Non è in atto alcuna procedura di sfratto nei confronti del Museo del Risorgimento. Al contrario, la Provincia di Lucca sta lavorando affinché il Museo possa avere adeguata valorizzazione e visibilità, data l'importanza che esso ricopre, sia da un punto di vista culturale, sia da quello più prettamente storico, grazie ai cimeli che vi sono esposti.
Questa è la ragione per la quale, dopo attenta valutazione, il presidente della Provincia, Marcello Pierucci, ha ritenuto opportuno, nel corso degli ultimi mesi, avviare un'interlocuzione con il Comune di Lucca per valutare una possibile diversa collocazione del museo, in uno spazio che ne garantisca dignità e soprattutto maggior fruibilità di quella che Palazzo Ducale ha potuto, suo malgrado, assicurare negli ultimi anni.
Facendo un passo indietro, quando nacque l'idea di creare una struttura museale dedicata al Risorgimento, nel 2011, la situazione dell'ente provinciale era completamente diversa da quella attuale. Come noto, infatti, la legge Delrio ha ridotto pesantemente sia le funzioni, sia la capacità finanziaria dell'ente.
Nel caso particolare, ha tolto all'ente la possibilità di effettuare promozione culturale e turistica: in forza di quella competenza, infatti, fino al 2014 la Provincia di Lucca erogava annualmente oltre 2 milioni di euro all'anno per contributi in ambito culturale. Nel concreto questo significava, ad esempio, poter dare un rimborso spese ai volontari che tenevano aperto il Museo del Risorgimento. Tali risorse oggi sono azzerate e, per giunta, continuano ad essere carenti anche nell'ambito delle funzioni fondamentali, tra cui l'edilizia scolastica e le strade provinciali a cui, comprensibilmente, vengono destinati prioritariamente i fondi disponibili.
Per questo la Provincia, lungi dal disinteressarsi del Museo del Risorgimento, sta attivamente cercando strade alternative che permettano di raggiungere i medesimi obiettivi che ci si era posti quando il Museo era stato pensato e realizzato.
Questo il senso del dialogo, tuttora in corso, con il Comune di Lucca, al fine di rendere il Museo fruibile per i visitatori e valorizzarlo al meglio.
Si precisa infine che, anche laddove questa ipotesi andasse in porto, i cimeli conservati nella struttura saranno ceduti solo in comodato d'uso e resteranno di proprietà dell'ente di Palazzo Ducale; allo stesso modo la Provincia intende essere sempre parte attiva nella programmazione e realizzazione di tutte quelle iniziative culturali e storiche che potranno nascere attorno al Museo.
Infine, sottolineando ancora una volta che non si tratta di alcuno 'sfratto' nei confronti del Museo, preme evidenziare che questo resterà nei locali di Palazzo Ducale, finché non sarà individuata e realizzata un nuova sede idonea che lo valorizzi al meglio, aspetto primario per il presidente Pierucci e per tutto l'ente di Palazzo Ducale.



