Anno XI 
Martedì 15 Settembre 2026

Scritto da Francesca Ricci
Politica
15 Settembre 2026

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Link al video completo: https://youtu.be/CxR06k8ujNU?si=yLHRER8vtSIJHmlo

Nel settimo appuntamento del canale YouTube “In Voce Veritas” il racconto dell’incontro dell’11 settembre: sovranità, pace, lavoro, caro energia e rappresentanza politica al centro di una serata partecipata

Una serata per tornare a parlare di politica

A Santa Croce sull’Arno, venerdì 11 settembre, la politica ha provato per qualche ora a togliersi la giacca delle grandi occasioni e a tornare fra le persone. Niente comizi gridati per convincere chi era già convinto, niente sfilate di slogan buoni per una storia sui social e destinati a evaporare il mattino successivo. Al centro dell’incontro c’era Marco Rizzo e, soprattutto, una serie di questioni molto concrete e scottanti: il costo dell’energia, il lavoro, la sovranità nazionale, la neutralità dell’Italia e una legge elettorale sempre più lontana dai cittadini.

La serata, ospitata nel comune pisano, è diventata il cuore del settimo appuntamento di In Voce Veritas, il canale condotto da Mariella Bonacci. Un’occasione per ascoltare Rizzo, ma anche per raccogliere le impressioni di chi lo segue, di chi proviene da esperienze politiche differenti e di chi, più semplicemente, era arrivato per capire.

Perché la politica, quando funziona, dovrebbe servire proprio a questo: non soltanto a confermare le proprie certezze, ma anche a mettere qualche dubbio dove prima sembrava esserci soltanto una barricata.

Andrea Romiti: «Il cambiamento è già cominciato»

A fare gli onori di casa, almeno sul piano politico, è stato Andrea Romiti, coordinatore regionale di Italia Domani - Marco Rizzo. Alla domanda di Bonacci sul successo dell’iniziativa, Romiti ha preferito evitare le celebrazioni premature. Se successo è stato, ha spiegato, il merito va innanzitutto ai contenuti portati avanti da Marco Rizzo, alla sua esperienza e alla capacità di esprimere posizioni nette senza trasformare ogni frase in una rissa da talk show.

Una qualità non proprio scontata, in un tempo nel quale alzare la voce viene spesso scambiato per avere ragione e l’insulto, purché pronunciato davanti a una telecamera, rischia di sembrare una raffinata strategia politica.

Secondo Romiti, anche un paese poco avvezzo al cambiamento può abbracciarlo. Del resto, la storia ha un brutto vizio: non chiede il permesso prima di rimescolare le carte. Il punto politico, nella sua lettura, non sarebbe più la tradizionale contrapposizione fra destra e sinistra, ma quella fra cittadini ed élite economico-finanziarie. Uno scontro fra chi subisce le decisioni e chi possiede gli strumenti per determinarle.

Carolina Pantani: sovranità e neutralità per l’Italia

Proprio il superamento dei vecchi recinti politici ha avvicinato a Rizzo persone provenienti da percorsi molto diversi dal suo. Carolina Pantani, volto storico di Italia Domani e con un passato nel centrodestra, ha raccontato di averlo seguito a lungo con interesse, senza fermarsi all’etichetta di partito.

Per Pantani, quello costruito attorno a Rizzo è un progetto destinato a giocare una partita lunga. La parola centrale è “sovranità”, intesa come possibilità per un Paese di decidere sul lavoro, sulla sanità e sulle proprie scelte internazionali. Accanto a questa, un altro tema particolarmente sentito: la neutralità dell’Italia.

«Amici di tutti, nemici di nessuno», ha sintetizzato Pantani, chiarendo che neutralità non significa rinunciare alla difesa nazionale. Nella sua visione, l’esercito dovrebbe essere rafforzato per proteggere il territorio e intervenire nelle emergenze, non per partecipare a guerre lontane.

La pace al centro del confronto

Il tema della pace ha attraversato buona parte dell’incontro. Rizzo ha ricordato di aver presentato una proposta di legge di iniziativa popolare sulla neutralità italiana e ha invitato i cittadini a informarsi e a firmarla attraverso lo SPID. Ha inoltre richiamato la proposta di inserire nella Costituzione la tutela dell’uso del contante.

La posizione è stata espressa con una formula semplice: «Europa sì, Unione Europea no». Rizzo non rifiuta l’identità europea, ma contesta l’attuale costruzione politica ed economica dell’Unione, accusata di aver compresso la capacità decisionale degli Stati e di non aver difeso adeguatamente i lavoratori, soprattutto quelli attivi nel settore primario.

Euro e Mercosur: le contraddizioni della politica

Nel confronto con il giovane Francesco Simoni si è parlato anche dell’euro, del potere d’acquisto degli stipendi e del Mercosur. Secondo Rizzo, gli effetti del trattato rischierebbero di ricadere soprattutto sull’agricoltura italiana e sulla qualità dei prodotti accessibili alle famiglie. La sua critica non ha risparmiato chi protesta a Bruxelles contro decisioni sostenute, direttamente o indirettamente, dai governi di cui fa parte.

In altre parole: manifestare è certamente più fotogenico che far cadere un governo, ma qualche volta la coerenza richiede gesti meno comodi e molte meno fotografie.

