Anno XI 
Lunedì 16 Marzo 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Giampiero Della Nina
Rubriche
25 Aprile 2022

Visite: 2036

Il 25 aprile non è soltanto la Festa della Liberazione, ma anche quella di San Marco Evangelista. Nell’intera Lucchesia, San Marco era il giorno dedicato alla benedizione delle uova dei bachi da seta. Le donne partecipavano alla processione tenendo in seno una piccola tasca di tela contenente le uova ed attendevano, attraverso la benedizione del prete, l’intercessione del santo, che avrebbe dovuto assicurare un prospero raccolto.

Le uova così incubate si dischiudevano dopo alcuni giorni, dando alla luce il baco che veniva posto su appositi cannicci nel piano più alto delle case contadine. Dopo circa trenta giorni i bachi iniziavano a tessere il bozzolo che avrebbe dato il prezioso filo.

L'attività di allevamento del baco da seta, diffusissima nelle nostre campagne, che dette vita alla produzione di questo prezioso tessuto, facendo la fortuna di Lucca, per diversi secoli dopo il Mille, è durata fin quasi alla metà del secolo scorso. Impegnava, per poco più d’un mese, quasi tutti i membri della famiglia, specialmente i ragazzi che dovevano alimentare i bachi con una notevole quantità di foglie di gelso.

Questa coltura era estremamente delicata, sensibile alle variazioni climatiche, ma quando tutto andava per il verso giusto, il corrispettivo conseguito dalla vendita dei bozzoli, assicurava alla famiglia quel po’ di denaro contante che sarebbe servito per togliersi quelle soddisfazioni difficilmente appagabili con il lavoro ordinario dei campi.

I modi di dire originati dall’allevamento dei bachi da seta.

La pratica dell’allevamento del baco da seta ha lasciato un segno indelebile anche nelle nostre espressioni dialettali, come, “essere una faloppa” o “pagare a bozzoli”.

Faloppa” era il baco che non riusciva a completare il guscio di seta, e così veniva chiamata la persona che mostrava scarso interesse per il proprio lavoro.

Pagare a bozzoli”, era un modo di pagamento molto aleatorio perché dipendente dalla raccolta dei bozzoli, che raramente andava a buon fine.

A Villa Basilica si va per trovare il damo e non per perderlo.

La festa di San Marco che, come oggi, si celebrava a Villa Basilica richiamava in particolare le ragazze giovani e meno giovani, alla ricerca del compagno ideale con cui legarsi per la vita, mentre era decisamente sconsigliata a chi il fidanzato lo aveva già. C’era infatti la credenza che “quelle che vanno alla festa di S. Marco, se non hanno il damo, lo trovano, e quelle che lo hanno, lo perdono”.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Fare Viareggio esprime grande soddisfazione per l’accettazione di Marialina Marcucci di essere la loro candidata a sindaco di…

Ancora una volta un mezzo pesante ha buttato giù le sbarre del passaggio a livello ferroviario in via…

Spazio disponibilie

Delegato dall’UNIDEL per le comunicazioni alla stampa delle attività dell’Associazione, riporto di seguito le conferenze dei prossimi giorni.

 Lezione speciale per Uni3 di Borgo a Mozzano: martedì 17 marzo, alle 15.30 nella Sala delle Feste, il…

Spazio disponibilie

Prosegue domenica 15 marzo alle ore 17, al Teatro Vittoria Manzoni di Massarosa, la rassegna “Tutti a Teatro!”,…

“Grande soddisfazione per un gesto di pace”: con queste parole Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e di Lucca esaltano…

Per il ciclo “I Lunedì della Cultura”, promosso dall’associazione “Amici di Enrico Pea”, il 16 marzo, alle ore…

Spazio disponibilie

I nidi d'infanzia di Pietrasanta aprono le porte per "farsi conoscere" dalle famiglie in vista del prossimo anno…

Venerdì 13 marzo, alle ore 21, all’Auditorium “Vincenzo Da Massa Carrara” di Porcari va in scena “Parvaneh”, spettacolo…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie