Anno XI 
Venerdì 24 Luglio 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
16 Agosto 2025

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Ho atteso qualche giorno per dire la mia sul recente, luttuoso episodio, che ha avuto per protagonisti 4 minori rom che hanno falciato la 71enne Cecilia De Astis, con l’auto appena rubata e da poco saccheggiata.
Puntualizziamo alcuni capisaldi.
Per le testate giornalistiche cui è cara l’accoglienza indiscriminata voluta da parte del consorzio PD-AVS-M5S-PaP (Potere al Popolo), pare non fosse il caso di specificare in titoli e testi l’etnia di provenienza dei responsabili. Era invece fondamentale sottolineare che indossassero virginali T-shirt, ov’erano effigiati i simpatici Pokemon, un modo come un altro per far transitare la simpatia dal personaggio a chi lo indossa. Altrettanto fondamentale qualificarli come “bimbi”, e magari aggiungerci su – in nome del volersi addossare tutte le colpe del mondo da parte di una pericolosa frangia dell’occidente – che non era responsabilità dei genitori del “Poker d’Assi” se nessuno aveva spiegato loro che i figli vanno mandati a scuola.
Rubando un’espressione al francesino Macro[sic]on, che non è proprio il mio ideale, trovo che questo modo d’affrontare il problema sia “vomitevole”.
Non so nulla della povera signora Cecilia, ma magari anche lei aveva dei nipotini, dei bimbi, da accudire, per sostenere nuora o figlia. E ora questi bimbi son senza nonna, toh! Ma non fa testo.
Nessuno ha insegnato ai genitori rom dei quattro rommini, che i figli vanno mandati a scuola, facciamo finta pure che questa colossale e ipocrita baggianata sia sostenibile … ma quei genitori sanno benissimo che non s’insegna ai figli a rubare bagagli da auto e, ove trovate le chiavi, l’auto. Lo sanno dato che ogni tanto li ospitano le patrie galere.
L’ospitalità è sacra, ce lo ha insegnato la cultura greca classica, quella che con la strisciante islamizzazione verrà mandata al macero, ma se l’ospite si comportava male erano guai, mi par di rammentare. Menelao, quando l’ospite Paride gli soffiò la moglie Elena, scatenò una guerra, coinvolgendo gli Achei tutti, e distrusse Troia. La città non Elena.
Siam popolo di migranti, e come altri analoghe stirpi abbiamo contribuito col lavoro a creare nuove nazioni. Ogni popolo ha in genere accolto a braccia aperte – magari a volte anche un po’ sfruttandolo – colui che veniva da lontano per lavorare e integrarsi.
Quello che però mi riesce duro da digerire e difficile da comprendere è perché – ovvero in base a quale principio – si debba continuare ad ospitare chi non solo non offre alcun contributo al progresso e alla crescita del paese ospitante, ma diventa pure dannoso e pericoloso.
L’unico che riesco ad intravedere è il masochismo. Non è che ci manchino delinquenti, sfaccendati, spacciatori e diseredati nostrani: mi pare che non ci si faccia mancar nulla.
E allora, purtroppo, non vedo molte soluzioni pratiche per questa situazione, che vede le statistiche dei reati condannare senz’appello gl’immigrati irregolari come responsabili dei reati violenti. Statistiche che non sono molto favorevoli manco ai nomadi – rom, sinti o quel che vi pare – cui non riusciamo proprio a spiegare che si lavora e si va a scuola, ma riescono a spiegarsi benissimo con la loro parte più debole, come donne e bimbi, insegnando loro a rubare e rapinare.
Son consapevole che il quadro normativo parli chiaro, e che buttarli fuori – ove utile alla vita sociale italiana – sia oggi difficile. Ma le leggi esistono anche per essere modificate e adattate all’evoluzione (e involuzione) della società. Per cui non posso che auspicare un intervento normativo che renda possibile, meglio ancora obbligatorio, rispedire al paese d’origine i baby criminali e le loro famiglie. Almeno, visto che solo a delinquere e a rubare sanno educarli, se li goda e soffra la loro terra, ove sicuramente vi sono mezzi punitivi e coercitivi tali da raddrizzare a tutti loro la schiena.
Al tempo stesso, mi chiedo se sia corretto che una testata ometta elementi fattuali importanti per far capire al lettore un evento, ponendolo in grado di elaborare dei propri ragionamenti. E mi rispondo pure: è corretto, visto che si deve trasformare il pubblico in una massa di decerebrati privi di capacità critica.
A questo punto però, se un giornale deve solo servire a questo o quel partito di riferimento, smettiamola coi contributi all’editoria, e sopravvivano quelle testate che riescono a acquisire una quota di lettori sufficiente.  

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