“L'edizione 2026 del Lucca Summer Festival si avvia ormai alla conclusione: proprio questo è il momento giusto per aprire una riflessione seria e condivisa, capace di trasformare le criticità emerse in un'occasione di miglioramento. Le richieste di correttivi avanzate da commercianti, residenti, associazioni non possono essere ignorate o rinviate alla prossima estate: devono diventare fin da ora il punto di partenza per ripensare il rapporto tra il festival e la città. Questa riflessione è ancora più urgente perché tra poche settimane inizieranno i lavori preparatori per un altro grande appuntamento che coinvolge profondamente Lucca: Lucca Comics & Games”. Così esordisce Lucca è un grande noi.
"Quando si parla di trovare un accordo tra organizzatori e commercianti, colpisce che venga sistematicamente dimenticato un terzo protagonista: i cittadini. Il primo interlocutore del comune non può essere un promoter o una categoria economica, ma la sua comunità- commenta Ilaria Vietina, capogruppo- Non è il Lucca Summer Festival a essere in discussione, ma le scelte dell'amministrazione e le condizioni con cui viene gestito”.
“Il bene comune nasce dalla capacità delle istituzioni di rappresentare tutti gli interessi legittimi, senza lasciare che uno prevalga sugli altri- è la conclusione- Lucca continuerà ad accogliere grandi eventi, perché da decenni fanno parte della sua identità culturale e della sua capacità di dialogare con il mondo. Ma proprio per questo non può rinunciare alla propria identità di città viva, abitata e partecipata. La sfida che ci attende è proprio questa: dimostrare che è possibile coniugare attrattività internazionale e qualità della vita, interesse economico e bene comune. Perché una città che ascolta i propri cittadini è una città più forte. E una politica che sa mediare non indebolisce i grandi eventi: li rende più giusti, più condivisi e, proprio per questo, più solidi nel tempo. Questa sfida Lucca è un grande noi è pronta a vincerla”.



