aldo
   Anno XI 
Sabato 15 Agosto 2026
scrittore
scrittore2
aldo1
scrittore1
scrittore3
scrittore4
scrittore5
storia
storia2
Spazio disponibilie
storia1

Scritto da Luciano Luciani
StoricaMente
12 Febbraio 2026

Visite: 638

Proviamo a immaginare l’Italia all’indomani del compimento del suo processo di unificazione nazionale: gli anni Sessanta del XIX secolo. Negli uomini migliori del nostro Risorgimento cresceva la consapevolezza dell’affollarsi e dell’incalzare di una serie di problemi ai quali, forse, nella passione della lotta per l’unità e l’indipendenza, non si era sempre dato il dovuto peso. L’Italia materiale, concreta, quale a poco a poco si va dispiegando agli occhi ancora stupiti degli Italiani, è un Paese povero, a volte poverissimo, talora miserabile, ignorante, arretrato... Alcuni dati: l’analfabetismo sfiora l’80% della popolazione con punte del 95% in alcune aree meridionali. Mancano le infrastrutture: strade precarie malsicure, scarse ferrovie, modestissimo il sistema portuale, ampie le zone paludose nel meridione, nel centro Italia (le maremme), nel nord a ridosso del delta del Po. Diffusissima la malaria e le malattie della fame come la pellagra. L’Italia assomiglia più alla Spagna, alla Turchia, al nord-Africa che alla Francia o all’Inghilterra

Limitatissimo lo sviluppo industriale e solo in alcune ristrette aree settentrionali. Ancora fragili e precari i confini a nordorientali, a sud il fenomeno diffuso del brigantaggio. Ostile al nuovo Stato, figlio del Risorgimento, la Chiesa, le masse cattoliche e in genere il mondo contadino. La rivoluzione politica che si era faticosamente realizzata non aveva saputo trasformarsi in rivoluzione sociale: i rapporti di proprietà erano rimasti immutati anche perché nessuno dei padri della patria, a parte alcuni rarissimi spiriti illuminati, si era mai proposto di cambiarli.

Un senso di delusione, di frustrazione percorre l’opinione pubblica e la battuta di Massimo D’Azeglio secondo la quale “L’Italia è fatta, ora bisogna fare gli Italiani” si propone in tutta la sua drammatica urgenza. Acuto, diffuso, lo scontento, il disinganno che tocca e coinvolge i settori e le categorie della società da sempre attenti e sensibili alle questioni dei tempi nuovi: i giovani e gli intellettuali. Questi spesso trasferiscono sulla pagina scritta, nel teatro, nella musica, nelle arti figurative l’impazienza e l’insoddisfazione per un Paese sì unito, ma nel segno della mediocrità e della banalità di un quotidiano che sembra aver perso di vista i grandi ideali dei padri e dei fratelli maggiori. Uno stato d’animo generalizzato, segnatamente a Milano e Torino, le città più europee del Paese nuovo che si affacciava alla storia. Artisti, letterati, giornalisti non costituiscono un gruppo organizzato, non hanno un programma comune, né un organo di stampa. Rappresentano, invece, una sensibilità diffusa, il sentimento di una generazione che si sente, non per sua responsabilità, ai margini della società. Sono gli Scapigliati. Inventore del termine, che connota tale movimento, il milanese Cletto Arrighi (1830-1906), pseudonimo di Carlo Righetti, autore del farraginoso romanzo La scapigliatura e il 6 febbraio, 1862, che, secondo alcuni volge in italiano un termine del vernacolo milanese scapùsc, scapestrato, dissoluto, per altri, invece, traduce la parola francese bohemiens: ovvero abitanti della Boemia. Zingari, che vivono senza regole, senza orari, in maniera disordinata e precaria, dilapidando disordinatamente la propria esistenza. Quale la loro poetica? L’anticonformismo sempre e comunque. Un atteggiamento di ribellione alle norme borghesi; il rifiuto del romanticismo patriottico e sentimentale, la sperimentazione di nuove forme che investono la letteratura, la musica, le arti figurative; la ricerca, a volte esasperata, del nuovo, dal macabro allo scandaloso. I loro modelli? Baudelaire, Edgar Allan Poe, Hoffman, Victor Hugo, Honore de Balzac… I loro nomi? Giuseppe Rovani (1818 - 1874), considerato il maestro della corrente, giornalista e combattente nel ’48-’49, collaboratore di Mazzini e Pisacane, autore di Cento anni, romanzo storico a forte contenuto democratico; Emilio Praga (1839 - 1875), pittore e poeta; Arrigo Boito (1842- 1918), poeta e musicista, librettista di Verdi per l’Otello e il Falstaff; il romanziere Iginio Ugo Tarchetti (1839-1869), eccentrico, bizzarro polemista nei confronti di istituzioni e convenzioni autore con Una nobile follia del primo romanzo antimilitarista della nostra letteratura, Salvatore Farina (1846–1918), giornalista e narratore delle mediocri aspettative e delle complicazioni morali e intellettuali della piccola borghesia di fine secolo; Camillo Boito (1836– 1914), architetto e scrittore, celebre per la sua novella Senso da cui, con lo stesso titolo, per la regia di Luchino Visconti è stato tratto uno dei capolavori assoluti della cinematografia italiana del secondo dopoguerra… Momento importante della cultura italiana dell’Ottocento, la Scapigliatura e i suoi protagonisti preparano l’irruzione nella nostra letteratura di temi, problematiche e modalità espressive che saranno propri del Decadentismo europeo già in gestazione a Parigi.

Pin It
mise11
mise12
mise14
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Si è concluso con un momento di condivisione insieme ai bambini e alle loro famiglie il ciclo…

Con domenica 30 agosto termina la celebrazione della messa nella chiesa di San Martino in Vignale: “Siamo prossimi…

Un’amica, ieri, mi aveva informato che stavano smontando i vecchi pannelli dell’illuminazione nel sottopasso Borgo Giannotti/Porta Santa Maria.

 Arriveranno entro il 31 agosto le bollette TARIC relative ai mesi gennaio-aprile 2026: la calendarizzazione, infatti, è stata…

“Per la massima diffusione ai cittadini di Viareggio Massarosa e Camaiore si comunica che a partire dal…

Una vita cambiata per sempre da un incontro con la sofferenza degli animali. È quella di Sara Turetta, attivista internazionale…

Entra nel vivo della seconda metà di agosto la settima edizione di Bicinema, la rassegna di cinema sotto…

Dalla radio alla televisione, fino alle piazze e agli eventi dal vivo: una carriera attraversata dall’ironia, dalla musica…

Ci sono canzoni che non hanno bisogno di essere presentate: basta ascoltarne le prime note perché riaffiorino…

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sarà ospite del Caffè della Versiliana venerdì 14 agosto, alle…

RICERCA NEL SITO