Politica
Teatro del Giglio, Bianucci: "Lazzarini getta fumo negli occhi su Venezi, ma per la prima volta manca il bilancio annuale"
"Dalla difesa d'ufficio di Beatrice Venezi, al suo protagonismo sui temi politici locali e nazionali, l'amministratore unico del Teatro del Giglio Puccini Angelo Lazzarini ormai…

Poste Italiane a Torre del Lago, la denuncia di Stefano Dalle Mura: “Un rapporto che è un percorso a ostacoli”
“Nonostante l'era della digitalizzazione e i proclami di efficienza, per i cittadini di Viareggio e della frazione di Torre del Lago il rapporto con Poste Italiane continua a…

Cosa conta per l'italiano?
Nello scorrere i quotidiani, fra manifestazioni a Torino a supporto di ASKATA-FASCIO, per bloccare a Milano la partenza dei passeggeri diretti in Israele, e un po’ ovunque contro…

Matteo Scannerini attacca le sfilate pro-Maduro della Sinistra lucchese
Le immagini e i contenuti che circolano in queste ore per promuovere l'iniziativa annunciata in Piazza San Michele, presentata come una manifestazione per la pace, rappresentano una grave offesa al popolo venezuelano, che da anni vive sotto una dittatura sanguinaria e repressiva, guidata dal regime di Nicolás Maduro

Scacco matto a Maduro
La dottrina Monroe, come tutte le teorie, era modello di libertà e democrazia. In un discorso al Congresso del 2 dicembre 1823 James Monroe, presidente degli USA, sosteneva sostanzialmente che l’America dovesse essere degli americani

Vannacci, mister preferenze: "L'unico che può cambiare questo mondo al contrario"
È il generale Roberto Vannacci a catalizzare l'attenzione del centrodestra e, in particolare, della Lega, dove il suo nome continua a raccogliere consensi e preferenze. A difenderne apertamente la figura…

2026 e l'illusione del cambiamento
Dobbiamo agli antichi Greci, popolo dal pensiero fertile e profondo, gran parte di ciò che di buono si è sviluppato nei secoli successivi. Nonostante le straordinarie scoperte scientifiche,…

Un anno e un giorno...
Proviamo a ricordare da cosa è stato marchiato a fuoco quest’anno? Tutto sommato è facile: i numerosi talk show che rimestano i fatti fra – di massima – 4 ospiti schierati “a prescindere” e pronti a negare anche l’evidenza, rendono tutto semplice

Importante risultato ottenuto da Riccardo Zucconi per il nuovo palazzetto dello sport
Con l'approvazione definitiva della Legge di Bilancio di questa mattina, la Camera dei Deputati ha accolto un Ordine del Giorno che impegna il Governo a destinare risorse…

I gruppi consiliari e le forze politiche del centrosinistra denunciano il blocco dell'attività del Comune di Lucca: "Pronti ad informare il prefetto"
Bilancio in ritardo che condanna il Comune all'esercizio provvisorio, venti interrogazioni e trentacinque mozioni inevase, bilancio del Teatro non pervenuto

