Anno XI 
Giovedì 16 Aprile 2026

Scritto da erika ansani
Politica
07 Novembre 2022

Visite: 841

Con il decreto n. 5587 del 28 marzo 2022 anche la regione Toscana ha approvato l’avviso pubblico per il "Sostegno alla parità di genere e alla cultura di genere" per il biennio 2022/23. Tale azione, destinata alle scuole, ha come obiettivo la destrutturazione degli stereotipi di genere per promuovere la cultura della parità, contrastare ogni forma e grado di violenza nei confronti delle donne, e mettere in campo strategie di parità e rispetto, nonchè piena uguaglianza di opportunità e diritti in ogni ambito della vita.

Secondo il movimento Aurora, nato alcuni mesi fa dai delusi di quel centrodestra locale uscito sconfitto dalle ultimi sfide elettorali nella provincia di Massa Carrara e in Lunigiana, la definizione di percorsi di diffusione della cultura di genere e della destrutturazione dello stereotipo di genere nelle scuole, “fanno chiaramente riferimento ai contenuti della ideologia "gender", la quale afferma che il sesso biologico non ha necessaria importanza nella costruzione dell'identità di una persona e che il dato naturale - essere maschi o femmine per nascita - è una convenzione sociale da eliminare per costruire una società senza differenze tra uomini e donne”.

Secondo il movimento la regione Toscana, che è stata anche una delle prime regioni ad aver aderito al documento “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sulla identità di genere (2013-2015)" promosso dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) sottoscritto poi dal governo Draghi, e continua a farlo “impiega vergognosamente per questa "colonizzazione ideologica", all'insaputa dei contribuenti, considerevoli risorse finanziare, che altrimenti potrebbero essere utilizzate per ampliare e potenziare i servizi sanitari e sociali”.

Ma se la regione aderisce a queste tipologia di progetti, secondo il movimento Aurora non è detto che lo debbano fare le amministrazioni provinciali e comunali le quali “per fermare la diffusione del pensiero "gender" nelle scuole, basterebbe semplicemente non sottoscrivessero tali accordi” .

Emanuela Busetto e Elena Bardelli, rispettivamente presidente e segretario del movimento Aurora, chiedono così ai consiglieri regionali provinciali e comunali di agire concretamente nella condanna di questo tipo di azioni ed esprimono piena solidarietà al consigliere comunale di FDI di Pisa che unico in Toscana, ha avuto il coraggio di opporsi al finanziamento di un corso di educazione “gender” delle scuole del suo comune, diventando esso stesso vittima di un violento attacco mediatico.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

L'Amministrazione Comunale di Bagni di Lucca ha deciso di modificare la modalità di ricezione dell'utenza da parte degli Uffici, introducendo il ricevimento su appuntamento per agevolare il lavoro degli impiegati e migliorare il servizio alla cittadinanza

Isabella Caposieno (G.S.Orecchiella Garfagnana) vince la mezza maratona di Asti percorrendo i 21 chilometri della gara di casa…

Spazio disponibilie

Sabato mattina (18 aprile), dalle 9.30 a villa Bottini si svolgerà una mattinata di studio e di scambio…

Spazio disponibilie

Sarà presentata alla città sabato (18 aprile) alle 16, in piazzetta Crispi, "De Gave", la scultura…

Non è stata una semplice cena, ma un vero e proprio atto d'amore per l'hockey su pista. Lunedì…

Domenica prossima 18 aprile alle ore 17, presso il Centro Cittadinanza Oltreserchio "Il Bucaneve" di Santa Maria a…

Spazio disponibilie

Giovedì 16 aprile quarto appuntamento con Voci di Biblioteca, la rassegna culturale organizzata dalla Scuola Imt Alti Studi…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie