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Scritto da francesca sargenti
Cultura
22 Luglio 2024

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Un tuffo nel passato è quello che ieri mattina è avvenuto a Palazzo Guinigi con “Scrivere (fa)bene”, il laboratorio tenuto da Lorenzo Pancioni inserito nel calendario degli eventi di LuBiCa - Lucca Biennale Cartasia, dedicato alla scoperta della creatività e dell’emozione che può dare la bella grafia e come possa anche migliorare tanti aspetti della nostra vita, dall’apprendimento, alla gestione dell’ansia dallo sviluppo delle competenze cognitive e cerebrali al miglioramento delle capacità di memorizzazione.

LuBiCa 2024, arrivata alla sua ventesima edizione, ruota intorno al tema generale “Qui ed Ora: Domani”, una duplice indagine relativa alla creatività della mente umana, alla sua applicazione nel presente e allo sviluppo futuro.

Lorenzo Pancioni, giornalista, copywriter e appassionato di calligrafia, è riuscito ad appassionare tutti i presenti, in poche ore, alla scrittura calligrafia detta “cancelleresca”, una scrittura quattro-cinquecentesca talvolta più conosciuta con il nome Italico o Italica, tra le più leggibili, decorative e affascinanti tra le scritture moderne. Fu formalizzata da Ludovico Vicentino degli Arrighi nel suo apposito manuale del 1522 e, ancora prima, resa in carattere tipografico da Francesco Griffo, rimase comune per parecchio tempo nel secolo scorso e tornata in auge come uno dei modelli preferiti dagli appassionati dell’arte calligrafica.

Gesti, come quelli di tenere in mano una penna o una matita, per scrivere a mano, oggi nell’epoca della tecnologia digitale dominata da tastiere e touchscreen, continuano a convivere, ma quale sarà il loro futuro?

Aver trascorso alcune ore con matita, fogli di carta a “esercitarsi” in quest’arte complessa ci conferma come sia un’arte che richiede indubbiamente pazienza, ma anche molta passione. Scrivere a mano non si esaurisce nel gesto, significa imparare il tratteggio delle lettere corsive minuscoli senza alzare la mano dal foglio, entrare in gioco elementi quali il ritmo e armonia, memorizzare i segni e la loro riproduzione con un grosso sforzo a livello di manualità. Un’attività con molti i benefici cognitivi, come testimoniano tanti studi sul tema, ma che possiamo apprezzare anche per la sua bellezza estetica, per essere una forma di meditazione e di espressione creativa.

Un’arte di ieri che in molte culture conserva un valore storico e culturale significativo, legando le generazioni passate a quelle future, e il nostro auspicio per il futuro è che la calligrafia e la scrittura digitale trovino un equilibrio che le valorizzi entrambe. Nel frattempo non perdiamoci i prossimi laboratori di scrittura organizzati.

Per info  su LuBiCa: www.luccabiennalecartasia.com

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