Anno XI 
Martedì 8 Settembre 2026

Scritto da Redazione
Politica
26 Ottobre 2025

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​Il Presidente di Toscana 2030, Domenico Capezzoli, interviene  sull'arresto per estorsione di Giuseppe Vitaglione,  "mediatore" e figura legata alla gestione societaria della Lucchese 1905, a un sodalizio camorristico. ​"La notizia dell'arresto e i dettagli emersi sul presunto coinvolgimento di Vitaglione, già legato a vicende di acquisizione e gestione del club rossonero, gettano un'ombra inaccettabile sull'integrità sportiva e sulla reputazione della città di Lucca," dichiara il Presidente Capezzoli.​L'uomo è ritenuto contiguo al Clan D'Alessandro, storica e potente organizzazione camorristica originaria di Castellammare di Stabia (Napoli). L'episodio conferma la preoccupante e insidiosa strategia dei clan di proiettare la propria influenza criminale anche in regioni con economie floride come la Toscana, infiltrandosi in settori chiave come quello sportivo e imprenditoriale. L'attenzione si concentra in particolare sul ruolo che Vitaglione avrebbe ricoperto all'interno del club e sul periodo in cui la Lucchese passava dalla galassia del Gruppo Bulgarella alla nuova proprietà, periodo in cui si sarebbe inserito come "mediatore" e gestore di fatto.

Toscana 2030 chiede un intervento immediato e trasparente:

  1. ​La società Lucchese 1905, le autorità sportive e le istituzioni locali devono assicurare piena e immediata collaborazione con la Procura Distrettuale Antimafia (DDA) di Salerno e con tutte le Forze dell'Ordine.
  2. ​È fondamentale fare luce su tutti i passaggi di proprietà e sulle figure che hanno ricoperto ruoli gestionali e decisionali nel club, verificando l'assoluta estraneità della società e dei suoi attuali vertici a qualsiasi infiltrazione o condizionamento criminale, specie da parte di sodalizi come il Clan D'Alessandro.
  3. ​Lo sport, e in particolare una squadra storica come la Lucchese, è patrimonio della comunità. È imperativo proteggere la passione dei tifosi e l'immagine della squadra da qualsiasi ombra di illegalità.

​"Il calcio toscano non può e non deve essere un veicolo di riciclaggio o di affari sporchi. Lucca merita uno sport pulito e trasparente. Ci aspettiamo risposte immediate e azioni concrete per isolare e rimuovere ogni elemento che possa anche solo lontanamente richiamare logiche criminali all'interno della società calcistica," conclude il Presidente Capezzoli.

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