Anno XI 
Martedì 20 Gennaio 2026

Scritto da Redazione
Politica
16 Febbraio 2023

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Presa di posizione di Forza Italia sulla polemica intercorsa ieri pomeriggio a seguito del convegno organizzato dall'Anpi in San Francesco:

Quanto appreso ieri 15 febbraio sull’evento dell’Anpi di fronte agli studenti, lascia senza parole. Le foibe sono una delle pagine più oscure della nostra storia. Una strage compiuta ai danni di concittadini, per mano di una delle dittature comuniste fra le più sanguinarie del secolo breve. La legge 92 del 30 marzo 2004 - istitutiva della giornata del ricordo- ha consentito dopo anni di mistificazioni, di ottenere un riconoscimento a questa tragedia, un momento dove ricordare questo tragico passaggio che è parte della nostra storia nazionale e che per una corretta memoria è doveroso condannare senza giustificativi di parte. L’evento di ieri ha visto la partecipazione di Eric Gobetti, uno presunto storico molto contestato per le sue posizioni pro Tito e negazioniste verso questa tragedia. In base alle considerazioni fino ad ora fatte invitiamo l’Anpi ad essere obiettivo e di buon senso. Altrimenti, dando voce a chi nega, revisiona, sminuisce genocidi, rischia di emulare coloro i quali dice di combattere, dai tempi della sua fondazione. I valori di libertà e giustizia, insiti nella resistenza e che tutti condividiamo, mal si conciliano con le tesi espresse da questo individuo.

Appoggiamo ogni parola del comunicato reso pubblico dal sindaco Pardini su stampa e canali social, a proposito della gravità dell’accaduto e affinché il centrosinistra moderato prenda le distanze dall’accaduto.

Se, come sembra, il provveditorato non è stato informato, ci auguriamo un inchiesta interna che faccia chiarezza a 360 gradi sulla vicenda. La scuola deve essere libera in tutte le sue forme e come tale deve riportare le verità storiche accettate, superando le concezioni di pensiero unico politicizzate.

Quanto a Gobetti, spesso protagonista di sceneggiate con magliette, busti e cimeli del maresciallo Tito, sarebbe opportuno che le istituzioni competenti analizzino le tesi che porta avanti pubblicamente da anni. Ricordiamo che il negazionismo è reato ai sensi all’articolo 3 della legge 654 del 1975.

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