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Nel corso della commissione congiunta Lavori Pubblici e Politiche Formative presiedute da Marco Santi Guerrieri e Laura da Prato l'assessore allo sport Fabio Barsanti ha tenuto ai consiglieri un'approfondita relazione sugli impianti sportivi polivalenti e sugli indirizzi che l'amministrazione attuerà nei prossimi anni. "In questa sede – approfittando di una mozione del consigliere Bianucci - ho avuto modo di esaminare in modo completo assieme ai responsabili dei nostri uffici la situazione generale di tutti i campi polivalenti all'aperto dei quartieri e delle frazioni – ha dichiarato l'assessore Barsanti - La filosofia adottata dall'amministrazione è quella di intervenire in modo da dotare ogni area del territorio di un impianto funzionante per garantire che possa essere luogo di attività fisica, di aggregazione ma anche occasione per singoli e associazioni di organizzazione di attività del tempo libero ed eventi sportivi. Vogliamo favorire l'intervento di associazioni e privati come avvenuto per il campo di basket di San Filippo: in quel caso gli Amici della Pallacanestro "Luca Del Bono" Onlus e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca hanno riqualificato un luogo importante per il quartiere creando anche un'opera di arte contemporanea con l'intervento di Moneyless attraverso un bando regionale ottenuto dall'associazione StArt. Ma molti degli impianti che dobbiamo riqualificare necessitano di lavori molto più impegnativi. L'amministrazione ha selezionato alcune priorità e si sta adoperando per programmare questi interventi a partire dal 2025 proprio partendo dal campo di via Volpi a Ponte a Moriano e da quello di Nozzano Castello, dove vi sono due impianti ormai abbandonati da decenni il cui recupero consentirebbe di dotare di spazi sportivi e gratuiti due tra le frazioni più lontane dal centro, potendo così trasformarsi in due poli uno del Morianese e l'altro dell'Oltreserchio. A San Concordio invece abbiamo già avviato un'interlocuzione con la scuola e la società di basket che gestisce la palestra della Leonardo Da Vinci per rendere pubblico il campino di oggi di pertinenza del plesso scolastico, per metterlo a disposizione del quartiere in un area molto urbanizzata e carente di strutture sportive. A San Filippo invece vogliamo riqualificare il campo da tennis accanto a quello da basket, in modo da valorizzare ancora di più quella zona del quartiere. Vi sarebbe poi anche quello di San Cassiano a Vico, ma per poter programmare qualsiasi intervento su quell'impianto sarà necessario attendere l'esito del contenzioso con il vecchio gestore, che proprio su un ex polivalente ha realizzato le opere oggetto dello stesso contenzioso. Come detto – conclude Barsanti - questi interventi vogliono creare strutture funzionanti e accessibili per vari sport distribuiti in modo equilibrato nelle varie zone del Comune, andando a definire il quadro di insieme degli interventi da fare e a completare le riqualificazioni già fatte in precedenza".
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È di pochi giorni la pronuncia della Corte dei Conti che indica che il 50 per cento dei percettori del Reddito di Cittadinanza abbia truffato lo Stato. Dovendo il massimo rispetto alla Magistratura, non possiamo che prenderne atto, evitando vuote contestazioni e distinguo. Mettiamoci intanto l’anima in pace: son soldi che nessuno recupererà mai. Sorvoliamo poi sul fatto che gran parte dei fruitori non fossero cittadini italiani, o si trattasse di delinquenti capacissimi di commettere reati per garantirsi di che vivere.
Quando rivestivo un ruolo di responsabilità, circa 4 anni orsono, lanciai una campagna d’indagine, nella giurisdizione di pertinenza, dalla quale emerse che almeno il 10% dei percettori non ne avessero diritto. Il risultato era il primo frutto di accertamenti elementari, ovviamente, e l’adozione di ulteriori strumenti e risorse fornisce un quadro di situazione ancor più devastante.
Fra i sostenitori della misura, allora, qualcuno replicò che la normativa fosse stata mal concepita, occorressero modifiche, ma loro stavano in Parlamento per questo. Sottintendendo magari che ce li dovessimo lasciare perché rivedessero la normativa. Meno male che per molti non è stato così, due anni fa.
Avesse fatto perdere quei soldi un dirigente dello Stato, sarebbe stato arrestato. Arduo comprendere perché, se siedi in Parlamento e scrivi una legge coi piedi, che consente innumeri sotterfugi per fruirne illecitamente, tale da richiedere profonde e sostanziali modifiche, ti si debba dire - parafrasando il foglietto della gomma da masticare che consentiva di vincere un magico pallone da calcio - “Ritenta, sarai più fortunato!”
Nulla contro la necessità di sostenere chi abbia davvero bisogno, per infermità o altre situazioni che precludano la possibilità di lavorare, in quanto lo Stato moderno deve aver riguardo per tutti i suoi cittadini. Tuttavia una società progredisce in base alla propria capacità produttiva, frutto d’investimenti, non certo se estende pressochè senza limiti il bacino dei percettori di sussidio. Questi acquisteranno, certo, ma chi produce ciò che loro chiederanno? E da dove si recuperano le somme per i sussidi, se non si produce?
L’eliminazione sostanziale del RdC ha portato ad un aumento della popolazione occupata, e in Italia vi sono settori che tuttora richiedono mano d’opera, corrispondendo salari onesti. Sono purtroppo proprio le regioni del Sud che hanno visto una maggiore presenza d’imprenditoria rapace, disposta solo a sottopagare “in nero”, a registrare il più elevato numero di percettori del RdC. A conferma del fatto che il RdC si fonda sovente con i salari-burla, talora erogati “in nero”.
Purtroppo l’incubo dell’emigrazione interna non vuole abbandonare l’Italia, e credo occorra farsene una ragione. Comprensibile la resistenza a piegarsi a ciò, ma se non si trova un lavoro, non è dignitoso affidare la propria sopravvivenza alla combinazione di pensioni d’invalidità e vecchiaia, RdC e stipendiucci finti frutto di bieco sfruttamento del proprio lavoro. Anche l’eccezione collegata all’elevato costo della vita e dei fitti al nord è abusata. Vi sono aree d’Italia che son capaci d’assorbire mano d’opera nazionale, a condizione che moglie e marito partano insieme, e si cerchino entrambi un lavoro ad altre latitudini. In due a lavorare un fitto lo paghi.
È ciò che accadde nell’Italia del boom degli anni ’50 e ’60, quando si trasferirono in tanti nelle regioni settentrionali, avendo a casa propria solo l’alternativa della terra da coltivare. Comprensibile il desiderio di trovare il posto di lavoro a casa propria, ma ove ciò risulti irrealizzabile una decisione drastica va presa.
Oggi sappiamo quanto ci sia costata questa misura miracolosa che doveva far sparire la povertà, e soprattutto quanto costerà negli anni a venire. Forse dovremmo recuperare la voglia di rompersi la schiena dei nostri padri e nonni, e di noi che abbiamo superato almeno i 50 anni. Generazioni che per la casa da comprare e ristrutturare non potevano ricevere sostegno, e neanche pensavano di poterlo pretendere, dallo Stato. Che non recuperavano il 50-90-110% di quanto speso, e che una cosa la compravano se potevano permettersela. Eppure queste generazioni la loro colpa l’hanno: aver creato un artificioso Paese dei Balocchi ove fosse consentito di credere di poter vivere al di sopra delle proprie possibilità. Forse l’aver stretto la cinghia li ha spinti a voler far soffrire il meno possibile gli eredi.
E il guaio è che questo Paese dei Balocchi che abbiamo creato, oggi, lo stiamo facendo godere prima di tutto a chi viene da fuori. Dalle case popolari, ai mille bonus.
Credo vi sarebbe da meditare.
Le nostre Mamme regalavano la merenda all’amichetto che veniva a trovarci a casa per giocare, ma se si era in periodo di ristrettezze, non apparecchiavano, semplicemente.


