Anno XI 
Lunedì 2 Febbraio 2026

Scritto da Redazione
Politica
29 Aprile 2021

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“Al Teatro del Giglio c’è bisogno di cambiare passo. Una richiesta che portiamo avanti da due anni, ma senza risultati. Per questo abbiamo deciso di rivolgerci alla Corte dei conti”: questo il commento del consigliere Fabio Barsanti (Difendere Lucca) dopo la commissione partecipate. Una seduta sollecitata da Barsanti, per fare chiarezza sulla gestione del personale del Teatro.

“Quello che è emerso, ancora una volta, dalla commissione – dichiara in una nota Barsanti - è la poca chiarezza di alcune situazioni. Un problema che va avanti da troppo tempo, tanto che anche il presidente e il direttore del Teatro del Giglio hanno convenuto sulla opportunità di risolvere alcune questioni. Innanzitutto quella di alcuni trattamenti economici, le cui motivazioni e il cui interesse pubblico non è chiaro. Esiste poi un utilizzo di figure precarie assunte come maschere nelle mansioni di amministrazione, e ci sono state assunzioni e comandi a nostro avviso senza criteri selettivi adeguati; si registra, inoltre, un clima complicato con una serie paure di parte del personale”.

“Anche sulla gestione degli ammortizzatori e dei fondi integrativi ci sarebbe parecchio da dire. Molte tra queste cose, anche per ammissione dei vertici del teatro stesso, sono note a tutti, ma nessuno fa niente, né l’amministrazione né il sindacato, per risolvere i problemi alla radice. Apprezziamo l’impegno preso in Commissione dai vertici aziendali a cambiare le cose in futuro, ma riteniamo opportuno  a questo punto inviare un esposto alle autorità preposte per verificare la  correttezza di quanto sta  accadendo e  per far verificare  se ci sia stato un danno erariale oltre ai criteri di gestione e di selezione del personale”.

“A seguito di nostre domande – conclude il consigliere di opposizione - abbiamo appreso dalla amministrazione che sono state avviate le interlocuzioni con alcune realtà importanti del territorio, per far crescere economicamente la capacità del Giglio e con l’occasione per trasformare il Giglio da azienda speciale a fondazione. Il passo è importante, ed è necessario fare tutte le valutazioni del caso;  tuttavia resta fondamentale, a nostro avviso, che la direzione del teatro resti in mano pubblica. Riteniamo necessario favorire il sostegno all’attività culturale del Giglio, ma dobbiamo assolutamente evitare che qualcuno pensi a svenderne la gestione a chi ha le risorse, come si ipotizza per la ex manifattura”

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