Politica
Quale Futuro per Roberto Vannacci?
Tempus fugit, dicevano i romani e la débâcle referendaria è passata, e già il PD deve fare i conti con la mancata conquista di Venezia e la perdita di…

Consulta dei Giovani, riaperti i termini per presentare la candidatura: nuove domande dal 28 maggio al 12 giugno
L'assessore Consani: "La grande partecipazione registrata conferma quanto i giovani abbiano voglia di essere protagonisti della vita della città"

“La storiella del sindaco di tutti non funziona più”: Vietina contro un’amministrazione “sempre più rivolta all'estrema destra”
“Il sindaco Pardini adesso strizza l'occhio anche al generale Vannacci. Questa vicinanza non è una novità e non stupisce affatto; quello che sorprende è l'agitazione di chi, dentro…

Il Credito Sportivo finanzierà quasi interamente la realizzazione del Silver 1: Buchignani: "Tassi zero liberate risorse per altri interventi"
Nella seduta della giunta comunale di stamattina è stata approvata una variazione al Piano triennale dei lavori pubblici che recepisce la decisione da parte del Istituto per il…

Consiglio comunale di Lucca, polemiche e battibecchi per la discussione a porte chiuse su Antraccoli: “Mette uno scudo fra amministrazione e cittadini”
La decisione di chiudere il consiglio comunale dedicato all’inquinamento della falda acquifera di Antraccoli non ha impedito ai cittadini coinvolti di presentarsi alla discussione degli altri punti all’ordine…

Ecco perché l'Italia non può applicare sanazioni a Israele
Chi chiede al nostro governo di applicare sanzioni vere ad Israele (per le quali sarei pienamente d’accordo!) dopo gli atti di pirateria e le violenze perpetrate nei confronti di nostri cittadini, forse non sa o dimentica alcuni particolari

“Polemiche strumentali”: la Lega Lucca risponde all'Assemblea 25 Aprile su Rievocando
“Riceviamo e rispediamo al mittente la polemica sollevata dalle associazioni dell'assemblea 25 Aprile in merito al passaggio del corteo storico Rievocando lungo via Fillungo. La manifestazione è una…

La guerra Iran-alleati / Usa- Israele: una opinione
Io sono tutt’altro che un analista di geopolitica, godo dell’unico privilegio che l’età avanzata concede, cioè l’esperienza – anche se l’esperienza è “quella cosa che consente di prenderlo…

Carnini (FdI): "Da Ponte a Moriano richieste concrete. Ora servono risposte rapide"
"Dopo il primo incontro pubblico a Ponte a Moriano che ho promosso insieme ai cittadini e commercianti della zona, con la partecipazione dell'assessore Moreno Bruni, ho portato all'attenzione…

Pd Lucca: “A Lucca cortei di serie A e di serie B. Pieno appoggio alle rivendicazioni di Assemblea 25 aprile"
“Mentre al corteo della Liberazione del 25 aprile scorso sono stati posti limiti e restrizioni sul passaggio in Via Fillungo, altre manifestazioni e rievocazioni hanno potuto attraversare regolarmente…

- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 133
"Attive e in movimento: le buone abitudini per stare in forma" è il titolo del laboratorio in programma sabato prossimo (11 aprile) a partire dalle ore 17 al Centro di cittadinanza attiva "Bucaneve" di Santa Maria a Colle, in via della Chiesa XXIV 559: protagonisti dell'evento, gratuito e aperto a tutti, saranno Gennaro Voccia (fisioterapista ASL), Gabriella Bertani (fisioterapista) e Tommaso Fava (attività fisica adattata). Durante l'appuntamento saranno illustrate le opportunità sul territorio offerte dagli Enti di promozione sportiva UISP, Libertas e AICS.
Dopo il grande successo dei primi due appuntamenti, proseguono così gli incontri del progetto "Vite in rosa, anni d'argento, età d'oro", che numerose associazioni del territorio (Auser volontariato Lucca, SPI CGIL, CESVOT, Unicoopfi sezione soci Lucca, Centro cittadinanza attiva Bucaneve, associazione lucchese arte e psicologia, Centro Chiavi d'oro, UISP, Libertas e AICS), assieme all'azienda USL Toscana Nord Ovest organizzano proprio al centro Bucaneve. Insieme, le associazioni hanno dato vita ad un percorso di condivisione, approfondimento e conoscenza in cinque appuntamenti dedicato a salute, movimento e qualità della vita, pensato per le donne: per stare bene insieme, informarsi, muoversi e condividere esperienze.
Gli incontri si concluderanno poi il sabato successivo (18 aprile) sempre alle ore 17 con "La relazione è una parola femminile e significa benessere", laboratorio a cura delle operatrici della struttura Educazione e promozione alla salute dell'USL Toscana Nord Ovest e parteciperà anche Eluisa Lo Presti responsabile zona distretto ASL.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e aperti a tutte e tutti.
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 1641
Come i grani di sabbia della clessidra della vita di ciascuno di noi, anche quello che aveva il volto e – soprattutto – lo spirito, di Silvano Bartoli, è passato. Tornando con tutti quelli “che ci hanno corrisposto” nell’ungarettiana accezione del termine.
Silvano Bartoli, lo so, è troppo facile, era un’icona del “1° Tuscania”. Facile dirlo per uno ch’è stato pluridecennale istruttore, che ha dato il calcio d’inizio all’avventura del paracadutismo sportivo nell’Arma.
Per questo, quindi, andiamo sul difficile. Ciò che sfugge e magari finisce pure per essere meno apprezzato, se non si comprende che senza quello, mai sarebbe venuto il resto.
Silvano è un marchigiano che forse ha sentito parlare dei paracadutisti della “Nembo” passati per Orsogna e Filottrano, e al 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti è andato subito. Quando il reparto non era in gran spolvero. Quando la vita era dura, come difficilmente oggi – ch’è dura, sia chiaro – si può immaginare.
Ha portato zaino, poca acqua nella borraccia, fucile e munizioni, su e giù per l’Appennino e le colline toscane. Quando era dura, e ogni anno i “non meritevoli” finivano in un pentolone e traslocavano. E allora ci voleva assai poco a non essere “meritevoli”, in tempi privi di rivendicazioni rappresentative e sindacali, e di Tribunali Amministrativi. Ha comandato la squadra paracadutisti, giovane carabiniere scelto, e dopo 14 anni ha avuto – come accadeva allora – i galloni di Appuntato.
Poi qualcuno ha compreso che poteva “costruire” paracadutisti. In palestra alla Scuola di Pisa, ov’era accolto con rispetto. E lo fece a modo suo. Capiva chi andava e chi no. Non servivano una flessione in più, né era determinante un piegamento in meno. Occorreva che ci si fosse dentro, fino al collo, nello spirito del reparto. E allora, sorridendo, ti faceva ripeter 10 volte il muro e correre pure se c’era la libecciata o il temporale: “che tanto così passa il raffreddore”.
Per me fu il primo istruttore militare, importante anche se avevo già una sessantina di salti all’attivo. Sapeva incarnare il modello dell’istruttore, quello che, oltre a insegnare, ti convinceva con la battuta, il silenzio, il sorriso, che avresti dovuto e potuto avere fiducia di tutti i successivi istruttori che ti avrebbero arricchito la vita. E per un comandante sapere che il suo giudizio fosse positivo aveva gran valore.
Per questo s’è guadagnato un patrimonio di rispetto.
Compiva i 60 quando ero da poco al comando del 1°, e me lo dissero. Avevano organizzato una sorpresa in zona-lancio, ma dovevo contribuire “comandandolo” formalmente al lancio, con ordine scritto.
Venne da me, appena risentito. Alla sua età e con la sua esperienza, essere “comandato” senza neppure essere interpellato gli appariva al limite della mancanza di riguardo. O forse un po’ più in là. Sostenni il gioco dei più giovani colleghi con la classica replica del superiore ottuso il giusto, che “non può rimangiarsi l’ordine scritto”. Si allontanò in silenzio. Magari avrà pensato “Gli ufficiali bisogna farli fuori da piccoli!”
Il giorno dopo era con noi, con l’occhio appena innervosito.
Gli passò quando trovò in ZL il figlio – nostro giovane maresciallo – e un pugno di amici, pronti a portarlo in aria e riprenderlo col video. Mentre – in caduta libera – rideva sotto il suo casco blu lucido con la fiamma bianca dell’Arma, che pareva l’autoradio del Radiomobile. Gli passò perché capì che “MAI” gli si sarebbe potuto mancare di riguardo. Perché mai lo aveva fatto lui verso il 1° e ogni Carabiniere Paracadutista.
E con quel volergli stare accanto gli volevamo trasmettere che un elicottero, un filmato e un lancio tutto con noi, era il minimo che gli si dovesse. Avrebbe avuto il resto della giornata per godersi il genetliaco con la bravissima Consorte.