Cristiana Donati e il tempo che manca alle donne

Uno dei momenti più interessanti del servizio è stato dedicato alle donne in politica. Cristiana Donati, forte di una lunga esperienza di militanza, ha parlato senza ricorrere alle formule preconfezionate che spesso rendono innocuo anche il tema più serio.

Il primo avversario delle donne, ha osservato, è il tempo. Fare politica richiede energia, presenza e disponibilità, mentre sulle donne continua a pesare una parte rilevante delle responsabilità familiari. Il secondo ostacolo è un ambiente ancora prevalentemente maschile. Ma c’è anche una difficoltà più scomoda da ammettere: le donne, in politica, non sempre riescono a fare squadra fra loro.

Donati si è detta contraria alle quote rosa, sostenendo che la capacità debba restare il criterio determinante. Bonacci ha però, sollevato, una questione decisiva: il merito può davvero emergere liberamente quando le condizioni di partenza non sono uguali? Una domanda rimasta aperta.

Il caro energia arriva nelle case e nelle imprese

Nell’intervista conclusiva, Bonacci ha portato la discussione sui problemi che incidono direttamente sulla vita quotidiana: il caro carburante, i costi energetici e le difficoltà dell’autotrasporto.

Rizzo ha collegato l’aumento delle bollette alle scelte geopolitiche compiute dall’Italia e dall’Europa, ricordando il passaggio dal gas russo a forniture più costose, ma ha chiamato in causa anche i profitti delle grandi società energetiche, sostenendo la necessità di chiedere loro un contributo maggiore per alleggerire il peso sopportato dalle famiglie e dalle piccole imprese.

Sugli autotrasportatori ha annunciato la creazione di un dipartimento specifico all’interno del proprio movimento. Il trasporto su gomma, ha ricordato, continua a essere essenziale per il sistema produttivo italiano. Si può discutere — e si deve — di ferrovie e trasporto marittimo, ma alla fine, come ha osservato con un’immagine particolarmente efficace, «la carretta la tirano gli autotrasportatori».

Difficile dargli torto: ogni tanto la politica scopre la logistica soltanto quando gli scaffali iniziano a svuotarsi. Fino al giorno prima, invece, camion, magazzini e conducenti sembrano appartenere a una misteriosa dimensione parallela.

Se arretra la politica, avanza la finanza

Il confronto è poi approdato alla crisi della rappresentanza. Mariella Bonacci ha contestato l’idea, ormai molto diffusa, secondo cui ridurre il numero dei politici significhi automaticamente ridurre gli sprechi e migliorare le istituzioni. Il leader di Italia Domani ha riconosciuto la responsabilità di una classe politica troppo spesso ripiegata sui propri interessi, ma ha anche messo in guardia dal vuoto lasciato dalla politica: quando questa arretra, ha affermato, a occupare lo spazio sono la grande finanza e i grandi interessi economici.

La soluzione, dunque, non sarebbe cancellare la politica, ma restituirle dignità e forza, riportando l’economia sotto il controllo delle decisioni democratiche.

Legge elettorale: due parole e nessuna diplomazia

Decisamente poco diplomatico il giudizio sulla riforma elettorale: «Fa schifo». Due parole, nessuna nota a piè di pagina. Secondo Rizzo, i collegi plurinominali e i capilista bloccati continuerebbero a garantire alle segreterie dei partiti il potere di scegliere gli eletti, lasciando ai cittadini una possibilità di decisione molto più limitata di quanto sembri.

Ha, tuttavia, rivolto una critica anche agli elettori, spesso poco interessati ai meccanismi delle leggi elettorali, nonostante siano proprio quei meccanismi a stabilire chi entrerà nelle istituzioni e a chi dovrà rispondere. Perché lamentarsi dei politici è diventato quasi uno sport nazionale; capire come vengano selezionati, invece, continua ad avere molti meno tifosi.

Il successo di una domanda che resta aperta

Le interviste ad alcuni cittadini presenti hanno restituito il clima della serata: entusiasmo, condivisione e apprezzamento per la lucidità e il buon senso attribuiti a Rizzo. Al di là delle singole appartenenze, l’impressione è che molte persone cerchino una politica capace di parlare dei problemi quotidiani senza trattarle come pubblico pagante di uno spettacolo permanente.

L’incontro di Santa Croce sull’Arno non ha, naturalmente, risolto in una sera il caro energia, la crisi della rappresentanza o le tensioni internazionali. Sarebbe stato chiedere troppo anche alla serata meglio organizzata della storia repubblicana. Ha però rimesso al centro alcune parole che la politica pronuncia spesso e pratica un po’ meno: ascolto, sovranità, responsabilità.

Il successo evocato all’inizio da Andrea Romiti, al di là delle valutazioni politiche, può essere letto anche nella partecipazione del pubblico e nel confronto nato attorno ai temi affrontati.

L’incontro non ha offerto risposte definitive — e difficilmente avrebbe potuto farlo — ma ha contribuito a riportare al centro questioni che riguardano da vicino cittadini, famiglie e imprese. Il giudizio sulle proposte di Rizzo resta, naturalmente, affidato a chi le ha ascoltate.

Link al video completo: https://youtu.be/CxR06k8ujNU?si=yLHRER8vtSIJHmlo

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