Saremo sinceri e anche spietati. L'ingresso di Roberto Vannacci nella Lega non ci era mai piaciuto, soprattutto, perché la Lega in sé così come gli altri partiti sono incapaci di schierarsi per l'interesse di questo Paese. Abbiamo accompagnato il generale sin dal suo apparire e lo abbiamo sempre sostenuto così come facciamo anche adesso, ma a nostro avviso le sue posizioni sono, appunto, quelle di un incursore che ama l'Italia, non quelle di un partito che si muove senza sapere nemmeno dove andare e che, in questi anni, è passato da un governo all'altro senza alcuna coerenza. Per Vannacci valgono certi valori che non sono quelli dei partiti, sporchi, brutti e anche cattivi. Abbiamo visto come a Bruxelles Vannacci abbia strapazzato più volte la Ursula dimostrando come il buonsenso abbia inevitabilmente precedenza sulle logiche di appartenenza e sul predominio degli organismi sovranazionali. Salvini, furbo, scaltro, politicante oltreché politico, lo ha nominato vicesegretario del partito e non siamo riusciti a comprendere la ragione per cui Vannacci abbia prima accettato per, poi, trovarsi spesso in minoranza. L'affidamento, poi, della gestione delle elezioni in Toscana è stato un errore clamoroso almeno che non si voglia considerare un colpaccio e un successo l'aver blindato il braccio destro Massimiliano Simoni. Per quest'ultimo, sicuramente, sì. Il suo Mondo al contrario non è affatto soddisfatto di queste scelte, anche perché è un mondo che ha amato Vannacci per la sua onestà, la sua indipendenza e la sua autonomia dai partiti. Sicuramente un mondo composto da molti amici ed ex commilitoni, ma anche da gente stanca dell'ipocrisia della politica...