Torna il Verzura: Sigfrido Ranucci apre la ventesima edizione
Scritto da Redazione
Garfagnana
13 Giugno 2026
Visite: 59
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Manca un anno o poco più alle elezioni amministrative per il rinnovo della carica di sindaco a Lucca.
La stagione 2026 segna un nuovo capitolo per Augustus Hotel & Resort, un omaggio alla sua storia e,…
Prosegue l’attività di prevenzione e contrasto alla criminalità da parte dei carabinieri del comando provinciale di Lucca. In questo…
Una partecipata e sentita inaugurazione oggi pomeriggio presso gli impianti sportivi di Villa Ada a Bagni di Lucca. Emozioni e ricordi nel 50° anniversario con la mostra fotografica a cura di Sergio Garbati. Da domattina alle 9 piscine comunali aperte a tutti
Entra nel vivo la lunga estate cinematografica, con i block-buster in sala ai cinema Moderno e Centrale, il programma estivo a EstatecinemA, sotto le stelle, e le promozioni che iniziano lunedì 15 giugno
Domenica 14 giugno alle 19 ci sarà gara tre, l'ultima della serie, quella che farà calare il…
Manca poco all'avvio della ventesima edizione degli Incontri al Teatro di Verzura. Ad inaugurare l'estate borghigiana sarà Sigfrido…
L’ASD Luccatriathlon, storica società lucchese che raccoglie atleti ed atlete della nostra città e della nostra provincia che…
Esiste una categoria dello spirito, prima ancora che sociale, che il perbenismo nostrano – quello cresciuto a pane, cartellino e frustrazione – fatica a digerire. È la figura del "fancazzista". Un insulto preconfezionato, scagliato solitamente da chi confonde l'efficienza con la schiavitù e il successo con il logorio. Nel vocabolario del mediocre, il fancazzista è colui che dispone del proprio tempo. Se scrivi, se pensi, se crei i tuoi spazi, se decidi di abbandonare i binari morti di un sistema che ti vuole incasellato per produrre la tua quota di rumore online e indipendente, allora diventi sospetto. Diventi un privilegiato da punire, o meglio, da svalutare. La verità è che per fare i "fancazzisti" a questo livello ci vuole un coraggio che la maggioranza delle persone non può nemmeno concepire. Ci vuole il coraggio di osare, di saltare nel vuoto, di tagliare i ponti con le certezze rassicuranti dello stipendio fisso per costruirsi una libertà su misura. La libertà di alzarsi al mattino e decidere a cosa dare valore. La libertà di essere presente per chi ami, di tendere la mano a chi ha bisogno, di godersi un martedì di sole al mare mentre il resto del mondo timbra una vita in fotocopia. Ed è qui che scatta l'invidia. Un'invidia strisciante, meschina, che spesso si annida proprio nelle pieghe delle relazioni più vicine. Chi non possiede nulla se non un padrone che gli dice cosa fare, chi ha bisogno di un binario rigido per non perdersi, non può tollerare la fluidità di chi invece padrone è solo di se stesso. Non potendo raggiungere quella libertà, il mediocre tenta di degradarla. Accetta i frutti di quel tempo libero – la generosità, l'aiuto concreto, la condivisione del benessere –, ma poi sputa nel piatto definendolo ozio...
"Elvio Cecchini si è dimesso... ma non troppo. Il leader di Azione di Lucca nella…