrettanto giustamente vuole che la Russia partecipi a una conferenza di pace. Due anni e mezzo di guerra che non hanno portato ad alcun risultato tangibile pesando in maniera terrificante sulla popolazione ucraina e con conseguenze economiche e sociali che tutti i cittadini europei dovranno pagare.

Un discorso di esordio forte quello del generale che lascia sconcertati e preoccupati proprio perché viene da un “addetto ai lavori” che chiede la fine delle ostilità in Europa come in Medio Oriente. Tacciano i cannoni dice Vannacci, ritorniamo a un tavolo negoziale di pace prima che sia troppo tardi. E se lo dice lui c’è da riflettere, non credete?

Salvare l’Unione Europea ed i valori su cui si fonda, questo è il messaggio di Vannacci al continente, valori che sembra siano stati dimenticati da chi si riempie la bocca di Europa ma rema al contrario dei suoi valori fondanti. Che diranno ora i “fenomeni” politici del momento sul primo discorso in Europa di Vannacci? Staremo a vedere, ci sembra ben articolato e argomentato, con una logica disarmante appunto, ma, soprattutto, identitario, anche nella forma espositiva della lingua, un italiano ipercorretto. Al contrario delle critiche dei letterati esperti sul suo libro, che lo trovavano pieno di errori, refusi e chi più ne ha più ne metta.

Un buon esordio in Europa quello del generale, una buona “incursione al contrario” in un parlamento, quello europeo, che sta navigando a vista tra gli scogli senza scorgere un approdo sicuro.

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