Anno XI 
Giovedì 22 Ottobre 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
21 Ottobre 2026

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I fatti di Milano, e il corretto timore che s’abbiano a ripetere, hanno visto il governo immediatamente porre in essere un decreto che ha molti spunti d’interesse, in parte assolutamente condivisibili. Del resto il proliferare di “cattivi maestri”, che all’esecrazione di maniera fanno seguire il “ma”, preludio di giustificazionismo, richiedeva una reazione.

A Milano, ad esempio, il sindaco Sala invoca a fare “i milanesi”, a “lavurà”, già: per pagare i danni fatti dai maranza. E non ha una parola sull’eventualità di recuperare da essi e dalle loro famiglie le spese.

Alcune osservazioni mi si impongono, quindi.

Corretto prefigurare un reato ad hoc, che condanni la semplice partecipazione a manifestazioni delle quali è prevedibilissimo l’epilogo. Altrimenti a forza di cappucci e mascherine, mai nessuno verrebbe identificato, vanificando ogni reazione. E quando li prendi o l’identifichi che blaterano idiozie davanti a microfono di solerte giornalista, nessun altro reato potrebbe essergli contestato. Diciamo – magari – che sarebbe stato il caso di farlo prima: non è mancata la materia, da Bologna a ASKATAsfacio di Torino.

Si assiste, peraltro, a quella che reputo inutile polemica sulla mancata concessione di poteri di “agente di polizia giudiziaria” al personale dell’Esercito che verrà impiegato a supporto delle FF.P.. Il nostro Codice Penale prevede che l’arresto in flagranza di reato possa essere eseguito anche da un privato cittadino, mentre esiste la possibilità, cui in precedenza si è fatto ricorso, di attribuire al cittadino con le stellette e la mimetica, le prerogative di “agente di pubblica sicurezza”. Per cui – sostanzialmente – il problema ha entità limitata. Più pregnante ritengo invece la mancata modifica della policy dell’Ordine Pubblico. Quella che passa da “Regole d’Ingaggio” che attribuiscano a chi lo dirige sul campo, di dar concretezza a quelli che ne sarebbero gli obbiettivi:

  • salvaguardare l’incolumità delle persone;
  • salvaguardare i beni pubblici e privati;
  • garantire l’ordinato svolgersi della vita civile. Compresi lavoro, possibilità di recarsi da un luogo ad un altro, prendersi un caffè tranquillamente al bar, etc..

Oggi, in seguito ad una pluridecennale inertizzazione delle FF.O. spiegate sul terreno, ciò non avviene. Un reparto che arretra, facendosi distruggere gli automezzi e lasciando spazio a chi avanzando sfascia auto private e vetrine, non sta assolvendo quei tre compiti sinteticamente descritti. E la tendenza ad arretrare non è figlia di paura e spirito imbelle. La politica almeno 20 anni fa ha iniziato a sostenere concetti che si son concretizzati nell’adagio per cui tanto più sei stato bravo a mantenere l’ordine, quanti più uomini hai riportato a casa feriti e quanti meno manifestanti hai spedito a fargli compagnia nei pronto soccorso. E i tre obbiettivi suelencati son spariti dal radar del disegno di manovra. Se un dirigente o un ufficiale – di PdS, CC, GdF e Polizia Locale – sa che questo è il parametro secondo il quale verrà giudicato o potrà “saltare”, si adeguerà per forza. E i risultati (?) li vediamo.

Ultimo aspetto che voglio citare riguarda la materia prima del casino: il maranza e assimilato tale. Dopo che i sociologi così diffusi a sinistra non hanno previsto che la 2^ generazione sarebbe stata pericolosa, consentendo affrettate concessioni di cittadinanza.

Dopo che dei teen-ager hanno iniziato a percorrere la via di “espropri proletari”, saccheggi, violenze indiscriminate, e “se vedo una cosa che mi piace me la prendo anche col coltello”, inutile girarci su. Possiamo modificare l’approccio con quelli che stanno crescendo, ma con gli autori del caos meneghino, ripetibile tranquillamente altrove, la partita non è giocabile.

Occorrono provvedimenti per revocare cittadinanze facili, dilazionare la concessione di quelle future ad accertata fedeltà all’Italia e ai suoi valori, recuperare i danni provocati colpendo gli autori e le loro famiglie, anche attraverso il lavoro forzato in carcere ai condannati. Occorre interrompere sussidi e benefit a chi intende l’Italia come una bella mucca da mungere, e spingerlo ad andarsene, o rispedirlo a casa con l’intero nucleo familiare che non ha educato e tirato su da buon padre di famiglia.

E al solito, a chi dice che abbiamo anche “veri italiani” che delinquono e vandalizzano, replico che quelli ce li dobbiamo tenere. E che comunque se elimini una percentuale di soggetti problematici, defenestrandoli nei rispettivi patri lidi, risparmi un sacco d’inutili – se non per loro – sussidi e benefit, e diminuisci i problemi delle nostre FF.P., la cui “coperta rimarrà perennemente corta”.  

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