Anno XI 
Martedì 20 Gennaio 2026

Scritto da massimiliano bindocci
Politica
19 Marzo 2023

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Per i padri c'è poco da festeggiare, chiedo al sindaco di intervenire dando seguito al progetto panchina azzurra ed emergenza abitativa padri separati. La discriminazione di fatto nei confronti della figura paterna resta vergognosa, i padri sono di fatto e per alcuni versi anche formalmente genitori di serie B. 

Se siamo d'accordo che il fine sia sempre lo stesso: la parità dei diritti, dei doveri e delle condizioni sociali per entrambi i sessi dovremmo avere la coerenza di affrontare questo argomento. Invece c'è nella politica, sopratutto nel centro sinistra, ed anche nel sindacato, un certo imbarazzo, come se fosse un argomento marginale ed irrilevante. Come se per i padri si dovesse accettare la minorità per compensare il fatto vero ed ingiusto del ritardo in molti settori dell'emancipazione femminile e della vergognosa ed ingiustificabile violenza che alcuni uomini esercitano sulle donne. Credo che questi fenomeni gravi vadano risolti ed affrontati senza relegare al ruolo di padre un valore marginale, perché questo comporta un grave danno a per i figli che meritano l'amore ed una bigenitorialità sana.
 
La discriminazione ? Per esempio i congedi familiari per i padri sono in misura inferiore rispetto a quelli per le madri, inoltre la media dei congedi riservati ai padri in Europa è di 8 settimane, ovviamente in Scandinavia i congedi sono di circa 15 settimane in Svezia e 10 in Norvegia, ma in Europa sono sostanzialmente senza decurtazioni economiche, In Italia no, tranne pochi giorni il congedo è al 30%.
Recentemente è stato fato qualche passo avanti, ma resta un  deficit importante che non solo svaluta la figura paterna, ma impedisce anche alle donne una adeguata condizione lavorativa come madri. La parità dei sessi deve essere vista nel suo insieme se vuole essere realmente realizzata.
Il tema poi dei papà separati è una vergogna sotto gli occhi di tutti, la conseguenza di una cultura basata sulla preferenza della madre, entra e spadroneggia anche nei tribunali, che preferiscono sempre e comunque la madre come luogo di crescita dei figli minori (secondo dati istat la casa viene assegnata al padre intorno  20% dei casi, affidamento condiviso circa 85%, ma i figli abitano  con la madre nel 90% dei casi anche se affidamento è condiviso) 
Ma e lo dico anche per esperienza diretta, ovunque, sia dal pediatra che a scuola, la preferenza per la madre è scontata.
La mamma è la mamma, e molto dopo "c'è anche il babbo".
Anche questa è discriminazione; eppure anche noi uomini siamo dotati di sentimenti, di sensibilità che non sono poi così diverse da quelle materne; anche i padri  per i figli sono spesso disposti a tutto. 
Ovviamente ci sono anche padri irresponsabili, ma le regole e le istituzioni devono garantire tutti, senza cadere nei luoghi comuni o nelle generalizzazioni.
Ci sono poi padri che subiscono "violenza"; in alcuni casi, rari, quella fisica; molto più frequentemente quella psicologica fatta di ricatti, false denunce, minacce che fanno leva sui figli per azzerare completamente la responsabilità genitoriale paterna. 
La giustizia? Il settore è pieno di professionisti che ci speculano e questo dimostra che il business del diritto di famiglia e dintorni, spesso non persegue strettamente l'interesse dei minori ma il proprio.
Il padre separato poi - anche laddove sia immune da ogni responsabilità per la fine della famiglia- subisce poi il danno di perdere spesso la casa, di dover prendere un affitto e magari continua a pagare il mutuo della casa della madre, oltre a dover provvedere al mantenimento dei figli, questo fatto relega molti padri con redditi medi alla povertà - secondo dati Caritas la situazione dei padri separati incide per oltre un quarto  tra le nuove povertà - e conduce molti di costoro alla perdita della dignità ed alla disperazione.
Tanto che poi alcuni rinunciano ad esercitare il ruolo di genitore. 
Per non parlare del danno per i figli spesso privati dell'affetto dei padri cui viene impedito di vederli, di frequentarli, di chiamarli, di poter vivere accanto a loro da co-protagonisti e non da semplici finanziatori.
A Lucca nella scorsa consiliatura si votò all'unanimità una delibera per prevedere una serie di abitazioni per l'emergenza abitativa dei padri separati e addirittura una panchina azzurra per simboleggiare la necessità di affrontare  questo tema.
Credo sia opportuno anche fare sportelli appositi negli uffici del sociale per ascoltare ed aiutare i padri, ma anche le madri, in momenti difficili come quelli della separazione. Anche collaborando con le associazioni di settore.
Anche perché chi ne soffre di più, chi è davvero vittima sono i figli. 
Chiedo pubblicamente al sindaco Mario Pardini di affrontare a Lucca il tema dei padri separati con il simbolo della panchina azzurra, ma anche  e sopratutto con la sostanza di un progetto di sostegno alla bigenitorialità, quella sana che mette al centro l'interesse dei figli minori nel rispetto delle figure genitoriali, per quei figli che meritano l'amore di ambedue i genitori.
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