Anno XI 
Giovedì 22 Gennaio 2026

Scritto da eugenio baronti
Politica
09 Dicembre 2022

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Cose “clamorose”, dicono che siano emerse dal consiglio comunale di Lucca del 6 dicembre, convocato sulla grande viabilità o meglio sul famigerato Asse Nord Sud, ma, non essendo nato ieri e avendo ancora una discreta memoria, credo che quanto è avvenuto rientra perfettamente nella consueta recita di inizio mandato di qualsiasi sindaco succedutosi in questi ultimi 30 anni.

Gli annunci istituzionali da parte dei vari Pardini, Baccelli, Menesini, ecc., si inseriscono perfettamente nel solco dell’ordinaria amministrazione, niente di nuovo, continuano nella prassi consolidata che ad ogni inizio mandato amministrativo, ogni nuovo sindaco di Lucca o Capannori, o Presidente di Provincia, recitano a memoria la loro parte secondo il solito copione: il progetto si farà ma va modificato, per mitigarne l’impatto e renderlo più sostenibile.

L’Asse, per fortuna, non è ancora stato realizzato, ma già ci è costato una bella montagna di soldi in continue progettazioni, vado a memoria ma questa nuova modifica annunciata, senza un minimo di vergogna, dovrebbe essere la quinta, senza considerare l’abbattimento, fine anni novanta, dei piloni già realizzati del primo progetto dell’Asse Est Ovest dove adesso c’è la rotatoria per il casello Lucca Est, piloni rimasti in piedi per anni, come vecchi scheletri a testimonianza della stupidità dei nostri amministratori di allora di cui, quelli di oggi, sono degni eredi.

Agli attuali amministratori, ma anche a quelli di prima, non sono bastati 30 anni per capire che è praticamente impossibile creare un progetto ambientalmente sostenibile, non è possibile mitigare il suo impatto devastante, ed è una inutile perdita di tempo e di denaro, continuare a conferire nuovi incarichi ai progettisti di ANAS per ridisegnare progetti.

Adesso si torna ai vecchi tempi, si torna a raso come fu il terzo progetto nel 2005/6 che con le sue 12 rotonde, o giù di lì, sembrava una giostra fatta apposta per ubriacare gli automobilisti, poi, nuove elezioni, cambio di sindaci, nuovo progetto tutto rialzato, poi spostato ora un po' più a destra ora un po' più a sinistra, più in alto, più in basso, di sopra o di sotto alle vie provinciali o alla ferrovia, uno spettacolo indecoroso, avvilente, e non mi dite che questa è la democrazia, perché è semplicemente ignavia, amministratori prigionieri di una cultura novecentesca della mobilità incapaci di immaginare quello che sarà questo paese nel 2035 quando, forse, nella sciagurata ipotesi che fra qualche anno inizino i lavori, potrebbe essere pronto qualche pezzo di nuova grande viabilità. Semplicemente una follia, continuare a perseguire una mobilità tutta centrata sul trasporto individuale privato su gomma.

Scrivono nei loro programmi elettorali che è necessario ed urgente bloccare nuovo consumo di suolo perché ormai abbiamo una Piana martoriata e satura ad elevato rischio idrogeologico, ma, il giorno dopo le elezioni, ripongono i programmi nei cassetti e continuano a cementificare la Piana, dove ormai il livello di antropizzazione del territorio ha superato i livelli di guardia e ci ritroviamo a vivere in una conca satura di asfalto e cemento con una concentrazione di polveri sottili al di sopra di ogni livello di sicurezza e poi, hanno il coraggio di chiederci di non accendere i caminetti per poter rendere l’aria più respirabile.

Adesso abbiamo una Piana completamente a misura dell’automobile dove è sempre più difficile vivere, dove soprattutto i vecchi e i bambini sono tagliati fuori, privati del diritto di muoversi in sicurezza. C’è bisogno di uscire definitivamente dal novecento e costruire la nuova cultura della mobilità delle merci e delle persone per il ventunesimo secolo, questa sarebbe davvero una notizia clamorosa, ma chissà quanti anni ancora dovremo attendere.

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