Anno XI 
Sabato 14 Marzo 2026

Scritto da Redazione
Politica
20 Luglio 2025

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Sono passati dieci mesi dall’ultima processione di Santa Croce, nel settembre 2024, quando un gruppo di “patrioti” si è introdotto non autorizzato nel corteo ostentando vessilli e atteggiamenti paramilitari. “Un atto che ha offeso la solennità di un momento sacro per la città, profanando un rito che unisce fede e identità civica- torna adesso a denunciare Ilaria Vietina, capogruppo in consiglio comunale di Lucca è un grande noi-Da novembre 2024 giace dimenticata nei cassetti del comune una mia interrogazione al sindaco: nessuna spiegazione, nessuna assunzione di responsabilità, nessuna parola dal sindaco e i suoi assessori e collaboratori. Un silenzio assordante che pesa ogni giorno di più, mentre la città si avvicina alla prossima edizione della Luminara di Santa Croce con più dubbi che certezze”.
“Chi garantirà che non si ripeta lo stesso scempio? Chi controllerà che la processione non venga nuovamente strumentalizzata per fini ideologici o propagandistici? I responsabili del comitato comunale saranno gli stessi della passata edizione?- si domanda Vietina- A oggi, in vista della prossima processione, non sappiamo se c'è un piano per evitare il ripetersi di simili episodi, nessuna voce ufficiale si è levata per garantire il corretto svolgimento e rassicurare cittadini e fedeli. La comunità lucchese merita rispetto, trasparenza, sapere perché e come si è potuto verificare un simile sgradevole episodio. Non basta archiviare l'accaduto come incidente, sperando che la gente dimentichi, quando si tratta di una violenza così forte da aver lasciato una ferita aperta nella coscienza collettiva della città”.
“Come lista Lucca è un grande noi siamo consapevoli di essere un intralcio per chi usa il silenzio nella speranza che l'interesse svanisca o che la cittadinanza dimentichi; ma chiedere chiarezza, controllare il potere, fare domande e pretendere che le istituzioni rendano conto del proprio operato è semplicemente democrazia- è la conclusione- Pretendere risposte non è polemica: è dovere civico. E quando il silenzio delle istituzioni diventa assordante è un segnale grave, che lascia spazio alla sfiducia. Ma Lucca, la sua storia e la sua fede meritano molto di più. È tempo che qualcuno parli, prima che il silenzio dimostri le complicità”.

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