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Scritto da Redazione
Cultura
06 Luglio 2026

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Napoleone ed Elisa: i più recenti studi sulle confessioni dell'Imperatore a Sant'Elena, il film perso e ritrovato e le nuove scoperte dall'archivio di Mimì Pecci Blunt sono i temi del tradizionale appuntamento "Tre serate con Napoleone", edizione 2026, che quest'anno tornano nel complesso di San Micheletto, nell'auditorium Da Massa Carrara. 

Sono fissati per lunedì 24, martedì 25 e mercoledì 26 agosto 2026, a ingresso libero gli incontri estivi con le nuove scoperte in ambito di storia napoleonica e del periodo elisiano a Lucca, scaturite dalla rilettura di testimonianze sugli ultimi giorni dell'Imperatore a Sant'Elena e sui recenti ritrovamenti nell'archivio Archivio "Grönberg - Villa Reale di Marlia". 

A presentarli alla stampa a Palazzo Orsetti Mia Pisano, assessore alla cultura del Comune di Lucca, Beatrice Milianti, componente del CDA della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Roberta Martinelli, presidente dell'associazione "Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana", Simonetta Giurlani Pardini, relatrice delle serate. 

Tutte le novità sono da ricondurre al progetto "Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa", ideato da Roberta Martinelli e realizzato, come questa iniziativa nata nel 2007, con il sostegno Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Le Serate Napoleoniche 2026 sono realizzate con il contributo del Comune di Lucca nell'ambito del calendario "Vivi Lucca 2026" e grazie alla collaborazione del Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, di Villa Reale di Marlia de Le Souvenir Napoléonien, associazione internazionale di cui Martinelli è corrispondente per la Toscana occidentale. 

L'apertura è quest'anno affidata a Peter Hicks, docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, Chevalier de l'Ordre national du Mérite, ospite fisso di questa iniziativa che conta 19 edizioni, e che insieme all'attore Marco Brinzi parla delle confessioni di Napoleone a Sant'Elena riguardo alle donne... che hanno fatto l'impero; l'iniziativa prosegue con una serata dedicata alla mostra su  Mimì Pecci Blunt con Simonetta Giurlani Pardini; si conclude con Pier Dario Marzi e un film perso e ritrovato: "Campo di maggio".

Il programma

Il senso di Napoleone per le donne. Josephine, Maria Luisa e le altre. Una serata tra storia e letture, quella che apre le serate di quest'anno lunedì 24 agosto 2026, alle 21,30. Il professor Hicks ha infatti raccolto le testimonianze fatte da vari personaggi (il generale Gaspard Gourgaud durante le sue visite, ma anche Charles-Eloi Vial e Mme Durand), sui ricordi di Napoleone negli ultimi giorni della sua vita, in esilio a Sant'Elena. L'Imperatore ripercorre la sua vita dal periodo rivoluzionario, ad amici e nemici e soprattutto sulle donne della sua vita e del suo impero. Le confessioni riguardano l'amata Joséphine, Maria Luisa e soprattuto le "Dames de Cour". L'incontro presenta l'esito di recenti ricerche su nuovi testi tratti da Gourgaud che hanno aggiunto dettagli, sfumature e prove circostanziali a sostegno di legami affettivi precedentemente considerati con scetticismo. Ecco così il modo di conoscere un Napoleone inedito, pronto a consultare il genio femminile due ore al giorno.

A dar voce ai vari testimoni che hanno raccolto le confessioni dell'imperatore caduto, ci sarà Marco Brinzi, attore, già direttore artistico del Festival Teatrale Orizzonti di Chiusi (Siena), in tv sulla Rai ("Tutto può succedere", "Don Matteo", "Mare Fuori"), al cinema con "Una questione privata", ultimo film dei Fratelli Taviani, "Il testimone invisibile" e "Confusi e felici", nel 2025 con "Elisa", in concorso all'ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, quest'anno in tournée nei principali teatri italiani con "Lisistrata".

 

Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una Villa. Martedì 25 agosto 2026 alle 21,30Simonetta Giurlani Pardini, autrice delle ricerche e del testo della mostra attualmente in corso nel Complesso di San Micheletto, a cura di Roberta Martinelli, parla delle scoperte emerse dalla raccolta di documenti lasciata da Mimì Pecci Blunt nella Palazzina dell'Orologio di Villa Reale di Marlia, oggi Archivio "Grönberg - Villa Reale di Marlia" dopo l'acquisto dei nuovi proprietari ed oggetto di studio e valorizzazione.

L'archivio ha fatto recentemente emergere i periodi non conosciuti della vita di Mimì Pecci: la sua infanzia, lo stretto legame con i genitori che si evidenzia con le lettere che Mimì scrive a loro dal Collegio dell'Annunziata a Roma dove entra a 4 anni. Importantissima, per lo sviluppo della personalità di Mimì, la presenza affettuosa del prozio, papa Leone XIII, che l'ha introdotta nel mondo dell'arte e delle nuove tecnologie, in particolare alla fotografia. Dall'archivio sono emersi anche i ricordi dei suoi primi incontri con Cecil Blunt e con tutto il mondo napoleonico che poi sarà presente al suo matrimonio. Mimì, appassionata ricercatrice storica, si dedicherà a Elisa Bonaparte dal 1923, quando acquista la Villa, fino agli ultimi anni della sua vita.

 

Campo di maggio, la pellicola ritrovata: Napoleone, la propaganda, il potere politico del cinema.

Gli incontri si concludono mercoledì 20 agosto 2025 alle 21,30: è affidata a Pier Dario Marzi, docente esperto della settima arte e vicepresidente del Cineforum Cinit 25,17, la serata di chiusura degli appuntamenti.

"Campo di maggio", realizzato nel 1935 da un autore di regime come Gioacchino Forzano, è un film dalla straordinaria e duplice importanza storica: da una parte come film che, con larghezza di mezzi, ricostruisce un evento storico del passato (la fuga di Napoleone dall'Elba e il suo impossibile sogno di ritrovare la gloria perduta), dall'altra, come documento di un'epoca, quella fascista, di cui il film diventa manifesto programmatico ma anche ambiguo perché, nella sua persistente analogia e sovrapposizione tra le figure di Napoleone e Mussolini finisce comunque per raccontare la parabola declinante e perdente di un uomo del destino. Riportato recentemente alla luce, dopo anni di oblio, grazie ad un paziente restauro della cineteca di Bologna, il film sarà oggetto di riscoperta nei suoi aspetti storici e cinematografici e offrirà l'opportunità di parlare del cinema di regime e del suo potere politico e propagandistico.

 

Ingresso libero.

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