Anno XI 
Domenica 25 Ottobre 2026

Scritto da Claudio Pardini Cattani
Politica
07 Settembre 2026

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Riaprire il fosso coperto di Corso Garibaldi non significa guardare nostalgicamente al passato. Significa recuperare un'infrastruttura storica e darle una funzione nuova: contribuire alla costruzione della città capace di affrontare il clima del futuro.

Riportiamo l'acqua dove è stata nascosta, gli alberi dove sono stati eliminati, il suolo permeabile dove abbiamo steso asfalto e pietra.

Costruiamo una rete di infrastrutture verdi e blu, partendo dal Pubblico Condotto e attraversando piazze, Manifattura, Mura e spalti, per arrivare ai quartieri.

Non qualche albero in più, ma un'infrastruttura climatica.

Non interventi episodici, ma un Piano.

Non soltanto mitigare il caldo: adattare Lucca al clima torrido che sta arrivando.

E in questo progetto la riapertura del fosso di Corso Garibaldi potrebbe diventare l'opera simbolo della rigenerazione climatica di Lucca.

"Dotiamo Lucca di un Piano di adattamento climatico e facciamo della riapertura del fosso il primo progetto dimostrativo della nuova rete verde-blu della città."

Il Piano dovrebbe stabilire obiettivi misurabili: aumento della copertura arborea, riduzione delle superfici impermeabili, metri quadrati di suolo depavimentato ogni anno, distanza massima dei residenti da un'area fresca, continuità dei percorsi ombreggiati, capacità di trattenere le precipitazioni intense e riduzione misurata delle temperature nei luoghi interessati.

Le piazze devono diventare "oasi climatiche"

Dentro le Mura occorrerebbe individuare le aree più calde attraverso una vera mappa dell'isola di calore, sovrapponendo temperatura superficiale, copertura arborea, popolazione residente, presenza di anziani, percorsi pedonali e servizi pubblici.

Da quella mappa dovrebbe discendere la priorità degli interventi.

Piazze e slarghi oggi prevalentemente minerali potrebbero essere progressivamente trasformati attraverso alberi di grande chioma, superfici permeabili, fontane e acqua, pergolati vegetali e sedute ombreggiate.

Non necessariamente "giardini" tradizionali, quindi, ma luoghi di frescura pubblici: posti raggiungibili a piedi dove, durante un'ondata di calore, una persona possa trovare condizioni microclimatiche significativamente migliori.

La Manifattura Tabacchi con i suoi grandi cortili potrebbero diventare uno dei principali rifugi climatici del centro storico, con alberature, acqua, superfici permeabili e spazi pubblici.

E poi attraversare le Mura

Le Mura non dovrebbero rappresentare il confine del progetto.

Anzi, Mura e spalti potrebbero diventare il grande anello verde che connette la rete interna con quella esterna.

Dalle sortite potrebbero partire corridoi alberati e ciclabili verso Sant'Anna, San Concordio, San Marco, Arancio, San Filippo e gli altri quartieri.

A quel punto avremmo una struttura urbana leggibile:

rete blu → Serchio, Condotto Pubblico, fossi, canali, raccolta delle acque meteoriche;

rete verde → alberature stradali, parchi, Mura e spalti, giardini, cortili, scuole;

rete della mobilità lenta → percorsi pedonali e ciclabili ombreggiati che collegano queste infrastrutture.

Le tre reti dovrebbero essere progettate insieme.

Non un intervento isolato, il fosso dovrebbe diventare la spina dorsale di una rete climatica della città murata.

Si potrebbero collegare idealmente e fisicamente:

Via del Fosso → Corso Garibaldi → Manifattura Tabacchi → piazze → cortili pubblici → Mura → spalti → sortite → quartieri esterni.

In questo modo il verde smetterebbe di essere considerato soprattutto come ornamento e diventerebbe una vera infrastruttura urbana, al pari di strade, acquedotti e fognature.

Corso Garibaldi come progetto pilota

Immaginiamo Corso Garibaldi non semplicemente con il fosso riaperto, ma trasformato in un vero corridoio climatico urbano.

Il canale potrebbe tornare parzialmente a cielo aperto, mantenendo naturalmente gli attraversamenti necessari. Ai suoi lati si potrebbe rafforzare il filare alberato esistente, aumentare la superficie permeabile, introdurre vegetazione di sottobosco, sedute all'ombra, piccole aree di sosta e sistemi di raccolta delle acque meteoriche.

Acqua + alberi + ombra + evapotraspirazione + riduzione delle superfici minerali significa intervenire sulle cause fisiche che amplificano il surriscaldamento urbano.

E avrebbe un valore culturale straordinario: un'opera di adattamento climatico del XXI secolo realizzata recuperando un'infrastruttura idraulica del XIV secolo.

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