Lui, il sindaco, sostiene di non essere ancora saltato sul carro di quello che, a quanto pare, è il vincitore politico attuale. Im media, al contrario, lo danno già per tesserato, ma lui, ancora più preciso, spiega di non avere assolutamente la tessera in tasca. Vero o falso che sia, è evidente che già per il fatto di ammettere di aver avuto contatti con Fratelli d'Italia ai livelli più alti, il sindaco ha già tradito i suoi elettori. E' un po' come quando una donna o un uomo rifiutano di accettare l'appellativo di fedifraga/o perché, a loro dire, non avrebbero consumato l'amplesso, ma sono stati per un lungo periodo impegnati nel... farsi accettare e apprezzare. Il tradimento c'è stato, la tresca pure, la malizia anche. Che Pardini sia stato e sia anche adesso una buon sindaco e una brava persona non ci sono dubbi. Forse un po' troppo attento ai sondaggi, agli umori, a quello che gli giunge all'orecchio da non si sa bene chi, ma ciò non toglie che fino ad oggi sia saldamente al comando. Il problema, però, è un altro ed è la sorte che il movimento civico da lui fondato, Lucca 2032, avrà qualora il suo fondatore salti in sella alla fiamma tricolore. Pardini dice che non cambierà nulla, della serie sarà sempre lui a muovere la creatura come se ne fosse ancora al comando e tutti quelli che ne faranno parte saranno dei pulcini capaci, soprattutto, di dire si. Eppure se Lucca 2032 aveva avuto un merito era stato proprio quello di avere al vertice un giovane che aveva messo con coraggio se stesso al centro della disputa e, alla fine e nonostante i dinieghi dei partiti, aveva vinto. Abbandonare tutto e finire in una struttura di partito dove la libertà è spesso un eufemismo e il compromesso la regola, non ci pare uno scambio alla pari. Tutti sanno che così come stanno le cose Pardini vincerebbe a mani basse. Perché, quindi, cambiare casacca? Semplice, per ambizione. Se la vittoria è certa, dopo altri cinque anni, infatti, Pardini cosa andrebbe a fare? Si metterebbe in ginocchio e implorerebbe un incarico? Ora, invece, è Fratelli d'Italia che ha bisogno di lui visto che in tutta la Toscana non ne chiappa una nemmeno a pagarla. Però, c'è sempre un però ed è una domanda che chi ha votato per Pardini di Lucca 2032 si dovrebbe porre: ma perché dovrei ancora votare Pardini se ha cambiato partito? Per aiutarlo nella sua ambizione? E 'sti cazzi! Sono affari suoi. Se il sindaco vuole il mio voto un'altra volta, mi deve dimostrare che nulla è cambiato in lui e per lui. Molti, troppi, usano il civismo come cavallo di Troia per aggirare ostacoli apparentemente insormontabili se affrontati a cavallo di un partito tradizionale. Noi, ad esempio, i partiti tradizionali li prenderemmo tutti a calci nel fondoschiena per la loro incapacità di essere quel che avevano promesso di diventare e, soprattutto, di fare. Il civismo, a regola, dovrebbe prendere il sopravvento e regalare una robusta iniezione di fiducia e di sincerità alla politica. Quindi, qualora Pardini dovesse abbracciare Fratelli d'Italia, egli non sarà più il nostro candidato preferito, in particolare perché non ha mantenuto l'impegno assunto cinque anni fa. Con questa sinistra vincerebbe anche il Labrador che abbiamo in casa di nome Leone, bello, strepitoso, volitivo, arrembante ed irruento. E piuttosto che votare un Mario Pardini candidato con tessera di Fratelli d'Italia, sceglieremmo proprio lui, l'amico a quattro zampe. Di sicuro non gli passerà mai per la testa di cambiare padrone per ambizione.



