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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
11 Luglio 2024

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"È preoccupante la situazione che si registra nei cantieri edili e nei capannoni industriali sprovvisti di aria condizionata, l'ondata di caldo che sta attraversando l'Italia, mette a grave rischio i lavoratori. Come sindacato - sottolinea il segretario di Filca Cisl, Lorenzo Sichei - siamo al loro fianco, in modo da trovare le giuste soluzioni per lavorare in sicurezza. Quando la temperatura atmosferica gira intorno al 35 gradi e un tasso di umidità alto che fa aumentare ancora di più la temperatura percepita, è possibile ricorrere alla cassa integrazione, dobbiamo registrare però che sono poche le imprese che utilizzano questa precauzione".
"Il rischio cosiddetto colpo di calore, deve essere considerato dalle imprese già nel Dvr (documento valutazioni rischi) - evidenzia il referente Cisl dei lavoratori nel comparto edile -  il problema è che quando andiamo nei cantieri, è difficile trovare certe precauzioni: acqua fresca potabile a disposizione dei lavoratori, aree ombreggiate, sali minerali, c'è anche la necessità di fermarsi per circa quindici minuti ogni ora di lavoro. Occorre in questi casi molta responsabilità da parte di chi fa impresa, in quanto ha il dovere di tutelare, nelle varie fasi di lavoro, la salute e sicurezza dei propri dipendenti". "Allora ci domandiamo come mai, in fase preventiva non si prende in considerazione, con la dovuta importanza, tale rischio? Ci facciamo trovare impreparati, ma ormai lo sappiamo, è già da qualche anno che nel periodo estivo si ripresentano tali problematiche. Pensiamo quindi - continua Sichei -  che sia utile, oltre a mettere in atto tutte le precauzioni già dette, prendere in seria considerazione una rivisitazione dell'orario di lavoro per tali periodi, È possibile rimodulare l'orario di lavoro Iniziando a lavorare la mattina presto e finire a mezza giornata infatti, il periodo più pericoloso è il pomeriggio, dopo avere assunto il pranzo, quando l'afa si fa ancora più pesante e la stanchezza del lavoratori incombe. Siamo a sollecitare maggiori controlli da parte dei servizi ispettivi, soprattutto nei cantieri dove il rischio colpo di calore, è veramente alto per coloro che lavorano sui tetti o nelle strade".
"Stiamo contando troppi infortuni sul lavoro e veramente tanti sono quelli letali, dire basta non serve se non viene messa in campo una vera e propria campagna di prevenzione- sottolinea il portavoce Filca Cisl - . Il problema della sicurezza sul lavoro si risolve solamente se aumentiamo la cultura del lavoro: lavorare in condizioni precarie, con rapporti di lavoro fra il nero e i grigio, la mancata formazione, porta conseguentemente a lavorare in situazione di alto rischio'.

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