Anno XI 
Sabato 25 Luglio 2026

Scritto da francesco pellati
Politica
04 Agosto 2024

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Caro Direttore,

suvvia, dare del mafioso a Pardini è come dare a te del gay iscritto all’ARCI.

Di più, se Pardini è un mafioso perché un suo assessore ha partecipato ad una kermesse lecita (e senza i danni a terzi che provocano i Centri Sociali) durante la quale il latitante Palmeri si è fatto vivo per telefono da località ignota, tu saresti a maggior ragione un terrorista avendo avuto contatti plurimi con alcuni eversori rossi (per documentare il tuo bel libro sulla vicenda Feltrinelli, sulle Brigate Rosse e su Potere Operaio).

Per molto meno, tu - insieme a tanti altri uomini e donne non “allineati” - hai dovuto grattarti più di una rogna giudiziaria per un aggettivo che andava a colpire le sacre membra degli indignati quotidiani: “le parole sono pietre”, scriveva Carlo Levi, ma alcuni ritengono di avere la licenza di tirarle, gli altri il dovere di prenderle senza fiatare.

Ricordo per inciso le pietrate verbali accompagnate dalle sassate vere, e comunque entrambe “democratiche”, prese a Massa, a Viareggio, a Firenze, a Livorno quando andavo a proporre alla gente il progetto dell’allora Lega Nord: mai sentita una parola di solidarietà da parte dell’orchestra di sinistra. Forse non lo sapevo ma ero anch’io un pericoloso neofascista che attentava alla democrazia italiana.

Il comunicato del Pd lucchese è il rancio del giorno che passa la caserma della signorina Schlein, Sinistra no ci aggiunge la chiamata a raccolta di “tutte le componenti democratiche, repubblicane, antifasciste affinché si pongano a presidio invalicabile contro ogni rigurgito fascista e in difesa dell’onorabilità della città di Lucca”.

Boom!

Tu, cittadino di Lucca, ti ritieni disonorato da Pardini, dalla sua giunta, dal centrodestra che amministra?

Ti ritieni in pericolo imminente di essere privato della tua libertà perché colonne di neofascisti stanno per marciare su Lucca ma anche su Roma?

Quanti sono i lucchesi che si sentono disonorati e in pericolo?

L’allarme perviene anche da Bologna per la evidenza che “le radici di quell'attentato oggi figurano a pieno titolo nella destra di governo”, come dice Paolo Bolognesi, presidente della (apartitica!) Associazione dei parenti delle vittime della Strage di Bologna, regolarmente iscritto ed ex deputato Pd, nella triste commemorazione di ieri della tragedia bolognese.

Grande cinismo: l’utilizzo politico delle vittime, le parole in libertà dei compagni che non sono censurabili perché “moniti” a difesa della democrazia in pericolo.

Tutto fa brodo pur di mettere alla porta Pardini a Lucca, Toti in Liguria, la Meloni e gli alleati a Roma, soprattutto quando i cittadini ti hanno mandato a casa con i loro voti: fa parte della ”spallata” di cui vaneggiano i partiti della sinistra, gli spaesati grillini e tutto il potentissimo coro dei loro corifei.

I pifferi di un pezzo della sinistra lucchese, nel loro piccolo, suonano in sintonia.

A me suonano come abitudini verbali che denunciano la impunita attitudine all’uso violento della parola, a storpiare la realtà, diluirla in narrazioni oniriche, evocare fantasmi e timori che permettono di evitare la dura fatica del quotidiano, il governo delle cose e non le fantasie di gente che pare disorientata, invidiosa dei risultati ottenuti dagli avversari: anziché impegnarsi in progetti più virtuosi e più credibili, è più facile l’assalto ideologico, l’allarme siam fascisti, l’incubo ideologico notturno che diventa programma diurno.

Forse non è casuale che la parte più consapevole (e quindi più temibile per Pardini e alleati) della sinistra lucchese si sia finora tenuta alla larga, con un silenzio forse eloquente, da queste scampagnate ideologiche un po’ comiche nella forma, certo pretestuose e sterili nella sostanza.

Come scrivi tu oggi: che Pardini e la sua giunta ci mettano impegno a ricivilizzare il Bronx di Lucca, preda delle “risorse” boldriniane e che la sinistra dia una mano a risanare un pezzo di città invivibile, altro che comodamente denunciare complotti che non esistono ed esilaranti accuse di mafia.

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